Don Silvestro spiega i novissimi (Morte, Giudizio, inferno, Paradiso). Nello specifico in questo incontro continua a trattare sulla giustificazione saggia e spiga cosa bisogna fare per confessarsi bene
Siamo giunti alla giustificazione saggia (dopo aver visto la giustificazione e quella sconvolgente ndr), siamo giunti alla conclusione che l'unica giustificazione saggia davanti a Dio è quella di confessare le proprie colpe (prima). Bisogna sapersi confessare bene. Il sacramento della confessione è un dono grandissimo e un sacramento preziosissimo. Sant'Ambrogio disse: Se ti confesserai cadranno le porte della prigione del peccato, saranno sciolte tutte le catene, per quanto grande sia la corruzione che ti ha invaso. Il peccato è una catena e la confessione ti libera da essa. San Francesco di Sales diceva: Nostro Signore ci ha lasciato il sacramento della penitenza affinché ci lavassimo di tutte le nostre brutture, tutte le volte noi ne fossimo sporcati. /// Un giorno, scoppiando in un'impeto d'ira, satana rivelò a San Nicola di Flue: la sconfitta più grande che ci ha inflitto Dio è il sacramento della confessione, perché se un'anima in peccato mortale ci appartiene, con una confessione ben fatta, subito ci viene strappata. Notiamo: una confessione ben fatta, subito viene strappata dal maligno. San Filippo Neri diceva che la confessione frequente dai nostri peccati è un bene per la nostra anima perché la purifica e la risana e la rende ferma nel servizio di Dio /// Purifica l'anima, la risana e la rende ferma nel servizio di Dio. Quando ci mancano queste virtù è perché manchiamo in questo sacramento, quando la tentazione ci sembra più forte di noi è perché abbiamo trascurato la confessione. Ci sono stati tanti santi che si confessavano tutti i giorni, non perché fossero scrupolosi e vedevano il peccato in ogni azione ma perché sapevano che la confessione è un mezzo efficace per diventare Santi.
692 D. E cosa buona confessarsi spesso?
R. Il confessarsi spesso è cosa ottima, perché il sacramento della Penitenza, oltre al cancellare i peccati dà le grazie opportune per evitarli in avvenire (catechismo di san Pio X - Catechismo maggiore)
Non solo il sacramento della confessione cancella i peccati ma veniamo resi più forte nelle tentazioni perché possiamo superarle con forza. San Giovanni 23° scrisse: durante tutta la mia vita, fui sempre fedele alla mia confessione settimanale e rinnovai più volte la confessione generale. La confessione frequente resta sempre la base solida per il cammino della santificazione.
“Bisogna esortare la gente a confessarsi ogni mese, soprattutto il primo venerdì o il primo sabato del mese. Fate ciò che vi dico. La confessione mensile sarà una medicina per la Chiesa d’Occidente. Se i fedeli si confesseranno una volta al mese, presto intere regioni potranno essere guarite”.
Medjugorje 6 Agosto 1982
A chi vuol fare un cammino spirituale profondo io consiglio di purificarsi confessandosi una volta alla settimana. Confessatevi anche dei più piccoli peccati, perché quando andrete all’incontro con Dio soffrirete di aver dentro di voi anche una minima mancanza.
Medjugorje 28 settembre 1984
La confessione frequente come via di Santificazione. Anche Papa Francesco ha confidato di confessarsi ogni 15 giorni. Mentre noi, con l'atteggiamento di chi non crede di non aver peccato, che peccati faccio? Non ci confessiamo da tanto tempo. Confessarsi spesso è una magnifica decisione per diventare santi anche noi. Ma per poter beneficare di questo sacramento è necessario usarlo bene. Sentiamo il pensiero di tre Papi al riguardo di ciò.
