Don Silvestro continua le sue catechesi sulle beatitudini continuando a trattare la seconda, mettendo in rilievo che per comprenderla bene c'è bisogno di una fede assoluta e spiega cosa intende per fede assoluta
Questa beatitudine è una contraddizione: beati gli afflitti perché saranno consolati. Per comprendere bene questa beatitudine ci vuole una fede massiccia. Una fede straordinaria mi dà una comprensione maggiore di questa beatitudine e una fede assoluta mi dà una comprensione piena. Oggi parleremo della fede assoluta.
O Dio, tutte le creature sono in tuo potere e servono al tuo disegno di salvezza: rendi salda la fede dei tuoi figli, perché nelle tempeste della vita possano scorgere la tua presenza forte e amorevole. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Bisogna rimanere fermi che nulla sfugge al controllo di Dio. Il catechismo della Chiesa Cattolica ricorda la potenza universale di Dio. Nulla sfugge al controllo di Dio e questo lo rende il Signore di tutte le cose. E questo lo rende il Dio della Provvidenza. Il Signore ebbe da dire a Santa Faustina: niente si può opporre alla Sua Volontà. E poi ha detto: non avere paura di nulla, Io sono sempre con te, tutte le creature - che lo sappiano o non lo sappiano, sia che lo vogliano o no, fanno sempre la Mia volontà. Chiaramente ci sarebbe da distinguere tra Volontà voluta di Dio e Volontà permessa da Dio. Nulla sfugge al controllo di Dio. Beati gli afflitti suona proprio male, ma non è l'afflizione in sé che rende beati ma è l'atteggiamento dello spirito. Beati gli afflitti se sapranno accettare le tribolazioni della vita prendendole dalle mani di Dio senza ribellione. Beati loro se nelle tribolazioni si sottomettono alla Sua Volontà riconoscendo il diritto di Dio di provarli con sofferenze senza però dubitare del suo Amore Paterno.
Lettera agli Ebrei - 12
"..5e avete già dimenticato l’esortazione a voi rivolta come a figli: Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore e non ti perdere d’animo quando sei ripreso da lui; 6perché il Signore corregge colui che egli ama e percuote chiunque riconosce come figlio. 7È per la vostra correzione che voi soffrite! Dio vi tratta come figli; e qual è il figlio che non viene corretto dal padre?..."
Beati coloro che nonostante le tribolazioni della vita sanno mantenersi fedeli a Dio riconoscendo il suo amore paterno, sull'esempio di Giobbe. E sanno prendere tutto dalle sue mani. Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremmo accettare il Male? San Gregorio Magno diceva: noi entrammo in conflitto con Dio a causa della colpa, è giusto dunque che torniamo in pace con Lui per mezzo dei flagelli // Beati coloro che vedono nella sofferenza un'incidente di percorso ma sanno vedere in essa una sua provvidenza paterna e con amore l'accettano.
"..10Costoro infatti ci correggevano per pochi giorni, come sembrava loro; Dio invece lo fa per il nostro bene, allo scopo di farci partecipi della sua santità. 11Certo, sul momento, ogni correzione non sembra causa di gioia, ma di tristezza; dopo, però, arreca un frutto di pace e di giustizia a quelli che per suo mezzo sono stati addestrati…"
E questo dopo non è in riferimento alla vita eterna ma se prendo tutto dalle mani di Dio, il dopo diventa adesso.
E' incredibile come Gesù si appresta a vivere la sua Passione. Siamo di fronte alla più grande ingiustizia delle autorità, di fronte al più grande tradimento e siamo di fronte alla più grande vittoria di satana. Eppure non c'è nessun imprevisto in Dio. Tutto è stato profetizzato dai profeti prima della Sua Venuta e da Lui stesso nel suo insegnamento. Dimostrando che tutto rientra nella Sua Divina Provvidenza. Nella rabbia e nello sconvolgimento degli apostoli, Gesù dice una cosa da lasciare tutti senza parole.
Vangelo secondo Giovanni - 18
"..11Gesù allora disse a Pietro: «Rimetti la spada nel fodero: il calice che il Padre mi ha dato, non dovrò berlo?»
