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Una giustificazione stolta I parte

Don Silvestro spiega i novissimi (Morte, Giudizio, inferno, Paradiso). Dopo aver trattato come argomento la giustificazione sconvolgente ora inizia a trattare la giustificazione stolta che è questa: sono stato tentato.

Riassunto delle catechesi di prima:

Una grande disgrazia di ieri (ma specie di oggi) è il non ricordarsi dei Novissimi (Inferno, Purgatorio e Paradiso), la nostra meta finale e quindi - non pensandoci - si va all'inferno. Saremo esaminati al momento della nostra morte su pensieri, parole, opere ed omissioni (questi i macro argomenti) e Cristo e vedremo le cose come Dio le vede. Abbiamo visto una giustificazione sconvolgente cioè: ci sarà gente che verrà colta alla sprovvista e si dannerà perché di fatto ha parlato tanto di Gesù ma poi non ha messo in pratica le conoscenze sulla Fede. La fede non ha avuto risvolti pratico - operativi. Ma è rimasta sterile. Poi noi che giudichiamo sempre il prossimo e giustifichiamo i nostri peccati, cosa diremo dei nostri? Infine poi abbiamo visto che molti cercheranno di aspettare l'ultimo momento per salvarsi - cosa che però quasi mai riesce e in ogni caso è un comportamento stolto in quanto la morte può sorprenderci all'improvviso e così mettiamo a rischio la nostra salvezza eterna. E soprattutto una vita passata nel peccato non è mai fonte di gioia nel cuore ma il peccato è morte. Infine la Bibbia ci ha ricordato che ci saranno cristiani dannati anche se in vita hanno praticato miracoli, scacciato demoni ecc... come mai non si sono salvati? E' perché non hanno perseverato fino alla fine ma si sono lasciati sviare.

Cosa diremo a nostra giustificazione dei nostri peccati? Abbiamo concluso la prima sessione: la giustificazione sconvolgente, oggi ne apriamo un'altra: una giustificazione stolta. La giustificazione stolta è nata con il peccato: sono stato tentato. Ho peccato perché sono stato tentato.

Il don spiega il suo motivo: non si può sperare di vivere cristianamente senza essere tentati, infatti la stessa Parola di Dio assicura che se ti presenti per servire il Signore, preparati alla tentazione. E in secondo luogo è da considerare che in quel giorno, quando ci presenteremo di fronte al Signore, l'uomo si accorgerà quanto il desiderio di Dio di salvare l'uomo sia infinitamente superiore al desiderio del demonio di dannarlo. Preme più a Dio - dice lo scrittore cristiano Origene - la nostra salvezza che non preme al demonio la nostra perdizione. Perché assai più ci ama Dio che ci odi il demonio.

Il demonio non ha parole che possono reggere a confronto con quelle divine, come niente è l'effetto comparato a quello di Dio. Che relazione c'è tra la paglia e il grano? Non c'è paragone tra il sedurre di satana e il sedurre di Dio. Ambedue seducono. Geremia dice di essersi lasciato sedurre da Dio. Perché lasciarsi sedurre dal diavolo e non da Dio? Perché ascoltare il diavolo e non Dio. San Francesco di Sales diceva: anima mia, tu puoi intender e volere Dio e perché arrestarsi a cosa meno di Lui? Perché attaccarsi alle cose temporali e rifiutare l'eterno? Guai a te anima mia se ti appaghi con una cosa meno di Dio. /// La nostra vita non può essere esente da prove, nessuno può conoscere sé stesso senza essere tentato e non può prendere una corona senza aver vinto. /// Come possiamo dire un giorno a Dio in giustificazione dei nostri peccati? Sono stato tentato? Dietro la tentazione si nasconde il premio che Dio vuole darci. Combattiamo e vinciamo la tentazione per essere meritevoli di questo premio. E' vero che l'inferno non lascia di tentare i Santi ma Dio non lascia di assistere ed aiutare i servi suoi fedeli specie laddove cresce il pericolo.

LIBRO DEL PROFETA ISAIA - 41

13Poiché io sono il Signore, tuo Dio, che ti tengo per la destra e ti dico: «Non temere, io ti vengo in aiuto». 14Non temere, vermiciattolo di Giacobbe, larva d’Israele; io vengo in tuo aiuto – oracolo del Signore –, tuo redentore è il Santo d’Israele.