Pio 12° fa comprendere perché la confessione frequente è una magnifica decisione per diventare santi. E ha raccomandato: raccomandiamo sommamente quel pio uso introdotto nella Chiesa per opera dello Spirito Santo della confessione frequente per cui aumenta la retta conoscenza di sé stesso. Cresce la cristiana umiltà e si sradica la perversità dei costumi, si resiste al torpore spirituale, si purifica la coscienza, si rinvigorisce la volontà, si procura la salutare direzione delle coscienze e si aumenta la grazia in forza dello stesso sacramento. Non è solo la confessione del peccato, è racchiuso in esso il segreto della santità.
Se ti conosci davvero, cresci in umiltà.
Il Santo Padre Giovanni 23° mette in guardia contro un'atteggiamento superficiale da chi spesso lo riceve in modo abituale. E' vero che dobbiamo confessarci spesso ma il Papa mette in guardia contro questo atteggiamento che diventa una routine. Oh, come è facile che la routine prenda il posto della vera devozione e delle nostre confessioni ordinarie. // La confessione frequente è una divina pratica ma bisogna fare attenzione alla routine. E come fare per non scadere in un'atteggiamento abitudinario nel senso negativo del termine? Ecco un buon metodo: Per la santa confessione, Cristo è diventato Sapienza, Giustizia e Redenzione. Quando mi confesso, io devo pregare Gesù perché sia per me Sapienza, - l'esame di coscienza - prima di confessarmi faccio l'esame di coscienza. Prego Gesù perché mi dia il Lume nell'esame di coscienza dei miei peccati e della loro gravità perché io ne concepisca il dolore sincero. Giustizia: nel presentarmi al confessore come ad un mio giudice con accusa sincera e dolorosa. Io mi presento al mio confessore. Poi Santificazione. Quando mi inchino a ricevere dalla mano del sacerdote l'assoluzione. Mi viene restituita ed aumentata la grazia santificante. Infine Redenzione, nell'eseguire quella piccola penitenza che mi viene data per la tanta pena che mi meriterei.
Papa Francesco disse nell'Omelia il 3 marzo 2015 riflettendo sul brano di Isaia 1 10,16 (cessate di fare il Male ed imparate a fare il Bene). Mettendo in relazione il sacramento della confessione con quella conversione. Ogni buona conversione parte dal sacramento della confessione. -- La sporcizia del cuore non si toglie come si toglie una macchia, si toglie con il fare. La conversione è fare una strada diversa, un'altra strada rispetto a quella del Male. Il Signore ci conferma che i nostri peccati anche se fossero come lo scarlatto diventeremo come la neve. Il Signore non esagera, ma è la verità. Se ti impegni in un cammino di conversione. Dio di fronte alla nostra conversione ci dà il dono del suo perdono generosamente. Il Signore perdona sempre e tutto. Ma se tu vuoi essere perdonato devi incamminarti sulla strada del fare il Bene e quando manca questa dimensione si corre il rischio di fare finta di convertirsi e di prendere la strada dell'ipocrisia. Chi è ipocrita non appartiene al Signore ma a satana ed è un'atteggiamento di finta santità ed è un'atteggiamento contro il quale Gesù ha usato parole chiare. Egli preferiva mille volte i peccatori agli ipocriti. Fai la giustizia, fai il bene e guardati dall'ipocrisia. Una confessione senza conversione è una confessione ipocrita. Se io confesso un peccato dove vorrò di nuovo ricadere e non faccio ammenda delle mie colpe e m ripropongo di ricaderci, questa confessione diventa una confessione ipocrita. Manca la ferma decisione di uscire dal peccato e di cambiare, la gente si giustifica così: sono fatto così, non ci posso far nulla, il Signore così mi ha fatto e mi ha voluto. I miei peccati sono poca cosa rispetto ai peccati degli altri e per non dire alcuni che non confessano peccati gravissimi perché non li sentono tali. Molte volte questi peccati riguardano il secondo, terzo e sesto comandamento.