Dimostrando così che nulla è sfuggito al controllo di Dio e tutto rientra nella sua Divina Provvidenza. Ma anche se riconosce che è l'ora delle tenebre, tuttavia come ricorda Giovanni nel suo Vangelo le tenebre non hanno vinto la luce. Gesù dimostra di avere la consapevolezza che non si trova di fronte ad un'imprevisto di Dio e se il più contiene il meno, allora non c'è tragedia, ingiustizia, delusione o sconfitta che non rientri nella sua Divina provvidenza e quindi tutto posso prendere dalle sue mani. Non vi è nulla di casuale nella vita dell'uomo ma un disegno saggio e provvido che tutto dispone.
La Provvidenza e le cause seconde
308 Dio agisce in tutto l'agire delle sue creature: è una verità inseparabile dalla fede in Dio Creatore. Egli è la causa prima che opera nelle e per mezzo delle cause seconde: "E' Dio infatti che suscita" in noi "il volere e l'operare secondo i suoi benevoli disegni" ( Fil 2,13 ) [Cf 1Cor 12,6 ]. Lungi dallo sminuire la dignità della creatura, questa verità la accresce. Infatti la creatura, tratta dal nulla dalla potenza, dalla sapienza e dalla bontà di Dio, niente può se è separata dalla propria origine, perché "la creatura senza il Creatore svanisce"; [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 36] ancor meno può raggiungere il suo fine ultimo senza l'aiuto della grazia [Cf Mt 19,26; Gv 15,5; Fil 4,13 ].
A me basta sapere questo (che in Dio non ci sono imprevisti), anche se a volte non riesco darmi una spiegazione, mi basta sapere che non è un'imprevisto di Dio - qualcosa che non aveva considerato e che è sfuggito al Suo controllo. Anche se dovessi patire i più grandi mali questo pensiero mi consolerebbe. Spesso quando avviene un'evento tragico ci diciamo che Dio non c'entra. Ma pensare questo è un dolore immenso. Il don, visitando gli ammalati in un'Ospedale con il Vescovo, il don ha visto un'uomo in uno stadio di pre coma. Il vescovo ha chiesto ai dottori cosa avesse. La risposta è che a questa persona era morta la moglie e si era dato all'alcool e questa cosa lo aveva rovinato e la sua situazione era compromessa. Come vogliamo inquadrare la situazione. La sua situazione rientra nella provvidenza divina o la liquidiamo con un se l'è cercata, Dio non c'entra? Delle volte non ci rendiamo conto che per difendere Dio distruggiamo il suo essere Onniveggente, Onnisciente, Onnipresente ecc... e nel suo essere Provvidenza. Il don ci ha visto la sua Provvidenza divina, hanno pregato al suo capezzale, il Vescovo lo ha benedetto e il cappellano dell'ospedale gli ha impartito il sacramento dell'Estrema Unzione. Sempre lo stesso giorno il don ha incontrato una signora che non si dava pace perché non riusciva ad accettare la morte del fratello perché secondo lei i medici non avevano pe lui fatto tutto quello che dovevano. L'ho vista più serena - dice il don - quando gli ha fatto capire che non si trovava di fronte ad un'imprevisto di Dio. Santa Caterina da Siena domandò al Signore quale fosse il modo per ottenere la vera pace del cuore. E la risposta fu: credere che tutto quello che avviene nel mondo avviene per ordine e disposizione di Dio. Che Egli non fa mai avvenire a nessuno cosa alcuna che non sia meglio per lui. Non tutto comprendiamo ma nessuna cosa sfugge al Suo Controllo.
"Egli opera tutto ciò che vuole" ( Sal 115,3 )
269 Le Sacre Scritture affermano a più riprese la potenza universale di Dio. Egli è detto "il Potente di Giacobbe" ( Gen 49,24; Is 1,24 e. a), "il Signore degli eserciti", "il Forte, il Potente" ( Sal 24,8-10 ). Se Dio è onnipotente "in cielo e sulla terra" ( Sal 135,6 ), è perché lui stesso li ha fatti. Nulla quindi gli è impossibile [Cf Ger 32,17; 269 Lc 1,37 ] e dispone della sua opera come gli piace; [Cf Ger 27,5 ] egli è il Signore dell'universo, di cui ha fissato l'ordine che rimane a lui interamente sottoposto e disponibile; egli è il Padrone della storia: muove i cuori e guida gli avvenimenti secondo il suo beneplacito [Cf Est 4,17 b; Pr 21,1; Tb 13,2 ]. "Prevalere con la forza ti è sempre possibile; chi potrà opporsi al potere del tuo braccio?" ( Sap 11,21 ).
