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Una giustificazione saggia III parte

Don Silvestro spiega i novissimi (Morte, Giudizio, inferno, Paradiso). Nello specifico in questo incontro continua a trattare la giustificazione saggia ossia la necessità di confessarsi

L'altra volta abbiamo fatto una volata in Cielo e abbiamo iniziato a vedere il sacramento della Confessione e i suoi effetti in Cielo. Oggi andiamo a prendere un'altra citazione restando in questo volo: quali sono gli effetti del sacramento della Confessione in Cielo?

Lettera ai Romani - 2

"..16Così avverrà nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini, secondo il mio Vangelo, per mezzo di Cristo Gesù…." / Gesù ha detto che nulla di nascosto che non sarà rivelato e nulla di nascosto che sarà rivelato..."

Il don, commentando la frase di San Paolo, ritiene che i segreti siano le cose mai manifestate - pensieri, parole, opere ed omissioni. Possono essere cose buone o cattive ma nessuna di esse è nascosta a Dio. Dio vede nel segreto (vangelo di San Matteo 6) e per le cose buone ti ricompenserà. Per le cose cattive è detto: davanti a te poni le nostre colpe, i nostri segreti alla luce del tuo volto. E l'uomo è messo in guardia: il Signore svelerà i tuoi segreti e ti umilierà davanti all'assemblea. Piccola riflessione: cioè che è stato manifestato non è più segreto e quindi se saremo giudicati sulle cose segrete allora vuol dire che i peccati confessati non saranno più oggetto di giudizio (a parere del don).

LIBRO DEI SALMI - Salmo 32 (31)

1 Di Davide. Maskil.
Beato l’uomo a cui è tolta la colpa
e coperto il peccato.
2 Beato l’uomo a cui Dio non imputa il delitto
e nel cui spirito non è inganno.
3 Tacevo e si logoravano le mie ossa,
mentre ruggivo tutto il giorno.
4 Giorno e notte pesava su di me la tua mano,
come nell’arsura estiva si inaridiva il mio vigore.
5 Ti ho fatto conoscere il mio peccato,
non ho coperto la mia colpa.
Ho detto: «Confesserò al Signore le mie iniquità»
e tu hai tolto la mia colpa e il mio peccato.


Parafrasando questo salmo potremmo dire: beato l'uomo che non tace il segreto del suo peccato ma lo manifesta confessandolo. Troviamo un prima e un dopo - prima: tacevo e si logoravano le mie ossa e dopo: ho detto: confesserò le mie colpe e tu hai rimesso la malizia del mio peccato. Il soggetto passa da una situazione di tormento (tacevo e si logoravano le mie ossa) ad una situazione di beatitudine: confesserò al Signore le mie colpe. Quando l'uomo copre, Dio scopre e quando l'uomo scopre Di copre. Santa Maria Maddalena de Pazzi, riferendosi a chi vuole giustificare il proprio peccato davanti alle persone diceva: guai, a chi cercherà di giustificarsi in questo modo, sapendo che al giudizio di Dio ogni cosa si ha da scoprire non solo davanti a Dio ma di fronte anche alle creature. Felici coloro che confesseranno le proprie colpe perché saranno ricoperte del Sangue del Verbo. // Accade così che quando l'uomo copre, Dio scopre. Al Giudizio particolare ogni cosa verrà scoperta e quando l'uomo scopre, Dio copre. Chi, in un tribunale vuole giustificarsi davanti ad un Giudice, toglie all'avvocato la possibilità di giustificarlo. Per questo la santa afferma: or dunque, volendo io scusare tolgo la potestà al Verbo di giustificarmi davanti al Padre. I peccati vanno confessati con pentimento. San Francesco d'Assisi dicevi: se tu ti scusi, Iddio ti accusa e se tu ti accusi, Dio ti scusa.

Racconto del don: un giorno, si presentò a confessarsi al santo curato d'Ars, un'uomo che per eccessiva timidezza e paura più che manifestare i propri peccati, cercava di scusarli. Il Santo - che leggeva nei cuori - lo lasciò fare ma poi lo interruppe dicendo con garbo: scusi, è venuto ad accusarsi o a scusarsi? Oh padre - rispose l'altro - per accusarmi. E quindi il Santo iniziò a fargli l'elenco dei peccati del penitente e questo, rimasto stupefatto, chiese: come ha fatto a sapere tutte queste cose? Chi gliele ha dette? - il Santo disse: gliele ho lette nel cuore. Non volevo che facesse un sacrilegio ed andasse all'inferno. Chi si accusa, Dio lo scusa e chi si scusa Dio lo accusa. Anche Padre Pio rimproverava severamente chi confessandosi trovava delle scuse. A chi gli diceva: non posso resistere è più forte di me ecc... Padre Pio diceva: è Dio che ti deve assolverti. Se non ti senti in colpa, esci e non tentare più la pazienza del Signore. Accusati dei tuoi peccati. E' la vergogna che non ci fa confessare bene. Quante persone non si confessano perché si vergognano di dire all'uomo quando non si sono vergognati di fare di fronte a Dio e ai suoi angeli. E' preferibile sopportare una leggera vergogna di fronte ad un'uomo piuttosto che vedersi coperto di indicibile vergogna di fronte ad innumerevoli testimoni nel giorno del giudizio. Sant Antonino di Firenze vide il demonio vicino al confessionale in atteggiamento di aspettare. Che fai qua? disse il Santo al demonio e quello rispose: aspetto che vengano… chi? rispose il Santo. Quelli che devono confessarsi - disse il demonio - per restituire la vergogna. Quando i tuoi penitenti hanno da peccare, tolgo loro la vergogna e così fanno il male; quando vogliono confessarsi gli do la vergogna perché nascondino i propri peccati.

