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Catechesi sulle beatitudini 24 incontro: beati i miti perché erediteranno la terra (VI parte)

Don Silvestro continua la sua trattazione sulle beatitudini approfondendo ulteriormente la promessa: "Perché erediteranno la terra".

Sesto ed ultimo incontro sulle beatitudini (beati i miti). Ma anche l'ultimo incontro della stagione e poi queste catechesi saranno riprese ad ottobre. La volta scorsa ci siamo detti che erediteranno la terra, c'è una doppia visione di questa promessa. Erediteranno la terra sta a significare che erediteranno il Cielo. Oggi andremo a vedere la visione più scontata ma meno compresa. Cioè erediteranno la terra.

Pregate sempre con questa disposizione di abbandono, e ne avrete grande pace e grande frutto, anche quando io vi faccio la grazia dell'immolazione di riparazione e di amore che impone la sofferenza. Ti sembra impossibile? Chiudi gli occhi e di' con tutta l'anima: "Gesù pensaci tu". Non temere ci penso io. E tu benedirai il mio nome umiliandoti. Mille preghiere non valgono un atto solo di fiducioso abbandono: ricordatelo bene. Non c'è novena più efficace di questa:

O Gesù m'abbandono in Te, pensaci tu!
(Don Dolindo Ruotolo)

La terra è il Cielo. Ma non che una visione escluda l'altra, ma ambedue queste visioni si completano a vicenda. Erediteranno sia questa terra sia il Cielo. Spieghiamo in che senso. A noi ci sembra strano che il Signore ci parli di terra terra. Ma Gesù promette la terra. E questo diventa di grande istruzione per gli apostoli, che essendo chiamati in tutto il mondo per convertire le persone a Dio; gli apostoli sono chiamati ad ereditare la terra. Ma quale terra? Quella terra, che a dire del salmista, è l'uomo stesso.

LIBRO DEI SALMI - Salmo 10 (9)

18 (9,39) perché sia fatta giustizia all’orfano e all’oppresso, e non continui più a spargere terrore l’uomo fatto di terra.

Cioè i miti conquisteranno il mondo. Papa Francesco, nell'udienza generale di mercoledì in data 19 febbraio 2020, disse che la terra da conquistare con la mitezza è la salvezza di quel fratello di cui parla il Vangelo di Matteo. Non c'è terra più bella del cuore altrui e non c'è territorio più bello della pace ritrovata con tuo fratello. // Gli apostoli chiamati a conquistare i cuori a Dio, gli apostoli non conquisteranno il mondo con le parole ma con la mitezza. Il Vangelo non va mai annunciato con l'arroganza o con la violenza ma con la mitezza. Ecco come si conquistano le persone. I governanti delle nazioni dominano su di esse, ma tra voi (disse Gesù) non sarà così. Chi vorrà essere grande sarà servitore e chi vorrà essere primo sarà il vostro schiavo. Matteo 25,28. In questo discorso del Signore comprendiamo una dinamica fondamentale: gli apostoli non sono chiamati a conquistare dominando ma servendo. Il discorso di Gesù è alquanto paradossale ma divinamente reale. Secoli di storia dimostrano che le conquiste avvengono con la forza e con il timore. La forza da parte dei conquistatore e il timore da parte dei conquistati ma il Signore stravolge questa dinamica. Il Signore nel parlare della beatitudine dei miti dice che la erediteranno. L'eredità è la forma di conquista più vera perché fondandosi sull'amore è volontaria. Il dominio, fondandosi sul timore, è costretta. I veri conquistatori del mondo sono i miti. Chiediamoci: perché oggi veneriamo persone che ci hanno preceduto di secoli o di millenni? Fateci il caso, il più delle volte queste persone a cui diamo la nostra stima non sono despoti ma santi che ci hanno conquistato con la mitezza della loro vita. Noi siamo cristiani perché siamo stati conquistati dal Cristo, ma quando il Signore ci ha realmente conquistati? In Cristo c'è una calamita potente che attira tutti coloro che si accostano ad essa. Perché la Croce è la calamita potente che attira le anime a Dio? Perché chi la sa guardare la mitezza di Dio. Dio non ha voluto conquistate i nostri cuori ma ereditarli, eredita chi è amato, conquista chi è temuto. L'eredità è un'atto libero mosso dall'amore e la conquista è un'atto di volontà costretta mossa dal timore. Dio non vuole la costrizione ma l'amore e più che essere temuto, vuol essere amato. Ecco perché il Signore desidera ereditarci che conquistarci. La conquista avviene per mezzo del timore e l'eredità avviene per mezzo dell'amore. Ci si lascia conquistare da chi ci spaventa ma l'eredità la si lascia solo a chi si ama. Il cristiano non è chiamato a conquistare la terra ma ad ereditarla. Anche in questo mondo la mitezza conferisce all'uomo una particolare capacità di dominio, anzitutto su sé stesso padroneggiando i moti dell'ira e conservando la calma nelle contraddizioni. La mitezza attira i cuori. Il mite che ha rinunciato ad ogni forma di violenza si trova ad avere un particolare ascendente sugli altri, perché mentre la violenza respinge e chiude gli animi, la mitezza apre gli animi alla fiducia, li piega e li ammonisce. Si illudono quegli uomini che si avvalgono di conquistare le persone con l'ira e la violenza illudendosi di soggiogare le persone. In realtà coloro che conquista veramente il cuore altrui è l'amato a cui volontariamente mi sottometto.