Un giorno il Signore disse a San Pietro: quello che io faccio tu non lo capisci, lo capirai dopo. E al don pare che questa frase lo dicesse a tutti coloro che sono nella sofferenza. E' difficile parlarci. Al don piacerebbe rispondere: a me basta sapere che dietro tutto questo non ci sono io con il mio libero arbitrio e miei peccati o il diavolo con la sua malvagità e suo potere. Basta che ci sia la Volontà di Dio.
PROVERBI - 3
5Confida nel Signore con tutto il tuo cuore e non affidarti alla tua intelligenza; 6riconoscilo in tutti i tuoi passi ed egli appianerà i tuoi sentieri.
Tutti i sentieri trovano pace se sono camminati insieme con Lui. Emblematica la vicenda di Giobbe, osteggiato da satana, malconsigliato dagli amici e osteggiato dalla moglie. Nella sua sofferenza ha da Dio un'unica risposta che in sintesi che dice: Dio è il Dio della Provvidenza e che nulla sfugge al suo controllo. La sofferenza fisica tante volte è accompagnata da una sofferenza morale che spesso supera quella fisica. E la sofferenza morale è relativa alla causa e al fine e si traduce con un'unica domanda: perché? Quando è riferita alla causa la risposta è per colpa tua, quando ciò accade questa sofferenza non può mai dichiararsi beata. Perché sempre accompagnata da mille sensi di colpa. Quando è in ordine al fine, tanto più mi dispera tanto più la trovo insensata. Gesù disse a Maria Valtorta: vi sono cose che Io permetto, ve ne sono altre che Io provoco. E nessuna è senza scopo. Ma beati coloro che sono sull'esempio dei martiri sanno prendere dalle mani di Dio, anche le più incomprensibili sofferenze -- attenzione a quello che il don sta per dire perchè potrebbe destare delle perplessità -- tante volte siamo dei novelli (il don cita dei nomi che potrebbero essere quelli degli amici di Giobbe che sono venuti a consolarlo) che per difendere Dio facciamo soffrire l'uomo. Giobbe aveva consolazione nelle sue sofferenze fino a quando gli amici, per prendere le difese di Dio, gli insinuano il pensiero che queste sofferenze non le può prendere dalle mani di Dio perché causate da sé stesso. Una sola cosa può consolare il cuore di un cristiano nella sofferenza: il sapere che quelle sofferenze le può prendere dalle mani di Dio perché rientrano nella sua provvidenza. Attenzione a quanto si legge nel libro del profeta Amos.
LIBRO DEL PROFETA AMOS - 3
6Risuona forse il corno nella città, senza che il popolo si metta in allarme? Avviene forse nella città una sventura, che non sia causata dal Signore?
LIBRO DELLE LAMENTAZIONI - 3
38Dalla bocca dell’Altissimo non procedono forse le sventure e il bene?
ESODO - 4
"..1Il Signore replicò: «Chi ha dato una bocca all’uomo o chi lo rende muto o sordo, veggente o cieco? Non sono forse io, il Signore?.."
LIBRO DEL PROFETA ISAIA - 45
7Io formo la luce e creo le tenebre, faccio il bene e provoco la sciagura; io, il Signore, compio tutto questo.
SIRACIDE - 11
14Bene e male, vita e morte, povertà e ricchezza provengono dal Signore.
Queste parole che sembrano vadano a discapito dell'amore di Dio mettono tanta pace nel cuore sofferenze, a cui viene rivelato che dietro tutto questo c'è la mano di Dio che opera tutto ciò che vuole. Salmo 115, 3. Devo essere fermamente convinto che Dio è all'opera e se ha permesso qualche cosa è perché può venirne un bene. Santa Faustina di questo ne era convinta che nel suo diario scrisse: non m'importa di quello che è racchiuso per me in questo calice, è sufficiente sapere che me l'ha dato la mano amorevole di Dio. In queste parole possiamo racchiudere la fede assoluta che sostiene la fede dell'afflitto. Riconosco Dio come dominatore di ogni potere, per questo la regina Ester pregava Dio perché salvasse il suo popolo Israele.
Nell'afflizione posso avere la consapevolezza che nulla è sfuggito al Suo controllo. Che non sono in balia del caos e che dietro a tutto questo c'è una volontà che mi ama e che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio. Il don si rende conto che ha detto cose di difficile comprensione e possono esserci delle domande. Ma in questo sappiamo che dietro un progetto di Dio, la sua mano e la sua Divina Provvidenza.
MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO
Questa beatitudine è una contraddizione: beati gli afflitti perché saranno consolati. Per comprendere bene questa beatitudine ci vuole una fede massiccia. Una fede straordinaria mi dà una comprensione maggiore di questa beatitudine e una fede assoluta mi dà una comprensione piena. Oggi parleremo della fede assoluta.
O Dio, tutte le creature sono in tuo potere e servono al tuo disegno di salvezza: rendi salda la fede dei tuoi figli, perché nelle tempeste della vita possano scorgere la tua presenza forte e amorevole. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Bisogna rimanere fermi che nulla sfugge al controllo di Dio. Il catechismo della Chiesa Cattolica ricorda la potenza universale di Dio. Nulla sfugge al controllo di Dio e questo lo rende il Signore di tutte le cose. E questo lo rende il Dio della Provvidenza. Il Signore ebbe da dire a Santa Faustina: niente si può opporre alla Sua Volontà. E poi ha detto: non avere paura di nulla, Io sono sempre con te, tutte le creature - che lo sappiano o non lo sappiano, sia che lo vogliano o no, fanno sempre la Mia volontà. Chiaramente ci sarebbe da distinguere tra Volontà voluta di Dio e Volontà permessa da Dio. Nulla sfugge al controllo di Dio. Beati gli afflitti suona proprio male, ma non è l'afflizione in sé che rende beati ma è l'atteggiamento dello spirito. Beati gli afflitti se sapranno accettare le tribolazioni della vita prendendole dalle mani di Dio senza ribellione. Beati loro se nelle tribolazioni si sottomettono alla Sua Volontà riconoscendo il diritto di Dio di provarli con sofferenze senza però dubitare del suo Amore Paterno.
Lettera agli Ebrei - 12
"..5e avete già dimenticato l’esortazione a voi rivolta come a figli: Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore e non ti perdere d’animo quando sei ripreso da lui; 6perché il Signore corregge colui che egli ama e percuote chiunque riconosce come figlio. 7È per la vostra correzione che voi soffrite! Dio vi tratta come figli; e qual è il figlio che non viene corretto dal padre?..."
Beati coloro che nonostante le tribolazioni della vita sanno mantenersi fedeli a Dio riconoscendo il suo amore paterno, sull'esempio di Giobbe. E sanno prendere tutto dalle sue mani. Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremmo accettare il Male? San Gregorio Magno diceva: noi entrammo in conflitto con Dio a causa della colpa, è giusto dunque che torniamo in pace con Lui per mezzo dei flagelli // Beati coloro che vedono nella sofferenza un'incidente di percorso ma sanno vedere in essa una sua provvidenza paterna e con amore l'accettano.
"..10Costoro infatti ci correggevano per pochi giorni, come sembrava loro; Dio invece lo fa per il nostro bene, allo scopo di farci partecipi della sua santità. 11Certo, sul momento, ogni correzione non sembra causa di gioia, ma di tristezza; dopo, però, arreca un frutto di pace e di giustizia a quelli che per suo mezzo sono stati addestrati…"
E questo dopo non è in riferimento alla vita eterna ma se prendo tutto dalle mani di Dio, il dopo diventa adesso.
E' incredibile come Gesù si appresta a vivere la sua Passione. Siamo di fronte alla più grande ingiustizia delle autorità, di fronte al più grande tradimento e siamo di fronte alla più grande vittoria di satana. Eppure non c'è nessun imprevisto in Dio. Tutto è stato profetizzato dai profeti prima della Sua Venuta e da Lui stesso nel suo insegnamento. Dimostrando che tutto rientra nella Sua Divina Provvidenza. Nella rabbia e nello sconvolgimento degli apostoli, Gesù dice una cosa da lasciare tutti senza parole.
Vangelo secondo Giovanni - 18
"..11Gesù allora disse a Pietro: «Rimetti la spada nel fodero: il calice che il Padre mi ha dato, non dovrò berlo?»
Dimostrando così che nulla è sfuggito al controllo di Dio e tutto rientra nella sua Divina Provvidenza. Ma anche se riconosce che è l'ora delle tenebre, tuttavia come ricorda Giovanni nel suo Vangelo le tenebre non hanno vinto la luce. Gesù dimostra di avere la consapevolezza che non si trova di fronte ad un'imprevisto di Dio e se il più contiene il meno, allora non c'è tragedia, ingiustizia, delusione o sconfitta che non rientri nella sua Divina provvidenza e quindi tutto posso prendere dalle sue mani. Non vi è nulla di casuale nella vita dell'uomo ma un disegno saggio e provvido che tutto dispone.
