Don Silvestro spiega I novissimi (Morte, Giudizio, inferno, Paradiso). Nello specifico in questo incontro tratta sulla modalità e l'oggetto del Giudizio trattando in maniera particolare l'uso della parola
Le volte scorse abbiamo soffermato la serietà del Giudizio considerando la Misericordia di Dio e la sua Giustizia. Ma oggi ci chiediamo: come avverrà il giudizio? Tutta la nostra vita ci verrà messa di fronte.
LIBRO DEI SALMI - Salmo 50 (49)
21 Hai fatto questo e io dovrei tacere? Forse credevi che io fossi come te! Ti rimprovero: pongo davanti a te la mia accusa.
Dio giudica ogni azione, anche ciò che è nascosto, sia di buono che cattivo. Sarà un giudizio veritiero sulla nostra vita, la verità sulla nostra vita non verrà pronunciata dagli uomini che terranno il nostro elogio funebre né dai nemici che in quel giorno ci calunnieranno. Ma solo Dio pronuncerà la verità sulla nostra vita, perché a Lui nulla sfugge né di bene né male. Dio non dimentica nulla di bene che abbiamo potuto fare. Glorioso è il frutto delle opere buone, perché Dio non ne dimentica nessuna. Perfino i capelli del nostro capo sono contati. A Geremia il Signore di trattenere le lacrime perché c'è un compenso per ogni pena, nessuna di essa sarà dimenticata.
LIBRO DEI SALMI - Salmo 56 (55)
9 I passi del mio vagare tu li hai contati, nel tuo otre raccogli le mie lacrime: non sono forse scritte nel tuo libro?
Concetto ribadito nelle beatitudini: beati coloro che sono nel pianto perché saranno consolati. Nemmeno una loro lacrima sarà dimenticata. Santa Gertrude d'Efta dice: Dio permetterà nel momento del Giudizio che tutte le opere buone, come personaggi illustri, intercedano per il morente.
Libro dell’Apocalisse - 14
"...13E udii una voce dal cielo che diceva: «Scrivi: d’ora in poi, beati i morti che muoiono nel Signore. Sì – dice lo Spirito –, essi riposeranno dalle loro fatiche, perché le loro opere li seguono»
PROVERBI - 8
"...31giocavo sul globo terrestre, ponendo le mie delizie tra i figli dell’uomo….."
Dio non dimenticherà nulla di bene che avremo fatto in questa vita. Ma vale anche per il Male. Ma esistono 4 ambiti in cui si può peccare: pensieri, opere, parole ed omissioni.
Oggi ci soffermiamo sull'uso della parola.
Vangelo secondo Matteo - 12
"..36Ma io vi dico: di ogni parola vana che gli uomini diranno, dovranno rendere conto nel giorno del giudizio…." Gesù
SAPIENZA - 1
> "..10perché un orecchio geloso ascolta ogni cosa, perfino il sussurro delle mormorazioni non gli resta segreto… 11Guardatevi dunque da inutili mormorazioni, preservate la lingua dalla maldicenza, perché neppure una parola segreta sarà senza effetto; una bocca menzognera uccide l’anima...."
SIRACIDE - 23
13Non abituare la tua bocca a grossolane volgarità, in esse infatti c’è motivo di peccato.
Noi che uso facciamo della nostra parola? Dio è attento ad ogni parola che esce dalla nostra bocca. Fossimo attenti delle parole che escono dalla Sua bocca.
SIRACIDE - 27
6Il frutto dimostra come è coltivato l’albero, così la parola rivela i pensieri del cuore. 7Non lodare nessuno prima che abbia parlato, poiché questa è la prova degli uomini.
PROVERBI - 10
19Nel molto parlare non manca la colpa, chi frena le labbra è saggio.
Vangelo secondo Matteo - 5
".. 37Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno...."
Lettera di Giacomo - 1
"..26Se qualcuno ritiene di essere religioso, ma non frena la lingua e inganna così il suo cuore, la sua religione è vana..."
Gli uomini religiosi non sono chiacchieroni.
Lettera di Giacomo - 3
"...2tutti infatti pecchiamo in molte cose. Se uno non pecca nel parlare, costui è un uomo perfetto, capace di tenere a freno anche tutto il corpo. 3Se mettiamo il morso in bocca ai cavalli perché ci obbediscano, possiamo dirigere anche tutto il loro corpo. 4Ecco, anche le navi, benché siano così grandi e spinte da venti gagliardi, con un piccolissimo timone vengono guidate là dove vuole il pilota. 5Così anche la lingua: è un membro piccolo ma può vantarsi di grandi cose. Ecco: un piccolo fuoco può incendiare una grande foresta!..."