Il don ricorda un giorno, dovendo preparare la prima confessione dei suoi bambini (catechismo ndr) un genitore disse al proprio figlio: mi raccomando, non devi dirgli tutti i tuoi peccati, i più gravi tienili per te. Mica un sacerdote deve sapere tutti i fatti tuoi. Questo consiglio fece intendere come alcuni di questi genitori si confessavano: tenendo nascosti i peccati più gravi. Il don dice: tutti gli altri sacramenti - circa la loro efficacia - non dipendono dal don o se vi dipendono è minima. Mentre il sacramento della confessione - la sua efficacia - dipende dal don più di tutti gli altri sacramenti. Per questo i Padri della Chiesa chiamavano questo sacramento Battesimo Penoso, di Penitenza o di Lacrime. Mentre nel Battesimo fa tutto Dio, nel sacramento della confessione ci dev'essere anche l'impegno del don. La sua efficacia (del sacramento della Confessione) dipende in sommo grado da come il penitente si confessa.
Il don racconterà due visioni che difficilmente le comprenderanno i laici ma i sacerdoti che confessano.
La prima visione è quella di Santa Teresa d'Avila vide in una visione sprofondare in una voragine di fuoco, tantissime anime. Spaventata chiese a Gesù disse: chi sono quelle anime che vanno all'inferno? Certamente si tratta di gente senza fede. No - rispose Gesù - sono anime di cristiane come te. La Santa replicò: saranno anime che non frequentavano i sacramenti, Gesù rispose: No, sono anime di cristiani battezzati come te che credevano e praticavano. Ma allora - replicò la santa - saranno persone che non si saranno mai confessate neanche in punto di morte. Gesù rispose: si confessavano e lo hanno fatto anche in punto di morte. Vanno all'inferno perché si confessarono male. Racconta a tutti questa visione e scongiura i vescovi e sacerdoti sul rischio delle confessioni fatte male. Perché i cristiani non devono trasformare la medicina della confessione in un veleno ed usare male questo sacramento della misericordia e del perdono.
Sant'Agostino diceva: in che cosa maggiormente avrebbe potuto giovarti il Giudice che dicendoti la sua sentenza definitiva, perché tu sia in grado di non incapparvi? Chi minaccia non vuol colpire, chi dice stai in guardia non vuole trovare qualcuno da colpire. Se ci siamo sentiti tremare di paura, convertiamoci fino a quando abbiamo tempo. Questo è il timore fruttuoso. Nessuno può convertirsi senza timore, tribolazione e trepidazione. Ci battiamo il petto quando ci tormenta il rimorso dei peccati. Quando ciò accade è perché abbiamo dentro di noi un cattivo pensiero e lo si manifesti nella confessione e non ci molesterà più.
Un parroco francese che predicava nelle missioni, era atterrito nella vista del sacrilegio per confessioni fatte male. Ma temendo che fosse un'illusione sua, scrisse a San Giovanni Bosco e il santo rispose: lei ha ragione. Io ho esercitato il ministero da tante parti e spesso ho trovato confessioni sacrileghe. Il Santo diceva: io mentre scrivo mi trema la mano pensando al numero di cristiani che vanno all'eterna dannazione soltanto per aver taciuto o non aver esposto sinceramente certi peccati in confessione. Molti vanno all'inferno per le confessioni mal fatte. // San Giovanni Bosco si fece rivelare in un sogno in che cosa consistevano le confessioni fatte male: nel sogno egli vide che alcuni dei ragazzi che venivano a confessarsi (dal Santo) avevano una corda al collo con tre lacci e all'estremità della corda vi era un'orribile bestia (il demonio). E così gli chiese i tre lacci e il demonio, pur facendo grande resistenza, disse: con il primo laccio costringo i giovani a non dire in confessione tutti i loro peccati. Non li dico intenzionalmente pur ricordandoli non li dico. Il secondo laccio: impedisco loro di provare dolore per i propri peccati e ci si confessa senza pentimento, senza dolore, senza penitenza. Mi confesso in maniera superficiale. Terzo laccio: impedisco ai giovani di fare buoni propositi e li obbligo a non seguire i consigli dati dal sacerdote in confessione. La non conversione: mi confesso senza il proponimento di non peccare più. Senza conversione. E aggiunse: se vuoi sapere chi sono i giovani che tengo ai lacci, osserva chi di loro cambia vita dopo la confessione. Quelli che restano come prima sono i miei prigionieri. Dio fece comprendere al Santo dell'importanza di confessarsi bene.
MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO
Siamo giunti alla giustificazione saggia (dopo aver visto la giustificazione e quella sconvolgente ndr), siamo giunti alla conclusione che l'unica giustificazione saggia davanti a Dio è quella di confessare le proprie colpe (prima). Bisogna sapersi confessare bene. Il sacramento della confessione è un dono grandissimo e un sacramento preziosissimo. Sant'Ambrogio disse: Se ti confesserai cadranno le porte della prigione del peccato, saranno sciolte tutte le catene, per quanto grande sia la corruzione che ti ha invaso. Il peccato è una catena e la confessione ti libera da essa. San Francesco di Sales diceva: Nostro Signore ci ha lasciato il sacramento della penitenza affinché ci lavassimo di tutte le nostre brutture, tutte le volte noi ne fossimo sporcati. /// Un giorno, scoppiando in un'impeto d'ira, satana rivelò a San Nicola di Flue: la sconfitta più grande che ci ha inflitto Dio è il sacramento della confessione, perché se un'anima in peccato mortale ci appartiene, con una confessione ben fatta, subito ci viene strappata. Notiamo: una confessione ben fatta, subito viene strappata dal maligno. San Filippo Neri diceva che la confessione frequente dai nostri peccati è un bene per la nostra anima perché la purifica e la risana e la rende ferma nel servizio di Dio /// Purifica l'anima, la risana e la rende ferma nel servizio di Dio. Quando ci mancano queste virtù è perché manchiamo in questo sacramento, quando la tentazione ci sembra più forte di noi è perché abbiamo trascurato la confessione. Ci sono stati tanti santi che si confessavano tutti i giorni, non perché fossero scrupolosi e vedevano il peccato in ogni azione ma perché sapevano che la confessione è un mezzo efficace per diventare Santi.
692 D. E cosa buona confessarsi spesso?
R. Il confessarsi spesso è cosa ottima, perché il sacramento della Penitenza, oltre al cancellare i peccati dà le grazie opportune per evitarli in avvenire (catechismo di san Pio X - Catechismo maggiore)
Non solo il sacramento della confessione cancella i peccati ma veniamo resi più forte nelle tentazioni perché possiamo superarle con forza. San Giovanni 23° scrisse: durante tutta la mia vita, fui sempre fedele alla mia confessione settimanale e rinnovai più volte la confessione generale. La confessione frequente resta sempre la base solida per il cammino della santificazione.
“Bisogna esortare la gente a confessarsi ogni mese, soprattutto il primo venerdì o il primo sabato del mese. Fate ciò che vi dico. La confessione mensile sarà una medicina per la Chiesa d’Occidente. Se i fedeli si confesseranno una volta al mese, presto intere regioni potranno essere guarite”.
Medjugorje 6 Agosto 1982
A chi vuol fare un cammino spirituale profondo io consiglio di purificarsi confessandosi una volta alla settimana. Confessatevi anche dei più piccoli peccati, perché quando andrete all’incontro con Dio soffrirete di aver dentro di voi anche una minima mancanza.
Medjugorje 28 settembre 1984
La confessione frequente come via di Santificazione. Anche Papa Francesco ha confidato di confessarsi ogni 15 giorni. Mentre noi, con l'atteggiamento di chi non crede di non aver peccato, che peccati faccio? Non ci confessiamo da tanto tempo. Confessarsi spesso è una magnifica decisione per diventare santi anche noi. Ma per poter beneficare di questo sacramento è necessario usarlo bene. Sentiamo il pensiero di tre Papi al riguardo di ciò.
Pio 12° fa comprendere perché la confessione frequente è una magnifica decisione per diventare santi. E ha raccomandato: raccomandiamo sommamente quel pio uso introdotto nella Chiesa per opera dello Spirito Santo della confessione frequente per cui aumenta la retta conoscenza di sé stesso. Cresce la cristiana umiltà e si sradica la perversità dei costumi, si resiste al torpore spirituale, si purifica la coscienza, si rinvigorisce la volontà, si procura la salutare direzione delle coscienze e si aumenta la grazia in forza dello stesso sacramento. Non è solo la confessione del peccato, è racchiuso in esso il segreto della santità.