Dio conosce la nostra debolezza, con Lui non siamo mai deboli ma forti, perché il forte viene a vincere in noi.

Prima lettera ai Corinzi - 10

"..13Nessuna tentazione, superiore alle forze umane, vi ha sorpresi; Dio infatti è degno di fede e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze ma, insieme con la tentazione, vi darà anche il modo di uscirne per poterla sostenere…" San Paolo

Quante volte soccombiamo dicendo: è più forte di noi? Non esiste tentazione che sia più forte di Dio perché Dio non permette che siamo tentati sopra le nostre forze. Dio non comanda l'impossibile ma quando comanda ammonisce di fare quello che puoi, di chiedere quello che non puoi - la preghiera, e ti aiuta perché tu possa (effetti della preghiera). I suoi comandanti non sono gravosi e il suo gioco è dolce. Nulla può sopraffare la nostra volontà lasciandoci liberi di scegliere il Male o il Bene. La Volontà va fortificata, anche il Santo ha dei difetti ma non fa mai pace con essi. Guai quando dirai che non ci puoi far nulla e che sei fatto così - sarà la tua fine e condanna. San Francesco di Sales era per natura di carattere iracondo ma per grazia divenne il Santo della dolcezza perché non ha mai fatto pace con i suoi difetti, come esso dichiara. Il corpo si contamina solo se l'anima acconsente. Anche allora c'è una volontà di mezzo e anche allora questa volontà può decidere per il Bene o per il Male. Se la virtù non si vedesse e non rendesse lume al tempo della prova davanti agli uomini, non sarebbe vero che non sia concepita. Non c'è persona che ti può togliere la virtù. Proprio nel tempo della prova si è chiamati a concepire questa virtù. Papa Francesco diceva che Dio è più forte (è l'Unico Signore) di ogni tentazione che il demonio può darci e confidando in Lui che è il più forte, possiamo vincere ogni tentazione. San Pio, scrivendo ad una sua figlia spirituale riguardo alla tentazione scrive: la guerra contro di voi è aperta mia cara e bisogna stare vigilanti ed opporre una forte resistenza avendo un'occhio al Dio degli eserciti che combatte con noi. //// Siamo alleati con il Vincitore contro lo Sconfitto fin dalle origini (satana?).

Se uno è moralmente e spiritualmente sano il male non attecchisce. Ma se accade è perché nell'anima ci sono le condizioni adatte. Non è possibile servire due padroni di diverso pensiero. Chi dice al Supremo Giudice di aver peccato perché tentato, dovrebbe spiegare a Dio perché ha lasciato farsi sedurre dal menzognero per eccellenza piuttosto dalla Verità? Perché si è lasciato sedurre da colui che è morte ed odio piuttosto da Colui che è nella sua essenza Vita ed Amore? Perché scegliere il peggiore?

Chi è in stato di grazia, essere sottoposto a tentazioni non vuol dire aver peccato ma crescere nella fedeltà e nella coerenza attraverso l'Umiltà e la vigilanza. La tentazione vista come un'opportunità. Non è peccato ma occasione per crescere nell'umiltà, vigilanza e coerenza. Cristo ci ha reso forti contro le tentazioni. Chiunque è nato da Dio non pecca e il maligno non lo tocca (san Giovanni prima lettera). Il cristiano ha ricevuto le garanzie e le forze per non peccare. Non si tratta di cose insite nell'uomo ma è un risultato dell'azione di Dio, per non peccare un cristiano dispone della conoscenza di Dio. Chiunque è nato da Dio non commette peccato perché un seme divino dimora in lui. Se per questo seme di Dio intendiamo Gesù figlio Dio, possiamo dire che per non peccare il cristiano dispone in sé della presenza dello stesso Cristo e del mistero di Cristo che è mistero di pietà. Come possiamo essere sconfitti con questo dono immenso che ci viene dato?

Sant'Alfonso Maria de Liguori osservava che se Dio vuole tutti salvi, a tutti darà la grazia per conseguire la salute altrimenti non potrebbe dirsi che Egli ha a cuore la salvezza di tutti. Se è vero che Lui ha a cuore la salvezza di tutti allora è altrettanto vero che Dio dà a tutti la grazia per salvarsi.

MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO

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