Papa Francesco nell'udienza generale di mercoledì in data 19 febbraio 2020 disse che dobbiamo accennare al peccato dell'ira, tutti abbiamo conosciuto l'ira e farci una domanda: quante cose abbiamo distrutto o perso con l'ira? Un momento di collera può distruggere un sacco di cose e si può rovinare il rapporto con un fratello talvolta senza rimedio. Per ira molte persone non si parlano più, si allontanano l'uno dall'altro, è il contrario della mitezza. La mitezza raduna, l'ira separa. / Gesù vuole che i suoi discepoli siano miti non con i mezzi che inaspriscono e provocano reazione ma con la dolcezza, pazienza e longanimità. Gesù dice a Maria Valtorta (nell'Evangelo come mi è stato rivelato) commentando questa beatitudine nel libro terzo al cap. 170 dice: ciò parere in contrasto con gli esempi della vita giornaliera, i non mansueti sembrano trionfare nelle famiglie, nelle città, nelle nazioni. Ma è vero trionfo? No. E' paura che tiene apparentemente proni i soverchiati dal despota ma che in realtà non è che un velo messo sul ribollire di ribellioni contro il tiranno, non possiedono i cuori dei familiari né dei concittadini né dei sudditi coloro che sono iracondi e prepotenti. Non piegano intelletto e spiriti alle loro dottrine, quei maestri dell'ho detto e ho detto. Ma solo creano degli autodidatti o dei ricercatori di una chiave atta ad aprire le porte chiuse di una sapienza o di una scienza che essi sentono essere e che è opposta a quella che è a loro imposta. Non portano a Dio quei sacerdoti che non vanno a conquista degli spiriti con la dolcezza paziente, umile ed amorosa. Ma sembrano guerrieri armati che marciano con forza e richiedono intransigenza o irruenza. Ecc.. siate dunque mansueti, non mettete in fuga le anime, perché la mansuetudine è amore così come la povertà in spirito.

L'irruente è come un lampo che spaventa e il mansueto è come pioggia placida che penetra fino alle radici. La terra non germina tra le tempeste, il mare non si attraversa tra i marosi, il Cielo non si percorre tra i cicloni. Tutto quello che si fa di bene, in qualsiasi campo, è condito dalla mansuetudine. Non credete alle massime del mondo, credi al tuo Signore, poni la tua gloria nel farti amare anziché nel farti temere e fa che ogni amarezza versata in te sia dolcificata subito dalla tua carità. Ognuno deve fare di tutto per non turbare la pace altrui e per averla come tesoro.

Lettera di Giacomo - 3

"..13Chi tra voi è saggio e intelligente? Con la buona condotta mostri che le sue opere sono ispirate a mitezza e sapienza…"

Lettera di Giacomo - 1

"..5Se qualcuno di voi è privo di sapienza, la domandi a Dio, che dona a tutti con semplicità e senza condizioni, e gli sarà data…"

Storiella del don che ha come protagonista San Francesco d'Assisi: dei ladroni bussano al convento per chiedere da mangiare. Un frate li rimprovera aspramente per i loro crimini e li mandò via in malo modo. Sicchè quelli se ne andarono maledicendo il frate. San Francesco, saputa la cosa, disapprovò l'operato del suo confratello e gli ingiunse di prendere il cibo che i frati avevano ricevuto in elemosina, di mettersi in cammino fino a quando non avesse trovato la banda dei malfattori, chiedere loro perdono per la durezza del suo rimprovero e offrire loro da mangiare per amore di Cristo. Il frate obbedì e i ladroni, mentre mangiavano, si scoprirono così commossi da quell'accoglienza che uno dopo l'altro si pentirono del male fatto e tornarono a Dio. Come san Francesco ci ha visto lungo. L'amore conquista i cuori e non la durezza riporta i cuori al Signore.

MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO

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