Se ti conosci davvero, cresci in umiltà.
Il Santo Padre Giovanni 23° mette in guardia contro un'atteggiamento superficiale da chi spesso lo riceve in modo abituale. E' vero che dobbiamo confessarci spesso ma il Papa mette in guardia contro questo atteggiamento che diventa una routine. Oh, come è facile che la routine prenda il posto della vera devozione e delle nostre confessioni ordinarie. // La confessione frequente è una divina pratica ma bisogna fare attenzione alla routine. E come fare per non scadere in un'atteggiamento abitudinario nel senso negativo del termine? Ecco un buon metodo: Per la santa confessione, Cristo è diventato Sapienza, Giustizia e Redenzione. Quando mi confesso, io devo pregare Gesù perché sia per me Sapienza, - l'esame di coscienza - prima di confessarmi faccio l'esame di coscienza. Prego Gesù perché mi dia il Lume nell'esame di coscienza dei miei peccati e della loro gravità perché io ne concepisca il dolore sincero. Giustizia: nel presentarmi al confessore come ad un mio giudice con accusa sincera e dolorosa. Io mi presento al mio confessore. Poi Santificazione. Quando mi inchino a ricevere dalla mano del sacerdote l'assoluzione. Mi viene restituita ed aumentata la grazia santificante. Infine Redenzione, nell'eseguire quella piccola penitenza che mi viene data per la tanta pena che mi meriterei.
Papa Francesco disse nell'Omelia il 3 marzo 2015 riflettendo sul brano di Isaia 1 10,16 (cessate di fare il Male ed imparate a fare il Bene). Mettendo in relazione il sacramento della confessione con quella conversione. Ogni buona conversione parte dal sacramento della confessione. -- La sporcizia del cuore non si toglie come si toglie una macchia, si toglie con il fare. La conversione è fare una strada diversa, un'altra strada rispetto a quella del Male. Il Signore ci conferma che i nostri peccati anche se fossero come lo scarlatto diventeremo come la neve. Il Signore non esagera, ma è la verità. Se ti impegni in un cammino di conversione. Dio di fronte alla nostra conversione ci dà il dono del suo perdono generosamente. Il Signore perdona sempre e tutto. Ma se tu vuoi essere perdonato devi incamminarti sulla strada del fare il Bene e quando manca questa dimensione si corre il rischio di fare finta di convertirsi e di prendere la strada dell'ipocrisia. Chi è ipocrita non appartiene al Signore ma a satana ed è un'atteggiamento di finta santità ed è un'atteggiamento contro il quale Gesù ha usato parole chiare. Egli preferiva mille volte i peccatori agli ipocriti. Fai la giustizia, fai il bene e guardati dall'ipocrisia. Una confessione senza conversione è una confessione ipocrita. Se io confesso un peccato dove vorrò di nuovo ricadere e non faccio ammenda delle mie colpe e m ripropongo di ricaderci, questa confessione diventa una confessione ipocrita. Manca la ferma decisione di uscire dal peccato e di cambiare, la gente si giustifica così: sono fatto così, non ci posso far nulla, il Signore così mi ha fatto e mi ha voluto. I miei peccati sono poca cosa rispetto ai peccati degli altri e per non dire alcuni che non confessano peccati gravissimi perché non li sentono tali. Molte volte questi peccati riguardano il secondo, terzo e sesto comandamento.
