Don Silvestro spiega il significato del fuoco eterno
Il don legge (per iniziare la meditazione) un capitolo alla volta di Lettere dall'Inferno (una donna, Clara ha ricevuto una comunicazione dall'inferno di una sua amica dannata che le spiega cosa si prova all'inferno - la rivelazione ha l'imprimatur da parte della Chiesa).
IL PRIMO PASSO VERSO DIO (brano delle lettere dall'inferno)
Vangelo secondo Matteo - 18
"...8Se la tua mano o il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo e gettalo via da te. È meglio per te entrare nella vita monco o zoppo, anziché con due mani o due piedi essere gettato nel fuoco eterno…"
Il pensiero che vi sia un fuoco inestinguibile che brucia senza consumare i dannati… possiamo riflettere sulla natura di questo fuoco? Ma dobbiamo farlo con grande serietà certi che il Signore non ci ha ingannato in nulla certi che Egli è la Verità. E che ha parlato con certezza. Gesù ha definito l'inferno come fornace ardente. Noi in questa vita sappiamo che il fuoco brucia solo le cose materiali ma non conosciamo qualcosa che possa intaccare lo spirito. Nessun elemento naturale è capace di intaccare un'elemento spirituale. Quindi come fa a bruciare? E perché Gesù parla del fuoco dell'inferno? Possiamo considerarlo un linguaggio figurato?
Per prima cosa sulla terra possiamo dire che il fuoco è l'elemento che causa più dolore quando si viene in contatto. Quando Gesù ha parlato del fuoco potrebbe aver usato una metafora per farci capire che all'inferno si soffre terribilmente. Sulla Terra non conosciamo elemento che dia più patimento del fuoco e quindi nell'inferno questa sofferenza durerà in eterno. Tuttavia pare che il Signore nel parlare di questo fuoco, non si fosse servito di un'elemento figurativo. In un'altra parabola il ricco epulone dice: questa fiamma mi tortura. Quindi è un fuoco materiale o spirituale? Il don ritiene che non ci sia una risposta precisa perché ogni risposta creerebbe dei problemi. Se dicessimo che è un fuoco spirituale sarebbe un fuoco che non spaventa, sulla Terra infatti sperimentiamo che tutto ciò che è spirituale non è capace di darci una sofferenza sensibile, ma se fosse un fuoco materiale dovremmo concludere che non è un fuoco capace di tormentare - almeno per ora - il dannato. Perché essendo separato dal corpo, il dannato è puro spirito. Se poi volessimo dire che è materiale e che tormenterà i dannati quando si congiungeranno con il corpo, allora Gesù quando che il fuoco dell'inferno è preparato per il diavolo e i suoi angeli, cioè fuoco per tormentare esseri che rimarranno spirituali. Quindi dovremmo pensare che sia un fuoco che sia capace di bruciare l'anime e il corpo.
Come questo sia possibile, Sant'Agostino prova a spiegarlo nella Città di Dio. Dice in sostanza: i demoni, pur non avendo un corpo fisico, saranno congiunti, sebbene senza corpo, al fuoco che ha un corpo, per esserne straziati. Congiungendosi in maniera sorprendente al fuoco ricevono da esso la punizione. Non si può comprendere dall'uomo.