La Provvidenza e le cause seconde
308 Dio agisce in tutto l'agire delle sue creature: è una verità inseparabile dalla fede in Dio Creatore. Egli è la causa prima che opera nelle e per mezzo delle cause seconde: "E' Dio infatti che suscita" in noi "il volere e l'operare secondo i suoi benevoli disegni" ( Fil 2,13 ) [Cf 1Cor 12,6 ]. Lungi dallo sminuire la dignità della creatura, questa verità la accresce. Infatti la creatura, tratta dal nulla dalla potenza, dalla sapienza e dalla bontà di Dio, niente può se è separata dalla propria origine, perché "la creatura senza il Creatore svanisce"; [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 36] ancor meno può raggiungere il suo fine ultimo senza l'aiuto della grazia [Cf Mt 19,26; Gv 15,5; Fil 4,13 ].
A me basta sapere questo (che in Dio non ci sono imprevisti), anche se a volte non riesco darmi una spiegazione, mi basta sapere che non è un'imprevisto di Dio - qualcosa che non aveva considerato e che è sfuggito al Suo controllo. Anche se dovessi patire i più grandi mali questo pensiero mi consolerebbe. Spesso quando avviene un'evento tragico ci diciamo che Dio non c'entra. Ma pensare questo è un dolore immenso. Il don, visitando gli ammalati in un'Ospedale con il Vescovo, il don ha visto un'uomo in uno stadio di pre coma. Il vescovo ha chiesto ai dottori cosa avesse. La risposta è che a questa persona era morta la moglie e si era dato all'alcool e questa cosa lo aveva rovinato e la sua situazione era compromessa. Come vogliamo inquadrare la situazione. La sua situazione rientra nella provvidenza divina o la liquidiamo con un se l'è cercata, Dio non c'entra? Delle volte non ci rendiamo conto che per difendere Dio distruggiamo il suo essere Onniveggente, Onnisciente, Onnipresente ecc... e nel suo essere Provvidenza. Il don ci ha visto la sua Provvidenza divina, hanno pregato al suo capezzale, il Vescovo lo ha benedetto e il cappellano dell'ospedale gli ha impartito il sacramento dell'Estrema Unzione. Sempre lo stesso giorno il don ha incontrato una signora che non si dava pace perché non riusciva ad accettare la morte del fratello perché secondo lei i medici non avevano pe lui fatto tutto quello che dovevano. L'ho vista più serena - dice il don - quando gli ha fatto capire che non si trovava di fronte ad un'imprevisto di Dio. Santa Caterina da Siena domandò al Signore quale fosse il modo per ottenere la vera pace del cuore. E la risposta fu: credere che tutto quello che avviene nel mondo avviene per ordine e disposizione di Dio. Che Egli non fa mai avvenire a nessuno cosa alcuna che non sia meglio per lui. Non tutto comprendiamo ma nessuna cosa sfugge al Suo Controllo.
"Egli opera tutto ciò che vuole" ( Sal 115,3 )
269 Le Sacre Scritture affermano a più riprese la potenza universale di Dio. Egli è detto "il Potente di Giacobbe" ( Gen 49,24; Is 1,24 e. a), "il Signore degli eserciti", "il Forte, il Potente" ( Sal 24,8-10 ). Se Dio è onnipotente "in cielo e sulla terra" ( Sal 135,6 ), è perché lui stesso li ha fatti. Nulla quindi gli è impossibile [Cf Ger 32,17; 269 Lc 1,37 ] e dispone della sua opera come gli piace; [Cf Ger 27,5 ] egli è il Signore dell'universo, di cui ha fissato l'ordine che rimane a lui interamente sottoposto e disponibile; egli è il Padrone della storia: muove i cuori e guida gli avvenimenti secondo il suo beneplacito [Cf Est 4,17 b; Pr 21,1; Tb 13,2 ]. "Prevalere con la forza ti è sempre possibile; chi potrà opporsi al potere del tuo braccio?" ( Sap 11,21 ).
