Don Silvestro continua la sua catechesi sull'inferno mettendo in rilievo il rapporto che c'è tra la volontà di Dio e l'inferno giungendo alla conclusione che non c'è nessun rapporto (terzo incontro) La via dell'inferno è la via del peccato, e ciò che genera il peccato è sicuramente un vizio di peccato. I vizi capitali sono a capo di ogni peccato. Uno pecca perché c'è un vizio capitale che lo domina. Oggi trattiamo il vizio dell'avarizia. Si intende lo smodato desiderio dell'avere, la puntigliosa smania dell'accumulo, la spasmodica voglia nel conservare. Per l'avaro conta l'avere più che il fruire. Per San Tommaso d'Aquino il vizio dell'avarizia consiste in un amore immoderato di possedere, per San Gregorio Magno, le figlie naturali dell'avarizia sono il tradimento, la frode, la bugia, gli spergiuri, l'inquietudine, le violenze e la durezza del cuore. Cicerone afferma che l'avarizia rende gretti d'animo e che l...
Don Silvestro spiega le 5 ragioni per cui tratta l'argomento dell'inferno (secondo incontro). Trattiamo uno dei vizi capitali perché i vizi capitali sono uno di quei vizi che ci portano all'inferno. Sono la via maestra per l'inferno, perché ci portano a peccare ed è il peccato che ci porta all'inferno. Trattiamo la Superbia. La Superbia è principio di ogni vizio, è un'amore disordinato ed eccessivo del proprio io per cui la persona cade in una forma di idolatria di sé stessa. San Tommaso d'Aquino la definisce una brama disordinata della propria eccellenza. San Gregorio Magno mette in rilievo le quattro manifestazioni che rivelano l'orgoglio degli arroganti: 1) Credere che il bene posseduto derivi da sé medesimi 2) Se si crede di averlo ricevuto dall' Alto essere persuasi che il bene ricevuto sia arrivato per i propri meriti. Questi primi due punti fanno del superbo un'ingrato, ecco perché San Girolamo scrive che nessuno è più superbo di un'...