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Una giustificazione saggia I parte

Don Silvestro spiega i novissimi (Morte, Giudizio, inferno, Paradiso). nello specifico in questo incontro apre la questione sulla giustificazione saggia.

In questa sezione abbiamo visto (trattando del tema del Giudizio particolare tra Dio e l'anima) il tema della giustificazione sconvolgente (Gesù tu hai mangiato con noi, hai insegnato nelle nostre piazze, abbiamo fatto dei miracoli nel tuo nome ecc... come mai ci siamo dannati? E poi abbiamo visto la giustificazione stolta)

Il don crede che nell'ora del Giudizio, la persona possa dire: ti ho manifestato il mio peccato, non ho tenuta nascosta la mia colpa. Ho detto: confesserò al Signore le mie colpe e Tu hai rimesso la malizia del mio peccato. Ecco l'unica giustificazione che potremmo dire. San Pio raccomandava ai suoi genitori di avanzare sempre di più nella via di Dio ricordando che presto o tardi ci ritroveremo davanti a Dio. Quindi siete pregati di farmi sapere chi ha soddisfatto il precetto pasquale (confessione e comunione).

1470 In questo sacramento, il peccatore, rimettendosi al giudizio misericordioso di Dio, anticipa in un certo modo il giudizio al quale sarà sottoposto al termine di questa esistenza terrena. È infatti ora, in questa vita, che ci è offerta la possibilità di scegliere tra la vita e la morte, ed è soltanto attraverso il cammino della conversione che possiamo entrare nel regno di Dio, dal quale il peccato grave esclude.78 Convertendosi a Cristo mediante la penitenza e la fede, il peccatore passa dalla morte alla vita « e non va incontro al giudizio » (Gv 5,24). (Catechismo della Chiesa Cattolica, d'ora in poi solo CCC).

Per non andare incontro al giudizio è necessario che i miei peccati siano confessati. Il don racconta l'esperienza mistica di Santa Veronica Giuliani. Ad un tratto con tutte le colpe commesse è andata non so come davanti al Trono di Gesù e il suo angelo custode gli ha chiesto di confessare tutte le sue colpe pubblicamente ma si sentiva un dolore incredibile e ha iniziato la sua confessione: Sposo Mio, ho offeso voi e da voi mi confesso e così dicendo il Signore gli ha dato lume e di quanto pregio sia il sacramento della confessione. Poi il Signore fa fare l'elenco dei peccati commessi dalla santa fin dall'infanzia e lei li vede nel dettaglio. Poi il Signore dice: il dolore che tu hai presente ti serve di vera confessione. Domani come starai davanti a chi ti farà da sacerdote, Io ti darò l'assoluzione.

Questa santa ha la visione del Giudizio di Dio e prova un grande pentimento dei suoi peccati e Dio la rimanda dal suo confessore. E quello che accade in terra al presente accadrà anche in Cielo. Per questo il sacramento della confessione è di un'importanza rilevantissima. Il confessore con una parola (Io ti assolvo) chiude l'inferno e apre il Paradiso. Un prete per quanto meschino sia, può dirvi: andate in pace, io vi assolvo. Il don non deve fare l'esame di coscienza del prete, non assolve solo se è un santo ma può assolvere per il semplice fatto che è un prete. Il confessionale è il Tribunale della Misericordia e dovremmo ricorrerci prima di presentarci al Tribunale della Giustizia. Due sono le strade obbligatorie che portano alla salvezza: l'Innocenza e la Penitenza. Chi non possiede l'innocenza deve ricorrere alla seconda strada che comprende il sacramento della penitenza. E' grazie che alla confessione che l'esperienza del peccato non degenera in disperazione. Blaise Pascal diceva: la conoscenza di Dio senza la conoscenza della propria miseria genera orgoglio. La propria conoscenza senza la conoscenza di Dio genera disperazione. A Dio dispiacciono tanto i peccati e lo dimostra il fatto che è pronto a distruggerli in ogni momento offrendogli il suo perdono perché non vada in rovina quell'essere che ha creato. Gesù diceva a Santa Faustina di scrivere e di parlare alle anime dove devono cercare le consolazioni, nel Tribunale della Misericordia. Lì avvengono grandi miracoli che avvengono continuamente. Basta mettersi ai piedi di un prete e confessare i peccati e il miracolo avverrà. Anche se un'anima fosse in decomposizione come un cadavere e umanamente non ci fosse nessuna possibilità di resurrezione e tutto fosse perduto non sarebbe così per Dio. Un miracolo della divina misericordia resusciterà l'anima in tutta la sua pienezza. Infelici coloro che non ricorrono ad esso, lo invocheranno quando sarà troppo tardi.

Sant'Agostino diceva: colui che non crede che nella Chiesa siano rimessi i peccati, disprezza la grande generosità di questo divino e se muore così si rende responsabile del peccato contro lo Spirito Santo. // Sarebbe insensato pretendere il perdono senza ricorrere alla confessione con il sacerdote. Molti dicono: mi confesso direttamente con Dio e chissà cos'altro. San Pio X diceva che la negligenza per la propria anima giunge perfino a trascurare il sacramento della penitenza che è stato il più salutare alla fragilità umana. Se soltanto ci pensassimo un po' di più. Il curato d'Ars diceva: Non c'è tanto che offende il buon Dio che disperare della sua misericordia. C'è chi dice: ne ho combinate troppe e Dio non può perdonarmi. Ma è una bestemmia, Dio non ha limiti perché è infinito. A differenza di quanto avviene nei tribunali civili, dove nessun imputato si reca per sua scelta e sono altri che lo accusano. Al tribunale della confessione, il colpevole va liberamente per accusarsi. Potrà non essere assolto ma certamente non sarà condannato. I tribunali degli uomini sono comprensibilmente temuti per le pene anche gravi che possono comminare. Il tribunale della confessione può e dovrebbe essere amato perché basta che noi lo vogliamo ci offre il perdono e la Grazia di Dio, la pace con la Chiesa, il riposo dell'anima ecc.. per poter affrontare le tentazioni che non mancheranno mai. Afferma San Tommaso d'Aquino che la confessione sottopone l'uomo alle chiavi della Chiesa che con queste viene aperto il Paradiso. A San Pietro Gesù dà le Chiavi del Regno dei Cieli, la più alta autorità su questa terra - gli dà la potestà di accogliere o escludere chiunque. Il peccatore escluso a causa del peccato grave può rientrare. Il peccato chiude il Cielo e il perdono riapre le porte al peccatore. A chi potrebbe obbiettare che il Paradiso è aperto dal Battesimo e non dalla Confessione, san Tommaso d'Aquino risponde: siccome il Battesimo e Penitenza sono sacramenti diversi ma agiscono entrambi in forza dell'Unica passione di Cristo dalla quale fu aperta la porta del Paradiso. Entrambi rimettono i peccati che è quella realtà che chiude le porte del Paradiso.

I Santi non sono coloro che hanno peccato ma il Giusto - osserva il libro dei Proverbi, - se cade 7 volte, 7 volte si rialza. Cadendo e rialzandosi Santa Teresa d'Avila ha imparato a camminare - come lei diceva. Se in Paradiso andassero solo coloro che non hanno peccato ci sarebbero solo Gesù e Maria.

CATECHESI DI DON SILVESTRO

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