Sant' Agostino identifica il fuoco come realtà materiale che si unisce alla realtà spirituale dell'anima. Se non ne avessimo sperimentato la realtà a noi risulterebbe incredibile pensare che un'anima possa unirsi ad un elemento materiale. Nulla vieta quindi che all'inferno il fuoco si unisca all'elemento spirituale. Se sia veramente così non è importante saperlo, ma è certo che il fuoco dell' inferno ha proprietà diverse rispetto a quello che c'è sulla terra. In confronto, il nostro fuoco sembra dipinto e anche Santa Teresa d'Avila - che ha visto l'inferno da viva - dice al riguardo: ho meditato poche volte (la realtà dell'inferno ndr), la via del timore non è fatta per me, ma è certo che quanto si medita sui tormenti dell'inferno, su quello che i demoni fanno patire o quello che si legge sui libri non ha a che fare con la realtà. Come un ritratto messo a confronto con l'oggetto ritratto. Quasi neppure il nostro fuoco si può paragonare con quello di laggiù. San Vincenzo Ferreri dice che al confronto, il nostro fuoco è freddo. La ragione è che il nostro fuoco è creato per il nostro utile e se dunque il fuoco creato per il nostro utile ha la capacità di tormentare, che sarà di quello creato solo per tormentare? Sant' Alfonso Maria de Liguori - richiamandosi al capitolo 25° di Matteo - dice: il dannato sarà mandato non al fuoco ma nel fuoco, sicchè il misero sarà circondato dal fuoco come un legno in una fornace. Sicchè si troverà un'abisso di fuoco davanti, dietro, sotto, sopra e d'intorno. Se tocca, vede, respira ecc.. non tocca, ne vede respira solo fuoco. Ma questo fuoco non solamente gli starà d'intorno ma entrerà dentro a tormentarlo. E gli bruceranno tutti gli organi, il sangue, anche le midolla dentro le ossa, ogni dannato diventerà in sé stesso una fornace di fuoco.
LIBRO DEI SALMI - Salmo 21 (20)
10 Gettali in una fornace ardente
nel giorno in cui ti mostrerai;
nella sua ira li inghiottirà il Signore,
li divorerà il fuoco.
Taluni non possono reggere nel camminare alla luce del Sole o di stare in una stanza chiusa con una braciera. E poi non temono il fuoco che divora? Chi di noi può abitare presso un fuoco divorante? Presso fiamme perenni? Isaia 33,14
14A Sion hanno paura i peccatori,
uno spavento si è impadronito dei malvagi.
Chi di noi può abitare presso un fuoco divorante?
Chi di noi può abitare tra fiamme perenni?
Come una fiera divora un capretto, così il fuoco dell'inferno divorerà il dannato ma senza mai farlo morire.
Bisogna parlare dell'inferno, è una cosa terribile ma bisogna farlo senza sconti.
MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO ZAMMARELLI
Il don legge (per iniziare la meditazione) un capitolo alla volta di Lettere dall'Inferno (una donna, Clara ha ricevuto una comunicazione dall'inferno di una sua amica dannata che le spiega cosa si prova all'inferno - la rivelazione ha l'imprimatur da parte della Chiesa).
IL PRIMO PASSO VERSO DIO (brano delle lettere dall'inferno)
Vangelo secondo Matteo - 18
"...8Se la tua mano o il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo e gettalo via da te. È meglio per te entrare nella vita monco o zoppo, anziché con due mani o due piedi essere gettato nel fuoco eterno…"
Il pensiero che vi sia un fuoco inestinguibile che brucia senza consumare i dannati… possiamo riflettere sulla natura di questo fuoco? Ma dobbiamo farlo con grande serietà certi che il Signore non ci ha ingannato in nulla certi che Egli è la Verità. E che ha parlato con certezza. Gesù ha definito l'inferno come fornace ardente. Noi in questa vita sappiamo che il fuoco brucia solo le cose materiali ma non conosciamo qualcosa che possa intaccare lo spirito. Nessun elemento naturale è capace di intaccare un'elemento spirituale. Quindi come fa a bruciare? E perché Gesù parla del fuoco dell'inferno? Possiamo considerarlo un linguaggio figurato?