Un giorno il Signore disse a San Pietro: quello che io faccio tu non lo capisci, lo capirai dopo. E al don pare che questa frase lo dicesse a tutti coloro che sono nella sofferenza. E' difficile parlarci. Al don piacerebbe rispondere: a me basta sapere che dietro tutto questo non ci sono io con il mio libero arbitrio e miei peccati o il diavolo con la sua malvagità e suo potere. Basta che ci sia la Volontà di Dio.
PROVERBI - 3
5Confida nel Signore con tutto il tuo cuore e non affidarti alla tua intelligenza; 6riconoscilo in tutti i tuoi passi ed egli appianerà i tuoi sentieri.
Tutti i sentieri trovano pace se sono camminati insieme con Lui. Emblematica la vicenda di Giobbe, osteggiato da satana, malconsigliato dagli amici e osteggiato dalla moglie. Nella sua sofferenza ha da Dio un'unica risposta che in sintesi che dice: Dio è il Dio della Provvidenza e che nulla sfugge al suo controllo. La sofferenza fisica tante volte è accompagnata da una sofferenza morale che spesso supera quella fisica. E la sofferenza morale è relativa alla causa e al fine e si traduce con un'unica domanda: perché? Quando è riferita alla causa la risposta è per colpa tua, quando ciò accade questa sofferenza non può mai dichiararsi beata. Perché sempre accompagnata da mille sensi di colpa. Quando è in ordine al fine, tanto più mi dispera tanto più la trovo insensata. Gesù disse a Maria Valtorta: vi sono cose che Io permetto, ve ne sono altre che Io provoco. E nessuna è senza scopo. Ma beati coloro che sono sull'esempio dei martiri sanno prendere dalle mani di Dio, anche le più incomprensibili sofferenze -- attenzione a quello che il don sta per dire perchè potrebbe destare delle perplessità -- tante volte siamo dei novelli (il don cita dei nomi che potrebbero essere quelli degli amici di Giobbe che sono venuti a consolarlo) che per difendere Dio facciamo soffrire l'uomo. Giobbe aveva consolazione nelle sue sofferenze fino a quando gli amici, per prendere le difese di Dio, gli insinuano il pensiero che queste sofferenze non le può prendere dalle mani di Dio perché causate da sé stesso. Una sola cosa può consolare il cuore di un cristiano nella sofferenza: il sapere che quelle sofferenze le può prendere dalle mani di Dio perché rientrano nella sua provvidenza. Attenzione a quanto si legge nel libro del profeta Amos.
LIBRO DEL PROFETA AMOS - 3
6Risuona forse il corno nella città, senza che il popolo si metta in allarme? Avviene forse nella città una sventura, che non sia causata dal Signore?
LIBRO DELLE LAMENTAZIONI - 3
38Dalla bocca dell’Altissimo non procedono forse le sventure e il bene?
ESODO - 4
"..1Il Signore replicò: «Chi ha dato una bocca all’uomo o chi lo rende muto o sordo, veggente o cieco? Non sono forse io, il Signore?.."
LIBRO DEL PROFETA ISAIA - 45
7Io formo la luce e creo le tenebre, faccio il bene e provoco la sciagura; io, il Signore, compio tutto questo.
SIRACIDE - 11
14Bene e male, vita e morte, povertà e ricchezza provengono dal Signore.
Queste parole che sembrano vadano a discapito dell'amore di Dio mettono tanta pace nel cuore sofferenze, a cui viene rivelato che dietro tutto questo c'è la mano di Dio che opera tutto ciò che vuole. Salmo 115, 3. Devo essere fermamente convinto che Dio è all'opera e se ha permesso qualche cosa è perché può venirne un bene. Santa Faustina di questo ne era convinta che nel suo diario scrisse: non m'importa di quello che è racchiuso per me in questo calice, è sufficiente sapere che me l'ha dato la mano amorevole di Dio. In queste parole possiamo racchiudere la fede assoluta che sostiene la fede dell'afflitto. Riconosco Dio come dominatore di ogni potere, per questo la regina Ester pregava Dio perché salvasse il suo popolo Israele.
Nell'afflizione posso avere la consapevolezza che nulla è sfuggito al Suo controllo. Che non sono in balia del caos e che dietro a tutto questo c'è una volontà che mi ama e che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio. Il don si rende conto che ha detto cose di difficile comprensione e possono esserci delle domande. Ma in questo sappiamo che dietro un progetto di Dio, la sua mano e la sua Divina Provvidenza.
MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO
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