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Guardare, pensare e giudicare sono la stessa cosa

Nella sconvolgente vicenda che coinvolge la donna adultera entrano in scena prepotentemente scribi e farisei pieni di ira, tipico di coloro che piuttosto che guardare dentro di sé e sopra di sé, guardano e giudicano coloro che stanno intorno a sé.Il male è male, ma solo Dio conosce le singole responsabilità, come nel caso della donna.Gesù non è venuto come giudice ma come medico. Per questo non condanna ma comanda alla donna di allontanare per sempre il peccato. La Divina Misericordia, sempre pronta a rialzarci, vale il sangue del Figlio di Dio e non può essere considerata come cosa da nulla.

La velazione delle immagini sacre: com'è triste una vita senza Dio. Che senso avrebbe la vita senza l'assenza di Dio e delle sue azioni e speranze di luce (in primis resurrezione)? Non dobbiamo fraintendere l'episodio dell'adultera. I farisei scoprono una donna che sta commettendo un peccato grave (adulterio), quello che oggi viene banalizzato. Ma in questi farisei scopriamo uomini pieni di livore e di odio che vuole lapidare una donna; questo nervosismo e odio acceca la mente / quante volte la rabbia ci acceca? quando ci sale la rabbia?

Questa rabbia ci sale quando, anzichè ascoltare l'amore di Dio, noi ascoltiamo la coscienza degli altri: lui è stato la causa del mio peccato. Nel momento in cui diamo molta importanza a ciò che l'altro fa ci facciamo toccare nella parte debole e non troviamo altro modo che la rabbia. La persona che si arrabbia sugli altri è una persona apparentemente forte ma è debole; quando usciamo dalla quiete è perchè abbiamo guardato ciò che facevano gli altri ma Gesù non lo vuole. Guardare, pensare e giudicare il proprio fratello sono la stessa cosa. E i farisei usano questa prova Gesù e anche noi lo facciamo.

Gesù, scriveva per terra per spronare (interpretazione) le persone a farsi un esame di coscienza "chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra" ; molte volte temiamo di guardare dentro di noi per paura e quindi guardiamo fuori. Noi non possiamo agire in maniera diversa a come agirebbe Gesù. Prima di mettere le etichette (anzi meglio non metterle perchè noi non potremmo mai comprendere la realtà delle cose e non riusciamo a capire noi stessi). Il peccato è il peccato, il male è il male però....però il giudizio sulla persona non può tenere conto solo dell'azione ma di altre cose a noi sconosciute. Prima di etichettare, rimettiamo il giudizio a Dio.

Qui c'è un Dio non condanna e nemmeno Lui vuole etichettare prima del tempo, Gesù non è venuto per giudicare ma per salvare il mondo / un giorno giudicherà il mondo ma prima è venuto per guarirci; è venuto adesso il momento di farci curare nelle ferite più interne. Però adesso non peccare mai più / la misericordia di Dio a Dio è costato il Sangue del Figlio; non è un gioco la Misericordia; Gesù ha detto: perdono MA tu non devi MAI più peccare. Non possiamo restare a terra, ci dobbiamo rialzare ed andare incontro a Gesù senza temere il giudizio altrui.

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