Don Silvestro conclude la parte introduzione delle catechesi sulle beatitudini mettendo in rilievo tre aspetti fondamentali della fede
In questa fase introduttiva abbiamo voluto discutere sulla santità e il don ha voluto tracciare il percorso che faremo assieme. Il don ha richiamato San Pio V e vuole fare una specifica seguendo le linee proposte da San Pio V. Mentre il don parlerà della necessità di istruirsi nella fede e nella carità, questo non basterà se non prenderò a cuore la necessità di esercitarmi nelle opere caritatevoli perché la fede non basta se non è accompagna dalle opere, secondo quando ci ricorda San Giacomo apostolo. La Fede senza opere è morta.
Gesù tante volte presenta la fede come la via che ti porta alla salvezza. Ma che cos'è veramente la fede? La Fede è essenzialmente tre cose che devono essere intese bene: La fede è conoscenza di Dio, è un dono che ci è stato infuso nel momento del Battesimo ma va alimentata attraverso l'ascolto e quell'ascolto che riguarda la parola di Cristo (Romani 10, 17). La Fede va alimentata attraverso le buone letture come ci ricorda il libro dei Proverbi cap.4, ver. 13. La fede non è da intendersi come scienza infusa e va alimentata. Le fede che salva non è quella che rimane a livello di conoscenza teorica. Che tu non legga mai una Parola di Dio al fine di apparire più dotto e sapiente degli altri. Il regno di Dio non consiste nei discorsi ma nelle virtù. Che serve discutere profondamente della Trinità ma se non sei umile? (si legge nell'imitazione di Cristo) e perciò dispiaci a Dio? E' la virtù e la vita virtuosa che rende caro la vita dell'uomo a Dio. Chi dice conosco Dio e non osserva i suoi comandamenti è bugiardo e chi dice che è un credente non praticante? Come se il credere fosse solo un'operazione mentale. Per quanto riguarda la Sapienza cristiana vale tanto quanto è congiunta alla vita. La Parola di Sapienza resta nell'animo tanto più la faccio fruttare con la vita. Molta gente trae scarso desiderio del Vangelo perché è priva del senso di Cristo. Chi vuol gustare le parole di Cristo deve fare che la sua vita si modelli su Cristo. Dove manca la volontà di modellare la sua vita su Cristo manca il desiderio della sua Parola. Il Signore non dà la Sapienza a chi non pratica la Giustizia. La Fede è conoscenza di Dio, ma cosa significa conoscere Dio? Non è un qualcosa di culturale. La Fede è fiducia in quel Dio ho creduto.
Attenzione a quella fede che si traduce in fiducia in Dio e disimpiego mio. Quindi tutto quello che devo fare è pregare, per il resto deve pensarci Lui. L'Apostolo Giacomo dice: a che serve dire di avere la fede ma non le opere. Se un fratello e una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del pane quotidiano e voi dite: andate, saziatevi in pace ma non date loro ciò di cui hanno bisogno. A che serve la fede? Così anche la fede se non è seguita dalle opere in sé stessa è morta. E se io a questi tali, bisognosi e infreddoliti, dicessi: pregherò il Signore per voi...è forse questa la fede che salva? Il Signore a questa domanda ci risponde a questo modo: non chi dice Signore Signore entrerà nel Regno dei Cieli ma chi farà la Volontà di Dio. Che poi la preghiera sia ordinata alle opere, ce lo illustra San Giuseppe Allamano diceva: è tentare il Signore darsi da fare senza pregare. E' tentare il Signore pregare senza darsi da fare. Certo la fiducia in Dio ma è vera quando si traduce in fiducia in mè stesso. La fiducia in Dio allora è veramente vera quando si traduce in fiducia in me stesso. Tutto posso in Colui che mi dà forza. Mi affatico e lotto con la forza che viene da Lui e che agisce in me con potenza (Colossesi 1, 19? 29?). La fiducia in Dio non è da intendersi solo come forza che agisce fuori da me ma anche dentro di me.
Fede e disimpegno non vanno mai d'accordo.
1724 Il Decalogo, il discorso della montagna e la catechesi apostolica ci descrivono le vie che conducono al regno dei cieli. Noi ci impegniamo in esse passo passo, mediante azioni quotidiane, sostenuti dalla grazia dello Spirito Santo. Fecondati dalla parola di Cristo, lentamente portiamo frutti nella Chiesa per la gloria di Dio. (Catechismo della Chiesa Cattolica -- CCC).