Ma attenzione a quello che potrebbe essere un'atteggiamento sbagliato: uno potrebbe dire, dato che satana mi ispira vergogna quando andrò a confessarsi, neutralizzerò la vergogna ed andrò a confessarmi. Ragionamento sbagliato. In questo caso satana non va vinto con il suo contrario ma seguendo in parte l'esempio di Gesù: ti glori del legno perché con esso hai sconfitto l'uomo? Con il legno sarai sconfitto. Così noi potremmo dire al demonio: ti glori della mia vergogna perché con essa mi hai sconfitto impedendomi di confessare il mio peccato? Bene, con la mia vergogna riscatterò il mio peccato. Siamo proprio certi che la vergogna sia un male? Il tema della vergogna era caro a Papa Francesco.

Papa Francesco diceva che il confessionale non è una tintoria che smacchia i peccati, né una seduta di tortura dove si infliggono bastonate. La confessione è l'incontro con Gesù e si tocca con mano la sua tenerezza ma bisogna accostarsi al sacramento con mitezza e verità, fiduciosi ed armati di quella benedetta vergogna. La virtù dell'umile che ci fa riconoscere peccatori. La vergogna è la virtù dell'umile. Io sono chiamato ad accostarmi al sacramento della confessione con la vergogna. /// Vergognarsi davanti a Dio è una grazia. Pensiamo a Pietro dopo il miracolo di Gesù nel lago dice a Gesù di allontanarsi da Lui perché si ritiene un peccatore. Costa fatica confessarsi ma la ricompensa del perdono dei peccati è ottenere il perdono di Dio.

LIBRO DEL PROFETA DANIELE - 9

"...8Signore, la vergogna sul volto a noi, ai nostri re, ai nostri prìncipi, ai nostri padri, perché abbiamo peccato contro di te; 9al Signore, nostro Dio, la misericordia e il perdono, perché ci siamo ribellati contro di lui,..."

Proprio perché confesso il mio peccato, fammi tu o Dio, dono della tua misericordia. /// Anche la vergogna è un bene - diceva Papa Francesco - perché ci fa più umili. E il sacerdote riceve con amore e tenerezza questa confessione. /// La vergogna è qualcosa da chiedere nella preghiera, non lasciamoci ostacolare dalla vergogna nel confessarci ma usiamola per confessarci bene. Il don dice che le più belle confessioni che ha fatto sono sempre state quelle accompagnate dall'accusa dei propri peccati con la vergogna. Le più brutte sono quelle in cui l'accusa dei propri peccati è accompagnata dal sorriso, dall'autosufficienza e giustificazione. San Tommaso (d'Aquino? ndr) sul valore della vergogna dice: l'atto della confessione diminuisce la pena in forza della sua stessa natura implicando esso la pena della vergogna. // Quanto più io confesso il mio peccato con vergogna, tanto più merito anche il riscatto della pena per il mio peccato. La pena eterna viene annullata con la confessione ma rimane quella temporale e tanto più mi confesso bene, tanto più è diminuita e per fare una buona confessione è l'accusa dei propri peccati con l'accompagnamento della vergogna. E' già nel sacramento della confessione la pena dei miei peccati. L'anima - quando è spinta a perdere la vergogna non cede alle parole dolci, non si piega di fronte alle minacce e diventa peggiore di quella città al quale il profeta dice: hai assunto l'aspetto di una meretrice portandoti con tutti senza rossore e vergogna (Geremia 3, 3). Ecco cosa accade quando ci vogliamo liberare della vergogna.

Chi vuol tacere qualche peccato in confessione deve considerare che (catechismo di San Pio X): 1) non ha avuto rossore di peccare alla presenza di Dio che tutto vede 2) che è meglio confessare i propri peccati con rossore al confessore in segreto che vivere inquieto nel peccato, fare una morte infelice ed essere svergognato il giorno del Giudizio di fronte a tutta la razza umana 3) Che il confessore è obbligo al sigillo sacramentale sotto gravissimo peccato e sotto la minaccia di pene temporali ed eterne. --- Quando vado a confessarmi i miei peccati non saranno oggetto di pettegolezzo o di biasimo. Io vado a confessarmi vado a dire cose sotto sigillo sacramentale.

Il don vuol concludere: il sacramento della confessione, che gran dono del Cielo. Che grande possibilità Dio ci dà. Però il don vuole dire una cosa: bisogna sapersi confessarsi bene. Magari accompagnando anche l'accusa dei nostri peccati con l'atteggiamento della vergogna.

MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO

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