Vangelo secondo Matteo - 12
"...34Razza di vipere, come potete dire cose buone, voi che siete cattivi? La bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda. 35L’uomo buono dal suo buon tesoro trae fuori cose buone, mentre l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori cose cattive…."
In un'omelia Papa Francesco diceva che la parola di un figlio delle tenebre può essere oscena, volgare, - di fornicazioni e di ogni specie d'impurità e di cupidigia - neppure se ne parli - dice l'Apostolo. Un figlio della luce non ha questo linguaggio sporco. Poi c'è la parola mondana e san Paolo dice di non parlare di volgarità e di mondanità. State attenti che nessuno ci inganni con parole vuote. Oggi siamo circondati di parole vuote, sono belle e ben dette ma vuote dentro. C'è un'altra parola, quella che Gesù dice ai dottori della Legge: ipocriti. Possiamo pensare com'è la nostra parola? Ipocrita per stare bene con tutti? vacua senza sostanza? Una parola sporca o oscena? Queste parole non vengono da un figlio della Luce. Questo modo di parlare di cose sporche o ipocrite, non sono parole dei figli della Luce.
la parola dei figli della Luce - è sempre S. Paolo che ci dà la risposta: "... siate misericordiosi, perdonandovi a vicenda, fatevi imitatori di Dio e camminate nella carità. Proprio questa è la parola di un figlio della Luce. Quindi parole oscene, volgari, vacue, ipocrite o mondane … niente; perché sono parole del maligno. Come parliamo noi? E la risposta a questi interrogativi deve suggerirci un'altra domanda: sono cristiano della Luce? Delle tenebre o del grigio. I cristiani del grigio secondo il Papa sono i tiepidi. Santa Faustina dice nel suo diario quanto il Signore non sopporta una persona che chiacchera perché questo le impedisce di ascoltarLo e di trarne beneficio spirituale meditando le Sue parole. Le anime che non sentono le parole di Dio, restano vuote e lo cercano nei pettegolezzi dove Lui non c'è mai. Bisogna saper parlare perché le parole hanno il loro peso sia nel Bene che nel Male. Siamo invitati a saper parlare.
CATECHESI DEL DON
Le volte scorse abbiamo soffermato la serietà del Giudizio considerando la Misericordia di Dio e la sua Giustizia. Ma oggi ci chiediamo: come avverrà il giudizio? Tutta la nostra vita ci verrà messa di fronte.
LIBRO DEI SALMI - Salmo 50 (49)
21 Hai fatto questo e io dovrei tacere? Forse credevi che io fossi come te! Ti rimprovero: pongo davanti a te la mia accusa.
Dio giudica ogni azione, anche ciò che è nascosto, sia di buono che cattivo. Sarà un giudizio veritiero sulla nostra vita, la verità sulla nostra vita non verrà pronunciata dagli uomini che terranno il nostro elogio funebre né dai nemici che in quel giorno ci calunnieranno. Ma solo Dio pronuncerà la verità sulla nostra vita, perché a Lui nulla sfugge né di bene né male. Dio non dimentica nulla di bene che abbiamo potuto fare. Glorioso è il frutto delle opere buone, perché Dio non ne dimentica nessuna. Perfino i capelli del nostro capo sono contati. A Geremia il Signore di trattenere le lacrime perché c'è un compenso per ogni pena, nessuna di essa sarà dimenticata.
LIBRO DEI SALMI - Salmo 56 (55)
9 I passi del mio vagare tu li hai contati, nel tuo otre raccogli le mie lacrime: non sono forse scritte nel tuo libro?
Concetto ribadito nelle beatitudini: beati coloro che sono nel pianto perché saranno consolati. Nemmeno una loro lacrima sarà dimenticata. Santa Gertrude d'Efta dice: Dio permetterà nel momento del Giudizio che tutte le opere buone, come personaggi illustri, intercedano per il morente.
Libro dell’Apocalisse - 14
"...13E udii una voce dal cielo che diceva: «Scrivi: d’ora in poi, beati i morti che muoiono nel Signore. Sì – dice lo Spirito –, essi riposeranno dalle loro fatiche, perché le loro opere li seguono»
PROVERBI - 8
"...31giocavo sul globo terrestre, ponendo le mie delizie tra i figli dell’uomo….."