Abbiamo visto che la fede è conoscenza di Dio e fiducia in Dio e queste due realtà vanno ben intese.
La Fede è amore in quel Dio ho creduto e mi sono fidato. Ma la fede che salva non è quella che resta al livello del sentimento. Il più delle volte - coloro che hanno la fede sulla bocca ma non sulle mani. Il più delle volte quando parlano di Gesù devono mettere in rilievo che lo amano ma se provi a chiedergli se hanno mai letto il Vangelo risponderanno che non hanno mai tempo ma che desiderano tanto farlo. Da questo tipo di fede il Signore ci mette in guardia: se uno mi ama osserverà la parola di Dio. Il segno più evidente si traduce nell'obbedienza alla fede (Romani 1, 5). Proprio perché ho creduto e mi fido in Lui gli obbedisco e proprio perché lo amo gli obbedisco.
I. L'obbedienza della fede
144 Obbedire (« ob-audire ») nella fede è sottomettersi liberamente alla parola ascoltata, perché la sua verità è garantita da Dio, il quale è la verità stessa. Il modello di questa obbedienza propostoci dalla Sacra Scrittura è Abramo. La Vergine Maria ne è la realizzazione più perfetta. CCC
Lettera ai Colossesi - 1 "..25Di essa sono diventato ministro, secondo la missione affidatami da Dio verso di voi di portare a compimento la parola di Dio,..."
I Santi sono coloro che portano a compimento la Parola di Dio. Ecco l'identità vera di un cristiano. La fede tanto vale quanto mi mette in relazione con Dio e ciò vale tanto quanto faccio operare in Dio e tanto vale quanto metto in pratica gli insegnamenti di Gesù. La fede ha questo sbocco naturale che conduce all'imitazione di Cristo. San Giovanni dice che a quanti l'hanno accolto ha dato il potere di diventare Figli di Dio. Gesù ha fatto quello che ha detto. Gesù dopo essersi presentato come il Maestro e il Signore dice: vi ho dato l'esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi. San Giovanni afferma con somma chiarezza che chi dice di rimanere in Lui anch'egli deve comportarsi come Lui si è comportato. La Santità non si ferma alla conoscenza ma giunge all'imitazione. Ecco perché si dice: la Sapienza dell'uomo è la pietà e la pietà è il culto reso a Dio e a Dio si rende culto amandolo. L'amore rende uguale gli amanti. Io non posso dire di essere un devoto o seguace del Cristo senza desiderare di imitarlo. Il vero amore non è mai ingrato, cerca di piacere a coloro che gli piacciono. Il devoto e saggio e Re Salomone (diceva san Francesco di Sales facendo un brutto esempio) divenne idolatra e folle quando amò donne idolatre e folli. Altri esempi: i discepoli di Aristotele si compiacevano di fare i balbuzienti come lui e quelli di Platone camminavano curvi per imitarlo. I Santi che hanno fortemente amato si sono trasformati molto più rapidamente perché l'amore trasmetteva gli umori da un cuore all'altro. E' impossibile non conformarsi a ciò che si ama. San Francesco d'Assisi che amava Gesù con un'amore serafico, i suoi contemporanei dicevano che non si capiva dove finisse Francesco ed iniziasse Cristo. E dove finisse Cristo ed iniziasse Francesco. Chi vuole conformarsi a Cristo deve leggersi necessariamente tutti i Vangeli ma c'è una pagina che riflette tutto ciò che occorre. Il parroco di don Silvestro diceva che se per un'ipotesi assurda si perdessero tutti i Vangeli del mondo e rimanesse solo quella pagine, il Vangelo sarebbe salvo. La pagina delle Beatitudine. Don Dolindo Ruotolo commentando le beatitudini diceva che attraverso di esse il Signore ci traccia la strada per il Cielo sottraendoci alle illusioni di satana e al fascino del mondo e della carne.
359. Come raggiunge l'uomo la beatitudine? L'uomo raggiunge la beatitudine in virtù della grazia di Cristo, che lo rende partecipe della vita divina. Cristo nel Vangelo indica ai suoi la strada che porta alla felicità senza fine: le Beatitudini. La grazia di Cristo opera anche in ogni uomo che, seguendo la retta coscienza, cerca e ama il vero e il bene, ed evita il male. (1716) (Compendio del CCC)
Siamo pronti ad incamminarci sulla via della gioia, sulla via del Cielo e sulla via della Santità e dell'imitazione di Cristo. Facciamo che la nostra fede si traduca in Vita riflettendo sulle beatitudini.
MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO
In questa fase introduttiva abbiamo voluto discutere sulla santità e il don ha voluto tracciare il percorso che faremo assieme. Il don ha richiamato San Pio V e vuole fare una specifica seguendo le linee proposte da San Pio V. Mentre il don parlerà della necessità di istruirsi nella fede e nella carità, questo non basterà se non prenderò a cuore la necessità di esercitarmi nelle opere caritatevoli perché la fede non basta se non è accompagna dalle opere, secondo quando ci ricorda San Giacomo apostolo. La Fede senza opere è morta.
Gesù tante volte presenta la fede come la via che ti porta alla salvezza. Ma che cos'è veramente la fede? La Fede è essenzialmente tre cose che devono essere intese bene: La fede è conoscenza di Dio, è un dono che ci è stato infuso nel momento del Battesimo ma va alimentata attraverso l'ascolto e quell'ascolto che riguarda la parola di Cristo (Romani 10, 17). La Fede va alimentata attraverso le buone letture come ci ricorda il libro dei Proverbi cap.4, ver. 13. La fede non è da intendersi come scienza infusa e va alimentata. Le fede che salva non è quella che rimane a livello di conoscenza teorica. Che tu non legga mai una Parola di Dio al fine di apparire più dotto e sapiente degli altri. Il regno di Dio non consiste nei discorsi ma nelle virtù. Che serve discutere profondamente della Trinità ma se non sei umile? (si legge nell'imitazione di Cristo) e perciò dispiaci a Dio? E' la virtù e la vita virtuosa che rende caro la vita dell'uomo a Dio. Chi dice conosco Dio e non osserva i suoi comandamenti è bugiardo e chi dice che è un credente non praticante? Come se il credere fosse solo un'operazione mentale. Per quanto riguarda la Sapienza cristiana vale tanto quanto è congiunta alla vita. La Parola di Sapienza resta nell'animo tanto più la faccio fruttare con la vita. Molta gente trae scarso desiderio del Vangelo perché è priva del senso di Cristo. Chi vuol gustare le parole di Cristo deve fare che la sua vita si modelli su Cristo. Dove manca la volontà di modellare la sua vita su Cristo manca il desiderio della sua Parola. Il Signore non dà la Sapienza a chi non pratica la Giustizia. La Fede è conoscenza di Dio, ma cosa significa conoscere Dio? Non è un qualcosa di culturale. La Fede è fiducia in quel Dio ho creduto.
Attenzione a quella fede che si traduce in fiducia in Dio e disimpiego mio. Quindi tutto quello che devo fare è pregare, per il resto deve pensarci Lui. L'Apostolo Giacomo dice: a che serve dire di avere la fede ma non le opere. Se un fratello e una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del pane quotidiano e voi dite: andate, saziatevi in pace ma non date loro ciò di cui hanno bisogno. A che serve la fede? Così anche la fede se non è seguita dalle opere in sé stessa è morta. E se io a questi tali, bisognosi e infreddoliti, dicessi: pregherò il Signore per voi...è forse questa la fede che salva? Il Signore a questa domanda ci risponde a questo modo: non chi dice Signore Signore entrerà nel Regno dei Cieli ma chi farà la Volontà di Dio. Che poi la preghiera sia ordinata alle opere, ce lo illustra San Giuseppe Allamano diceva: è tentare il Signore darsi da fare senza pregare. E' tentare il Signore pregare senza darsi da fare. Certo la fiducia in Dio ma è vera quando si traduce in fiducia in mè stesso. La fiducia in Dio allora è veramente vera quando si traduce in fiducia in me stesso. Tutto posso in Colui che mi dà forza. Mi affatico e lotto con la forza che viene da Lui e che agisce in me con potenza (Colossesi 1, 19? 29?). La fiducia in Dio non è da intendersi solo come forza che agisce fuori da me ma anche dentro di me.
Fede e disimpegno non vanno mai d'accordo.
1724 Il Decalogo, il discorso della montagna e la catechesi apostolica ci descrivono le vie che conducono al regno dei cieli. Noi ci impegniamo in esse passo passo, mediante azioni quotidiane, sostenuti dalla grazia dello Spirito Santo. Fecondati dalla parola di Cristo, lentamente portiamo frutti nella Chiesa per la gloria di Dio. (Catechismo della Chiesa Cattolica -- CCC).
Abbiamo visto che la fede è conoscenza di Dio e fiducia in Dio e queste due realtà vanno ben intese.