Il don ricorda un giorno, dovendo preparare la prima confessione dei suoi bambini (catechismo ndr) un genitore disse al proprio figlio: mi raccomando, non devi dirgli tutti i tuoi peccati, i più gravi tienili per te. Mica un sacerdote deve sapere tutti i fatti tuoi. Questo consiglio fece intendere come alcuni di questi genitori si confessavano: tenendo nascosti i peccati più gravi. Il don dice: tutti gli altri sacramenti - circa la loro efficacia - non dipendono dal don o se vi dipendono è minima. Mentre il sacramento della confessione - la sua efficacia - dipende dal don più di tutti gli altri sacramenti. Per questo i Padri della Chiesa chiamavano questo sacramento Battesimo Penoso, di Penitenza o di Lacrime. Mentre nel Battesimo fa tutto Dio, nel sacramento della confessione ci dev'essere anche l'impegno del don. La sua efficacia (del sacramento della Confessione) dipende in sommo grado da come il penitente si confessa.
Il don racconterà due visioni che difficilmente le comprenderanno i laici ma i sacerdoti che confessano.
La prima visione è quella di Santa Teresa d'Avila vide in una visione sprofondare in una voragine di fuoco, tantissime anime. Spaventata chiese a Gesù disse: chi sono quelle anime che vanno all'inferno? Certamente si tratta di gente senza fede. No - rispose Gesù - sono anime di cristiane come te. La Santa replicò: saranno anime che non frequentavano i sacramenti, Gesù rispose: No, sono anime di cristiani battezzati come te che credevano e praticavano. Ma allora - replicò la santa - saranno persone che non si saranno mai confessate neanche in punto di morte. Gesù rispose: si confessavano e lo hanno fatto anche in punto di morte. Vanno all'inferno perché si confessarono male. Racconta a tutti questa visione e scongiura i vescovi e sacerdoti sul rischio delle confessioni fatte male. Perché i cristiani non devono trasformare la medicina della confessione in un veleno ed usare male questo sacramento della misericordia e del perdono.
Sant'Agostino diceva: in che cosa maggiormente avrebbe potuto giovarti il Giudice che dicendoti la sua sentenza definitiva, perché tu sia in grado di non incapparvi? Chi minaccia non vuol colpire, chi dice stai in guardia non vuole trovare qualcuno da colpire. Se ci siamo sentiti tremare di paura, convertiamoci fino a quando abbiamo tempo. Questo è il timore fruttuoso. Nessuno può convertirsi senza timore, tribolazione e trepidazione. Ci battiamo il petto quando ci tormenta il rimorso dei peccati. Quando ciò accade è perché abbiamo dentro di noi un cattivo pensiero e lo si manifesti nella confessione e non ci molesterà più.
Un parroco francese che predicava nelle missioni, era atterrito nella vista del sacrilegio per confessioni fatte male. Ma temendo che fosse un'illusione sua, scrisse a San Giovanni Bosco e il santo rispose: lei ha ragione. Io ho esercitato il ministero da tante parti e spesso ho trovato confessioni sacrileghe. Il Santo diceva: io mentre scrivo mi trema la mano pensando al numero di cristiani che vanno all'eterna dannazione soltanto per aver taciuto o non aver esposto sinceramente certi peccati in confessione. Molti vanno all'inferno per le confessioni mal fatte. // San Giovanni Bosco si fece rivelare in un sogno in che cosa consistevano le confessioni fatte male: nel sogno egli vide che alcuni dei ragazzi che venivano a confessarsi (dal Santo) avevano una corda al collo con tre lacci e all'estremità della corda vi era un'orribile bestia (il demonio). E così gli chiese i tre lacci e il demonio, pur facendo grande resistenza, disse: con il primo laccio costringo i giovani a non dire in confessione tutti i loro peccati. Non li dico intenzionalmente pur ricordandoli non li dico. Il secondo laccio: impedisco loro di provare dolore per i propri peccati e ci si confessa senza pentimento, senza dolore, senza penitenza. Mi confesso in maniera superficiale. Terzo laccio: impedisco ai giovani di fare buoni propositi e li obbligo a non seguire i consigli dati dal sacerdote in confessione. La non conversione: mi confesso senza il proponimento di non peccare più. Senza conversione. E aggiunse: se vuoi sapere chi sono i giovani che tengo ai lacci, osserva chi di loro cambia vita dopo la confessione. Quelli che restano come prima sono i miei prigionieri. Dio fece comprendere al Santo dell'importanza di confessarsi bene.
MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO
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