Dio non dimenticherà nulla di bene che avremo fatto in questa vita. Ma vale anche per il Male. Ma esistono 4 ambiti in cui si può peccare: pensieri, opere, parole ed omissioni.
Oggi ci soffermiamo sull'uso della parola.
Vangelo secondo Matteo - 12
"..36Ma io vi dico: di ogni parola vana che gli uomini diranno, dovranno rendere conto nel giorno del giudizio…." Gesù
SAPIENZA - 1
> "..10perché un orecchio geloso ascolta ogni cosa, perfino il sussurro delle mormorazioni non gli resta segreto… 11Guardatevi dunque da inutili mormorazioni, preservate la lingua dalla maldicenza, perché neppure una parola segreta sarà senza effetto; una bocca menzognera uccide l’anima...."
SIRACIDE - 23
13Non abituare la tua bocca a grossolane volgarità, in esse infatti c’è motivo di peccato.
Noi che uso facciamo della nostra parola? Dio è attento ad ogni parola che esce dalla nostra bocca. Fossimo attenti delle parole che escono dalla Sua bocca.
SIRACIDE - 27
6Il frutto dimostra come è coltivato l’albero, così la parola rivela i pensieri del cuore. 7Non lodare nessuno prima che abbia parlato, poiché questa è la prova degli uomini.
PROVERBI - 10
19Nel molto parlare non manca la colpa, chi frena le labbra è saggio.
Vangelo secondo Matteo - 5
".. 37Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno...."
Lettera di Giacomo - 1
"..26Se qualcuno ritiene di essere religioso, ma non frena la lingua e inganna così il suo cuore, la sua religione è vana..."
Gli uomini religiosi non sono chiacchieroni.
Lettera di Giacomo - 3
"...2tutti infatti pecchiamo in molte cose. Se uno non pecca nel parlare, costui è un uomo perfetto, capace di tenere a freno anche tutto il corpo. 3Se mettiamo il morso in bocca ai cavalli perché ci obbediscano, possiamo dirigere anche tutto il loro corpo. 4Ecco, anche le navi, benché siano così grandi e spinte da venti gagliardi, con un piccolissimo timone vengono guidate là dove vuole il pilota. 5Così anche la lingua: è un membro piccolo ma può vantarsi di grandi cose. Ecco: un piccolo fuoco può incendiare una grande foresta!..."
Vangelo secondo Matteo - 12
"...34Razza di vipere, come potete dire cose buone, voi che siete cattivi? La bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda. 35L’uomo buono dal suo buon tesoro trae fuori cose buone, mentre l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori cose cattive…."
In un'omelia Papa Francesco diceva che la parola di un figlio delle tenebre può essere oscena, volgare, - di fornicazioni e di ogni specie d'impurità e di cupidigia - neppure se ne parli - dice l'Apostolo. Un figlio della luce non ha questo linguaggio sporco. Poi c'è la parola mondana e san Paolo dice di non parlare di volgarità e di mondanità. State attenti che nessuno ci inganni con parole vuote. Oggi siamo circondati di parole vuote, sono belle e ben dette ma vuote dentro. C'è un'altra parola, quella che Gesù dice ai dottori della Legge: ipocriti. Possiamo pensare com'è la nostra parola? Ipocrita per stare bene con tutti? vacua senza sostanza? Una parola sporca o oscena? Queste parole non vengono da un figlio della Luce. Questo modo di parlare di cose sporche o ipocrite, non sono parole dei figli della Luce.
la parola dei figli della Luce - è sempre S. Paolo che ci dà la risposta: "... siate misericordiosi, perdonandovi a vicenda, fatevi imitatori di Dio e camminate nella carità. Proprio questa è la parola di un figlio della Luce. Quindi parole oscene, volgari, vacue, ipocrite o mondane … niente; perché sono parole del maligno. Come parliamo noi? E la risposta a questi interrogativi deve suggerirci un'altra domanda: sono cristiano della Luce? Delle tenebre o del grigio. I cristiani del grigio secondo il Papa sono i tiepidi. Santa Faustina dice nel suo diario quanto il Signore non sopporta una persona che chiacchera perché questo le impedisce di ascoltarLo e di trarne beneficio spirituale meditando le Sue parole. Le anime che non sentono le parole di Dio, restano vuote e lo cercano nei pettegolezzi dove Lui non c'è mai. Bisogna saper parlare perché le parole hanno il loro peso sia nel Bene che nel Male. Siamo invitati a saper parlare.
CATECHESI DEL DON
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