La Fede è amore in quel Dio ho creduto e mi sono fidato. Ma la fede che salva non è quella che resta al livello del sentimento. Il più delle volte - coloro che hanno la fede sulla bocca ma non sulle mani. Il più delle volte quando parlano di Gesù devono mettere in rilievo che lo amano ma se provi a chiedergli se hanno mai letto il Vangelo risponderanno che non hanno mai tempo ma che desiderano tanto farlo. Da questo tipo di fede il Signore ci mette in guardia: se uno mi ama osserverà la parola di Dio. Il segno più evidente si traduce nell'obbedienza alla fede (Romani 1, 5). Proprio perché ho creduto e mi fido in Lui gli obbedisco e proprio perché lo amo gli obbedisco.
I. L'obbedienza della fede
144 Obbedire (« ob-audire ») nella fede è sottomettersi liberamente alla parola ascoltata, perché la sua verità è garantita da Dio, il quale è la verità stessa. Il modello di questa obbedienza propostoci dalla Sacra Scrittura è Abramo. La Vergine Maria ne è la realizzazione più perfetta. CCC
Lettera ai Colossesi - 1 "..25Di essa sono diventato ministro, secondo la missione affidatami da Dio verso di voi di portare a compimento la parola di Dio,..."
I Santi sono coloro che portano a compimento la Parola di Dio. Ecco l'identità vera di un cristiano. La fede tanto vale quanto mi mette in relazione con Dio e ciò vale tanto quanto faccio operare in Dio e tanto vale quanto metto in pratica gli insegnamenti di Gesù. La fede ha questo sbocco naturale che conduce all'imitazione di Cristo. San Giovanni dice che a quanti l'hanno accolto ha dato il potere di diventare Figli di Dio. Gesù ha fatto quello che ha detto. Gesù dopo essersi presentato come il Maestro e il Signore dice: vi ho dato l'esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi. San Giovanni afferma con somma chiarezza che chi dice di rimanere in Lui anch'egli deve comportarsi come Lui si è comportato. La Santità non si ferma alla conoscenza ma giunge all'imitazione. Ecco perché si dice: la Sapienza dell'uomo è la pietà e la pietà è il culto reso a Dio e a Dio si rende culto amandolo. L'amore rende uguale gli amanti. Io non posso dire di essere un devoto o seguace del Cristo senza desiderare di imitarlo. Il vero amore non è mai ingrato, cerca di piacere a coloro che gli piacciono. Il devoto e saggio e Re Salomone (diceva san Francesco di Sales facendo un brutto esempio) divenne idolatra e folle quando amò donne idolatre e folli. Altri esempi: i discepoli di Aristotele si compiacevano di fare i balbuzienti come lui e quelli di Platone camminavano curvi per imitarlo. I Santi che hanno fortemente amato si sono trasformati molto più rapidamente perché l'amore trasmetteva gli umori da un cuore all'altro. E' impossibile non conformarsi a ciò che si ama. San Francesco d'Assisi che amava Gesù con un'amore serafico, i suoi contemporanei dicevano che non si capiva dove finisse Francesco ed iniziasse Cristo. E dove finisse Cristo ed iniziasse Francesco. Chi vuole conformarsi a Cristo deve leggersi necessariamente tutti i Vangeli ma c'è una pagina che riflette tutto ciò che occorre. Il parroco di don Silvestro diceva che se per un'ipotesi assurda si perdessero tutti i Vangeli del mondo e rimanesse solo quella pagine, il Vangelo sarebbe salvo. La pagina delle Beatitudine. Don Dolindo Ruotolo commentando le beatitudini diceva che attraverso di esse il Signore ci traccia la strada per il Cielo sottraendoci alle illusioni di satana e al fascino del mondo e della carne.
359. Come raggiunge l'uomo la beatitudine? L'uomo raggiunge la beatitudine in virtù della grazia di Cristo, che lo rende partecipe della vita divina. Cristo nel Vangelo indica ai suoi la strada che porta alla felicità senza fine: le Beatitudini. La grazia di Cristo opera anche in ogni uomo che, seguendo la retta coscienza, cerca e ama il vero e il bene, ed evita il male. (1716) (Compendio del CCC)
Siamo pronti ad incamminarci sulla via della gioia, sulla via del Cielo e sulla via della Santità e dell'imitazione di Cristo. Facciamo che la nostra fede si traduca in Vita riflettendo sulle beatitudini.
MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO
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