Per prima cosa sulla terra possiamo dire che il fuoco è l'elemento che causa più dolore quando si viene in contatto. Quando Gesù ha parlato del fuoco potrebbe aver usato una metafora per farci capire che all'inferno si soffre terribilmente. Sulla Terra non conosciamo elemento che dia più patimento del fuoco e quindi nell'inferno questa sofferenza durerà in eterno. Tuttavia pare che il Signore nel parlare di questo fuoco, non si fosse servito di un'elemento figurativo. In un'altra parabola il ricco epulone dice: questa fiamma mi tortura. Quindi è un fuoco materiale o spirituale? Il don ritiene che non ci sia una risposta precisa perché ogni risposta creerebbe dei problemi. Se dicessimo che è un fuoco spirituale sarebbe un fuoco che non spaventa, sulla Terra infatti sperimentiamo che tutto ciò che è spirituale non è capace di darci una sofferenza sensibile, ma se fosse un fuoco materiale dovremmo concludere che non è un fuoco capace di tormentare - almeno per ora - il dannato. Perché essendo separato dal corpo, il dannato è puro spirito. Se poi volessimo dire che è materiale e che tormenterà i dannati quando si congiungeranno con il corpo, allora Gesù quando che il fuoco dell'inferno è preparato per il diavolo e i suoi angeli, cioè fuoco per tormentare esseri che rimarranno spirituali. Quindi dovremmo pensare che sia un fuoco che sia capace di bruciare l'anime e il corpo.
Come questo sia possibile, Sant'Agostino prova a spiegarlo nella Città di Dio. Dice in sostanza: i demoni, pur non avendo un corpo fisico, saranno congiunti, sebbene senza corpo, al fuoco che ha un corpo, per esserne straziati. Congiungendosi in maniera sorprendente al fuoco ricevono da esso la punizione. Non si può comprendere dall'uomo.
Sant' Agostino identifica il fuoco come realtà materiale che si unisce alla realtà spirituale dell'anima. Se non ne avessimo sperimentato la realtà a noi risulterebbe incredibile pensare che un'anima possa unirsi ad un elemento materiale. Nulla vieta quindi che all'inferno il fuoco si unisca all'elemento spirituale. Se sia veramente così non è importante saperlo, ma è certo che il fuoco dell' inferno ha proprietà diverse rispetto a quello che c'è sulla terra. In confronto, il nostro fuoco sembra dipinto e anche Santa Teresa d'Avila - che ha visto l'inferno da viva - dice al riguardo: ho meditato poche volte (la realtà dell'inferno ndr), la via del timore non è fatta per me, ma è certo che quanto si medita sui tormenti dell'inferno, su quello che i demoni fanno patire o quello che si legge sui libri non ha a che fare con la realtà. Come un ritratto messo a confronto con l'oggetto ritratto. Quasi neppure il nostro fuoco si può paragonare con quello di laggiù. San Vincenzo Ferreri dice che al confronto, il nostro fuoco è freddo. La ragione è che il nostro fuoco è creato per il nostro utile e se dunque il fuoco creato per il nostro utile ha la capacità di tormentare, che sarà di quello creato solo per tormentare? Sant' Alfonso Maria de Liguori - richiamandosi al capitolo 25° di Matteo - dice: il dannato sarà mandato non al fuoco ma nel fuoco, sicchè il misero sarà circondato dal fuoco come un legno in una fornace. Sicchè si troverà un'abisso di fuoco davanti, dietro, sotto, sopra e d'intorno. Se tocca, vede, respira ecc.. non tocca, ne vede respira solo fuoco. Ma questo fuoco non solamente gli starà d'intorno ma entrerà dentro a tormentarlo. E gli bruceranno tutti gli organi, il sangue, anche le midolla dentro le ossa, ogni dannato diventerà in sé stesso una fornace di fuoco.
LIBRO DEI SALMI - Salmo 21 (20)
10 Gettali in una fornace ardente
nel giorno in cui ti mostrerai;
nella sua ira li inghiottirà il Signore,
li divorerà il fuoco.
Taluni non possono reggere nel camminare alla luce del Sole o di stare in una stanza chiusa con una braciera. E poi non temono il fuoco che divora? Chi di noi può abitare presso un fuoco divorante? Presso fiamme perenni? Isaia 33,14
14A Sion hanno paura i peccatori,
uno spavento si è impadronito dei malvagi.
Chi di noi può abitare presso un fuoco divorante?
Chi di noi può abitare tra fiamme perenni?
Come una fiera divora un capretto, così il fuoco dell'inferno divorerà il dannato ma senza mai farlo morire.
Bisogna parlare dell'inferno, è una cosa terribile ma bisogna farlo senza sconti.
MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO ZAMMARELLI
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