Don Silvestro spiega i novissimi (Morte, Giudizio, inferno, Paradiso). Nello specifico in questo incontro tratta sulla coscienza
C'è un giudizio che anticipa il giudizio particolare? C'è un giudizio che mi dà la possibilità di rettificare il mio operato dato che il Giudizio Particolare darà un verdetto definitivo? Ho la possibilità in questa vita come andrà il mio giudizio? Un dono grandissimo della misericordia divina è sicuramente questo tipo di giudizio.
Tre rivelazioni private, di tre epoche storiche diverse.
A Santa Teresa d'Avila, Gesù dice: figlia, la luce è molto diversa dalle tenebre, Io sono fedele e nessuno si dannerà senza saperlo. // Quasi a dire che il giudizio particolare non sarà una sorpresa. Seconda rivelazione privata: Santa Faustina, dopo un'illuminazione particolare, ebbe una comprensione della divina misericordia, sarà dannata solo quell'anima che lo vorrà essa stessa, Iddio non condanna nessuno alla dannazione. Ultima rivelazione a San Pio che scrivendo al suo padre spirituale il 7 luglio 1913 parla di una rivelazione privata ricevuta da Gesù il quale gli ha detto: scrivi quello che ti dico perché tu non ti dimentichi. Io sono fedele, nessuna creatura si perderà senza saperlo.
GAUDIUM ET SPES al numero 16. Dignità della coscienza morale
Nell'intimo della coscienza l'uomo scopre una legge che non è lui a darsi, ma alla quale invece deve obbedire. Questa voce, che lo chiama sempre ad amare, a fare il bene e a fuggire il male, al momento opportuno risuona nell'intimità del cuore: fa questo, evita quest'altro. L'uomo ha in realtà una legge scritta da Dio dentro al cuore; obbedire è la dignità stessa dell'uomo, e secondo questa egli sarà giudicato (17). La coscienza è il nucleo più segreto e il sacrario dell'uomo, dove egli è solo con Dio, la cui voce risuona nell'intimità (18). Tramite la coscienza si fa conoscere in modo mirabile quella legge che trova il suo compimento nell'amore di Dio e del prossimo (19)….
La coscienza viene definita Voce di Dio, la cui voce risuona nell'intimità propria. E' quella legge che non è l'uomo a darsi ma alla quale sente il bisogno di obbedire.
Noi possiamo sapere, già ascoltando la voce della coscienza, quanto stiamo ascoltando la voce di Dio che parla in noi.
Lettera ai Romani - 2
"..14Quando i pagani, che non hanno la Legge, per natura agiscono secondo la Legge, essi, pur non avendo Legge, sono legge a se stessi. 15Essi dimostrano che quanto la Legge esige è scritto nei loro cuori, come risulta dalla testimonianza della loro coscienza e dai loro stessi ragionamenti, che ora li accusano ora li difendono. 16Così avverrà nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini, secondo il mio Vangelo, per mezzo di Cristo Gesù.."
Dio fa sentire la propria voce nel cuore dell'uomo. Io nella mia vita so quanta obbedienza do alla mia coscienza.
1777 "...Quando ascolta la coscienza morale, l'uomo prudente può sentire Dio che parla…" Catechismo della Chiesa Cattolica
Vedete che rilievo importante viene dato alla coscienza? Per questo san Giovanni poteva dire che se il nostro cuore non ci rimprovera nulla possiamo aver fiducia presso Dio.
1781 La coscienza permette di assumere la responsabilità degli atti compiuti. Se l'uomo commette il male, il retto giudizio della coscienza può rimanere in lui testimone della verità universale del bene e, al tempo stesso, della malizia della sua scelta particolare. La sentenza del giudizio di coscienza resta un pegno di speranza e di misericordia. Attestando la colpa commessa, richiama al perdono da chiedere, al bene da praticare ancora e alla virtù da coltivare incessantemente con la grazia di Dio: « Davanti a lui rassicureremo il nostro cuore, qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa » (1 Gv 3,19-20). (Catechismo della Chiesa Cattolica)
Quindi posso ancora chiedere perdono e posso ancora praticare la virtù e posso ancora migliorarmi. Santa Caterina da Siena scriveva che la coscienza raggiunge il suo grado sommo al momento della morte. Prima di morire la coscienza raggiunge un grado di consapevolezza maggiore. E Dio dice a Santa Caterina da Siena prima in riferimento a quelli che si dannano e poi a quelli che si salvano: per coloro che si dannano, essi appena giungono all'approssimarsi della morte, sotto questa perversa signoria - la signoria del demonio a cui volontariamente hanno voluto sottostare nella vita - non aspettano altro giudizio, ma da sé stessi sono giudicati nella loro stessa coscienza. E come disperati giungono all'eterna dannazione, con odio si stringono a sé l'inferno sull'estremo della morte. // Se il lume della coscienza, portato al suo grado più alto al momento della morte non è sopportato dal lume della fede, facilmente porta alla disperazione. Le anime dei colpevoli disperano, magari confidassero nella Misericordia di Dio. Per coloro che si salvano, per i giusti si aggiunge e quasi si sostituisce il Lume della fede che raggiungerà la perfezione somma tanto che i giusti che vissero in carità, quando viene l'estremo momento, vedono con l'occhio della fede e confidano nel Sangue dell'Agnello e lo abbracciano, stringendo Dio Sommo ed Eterno bene, così l'anima gusta la vita eterna prima di essere separata dal corpo. (riguardo a chi ha praticato la virtù con perfezione). Gli altri, coloro che non si troveranno in quella grande perfezione, quando giungerà quel momento, abbracciano la Divina Misericordia con quel Lume della Fede e della Speranza ritenendola il bene maggiore. In sintesi la dottrina di Santa Caterina da Siena, ognuno gusta in anticipo la propria sorte eterna. Lo gustano e lo posseggono prima di partire dal proprio corpo. // Nel suo giudizio Dio resta sempre colui che opera la Salvezza instancabilmente donata per tutti, ma l'amore di Dio rispetta integralmente la libertà della creatura anche quando essa si radica in un rifiuto definitivo. L'inferno non piomba addosso come una presunta ingiustizia, è l'uomo stesso che nelle proprie responsabilità se lo procura. Dio non ha mandato il Figlio per condannarlo ma perché si salvi, chi crede non è condannato ma chi non crede è condannato. Quindi il giudizio finale è già in atto, inizia già adesso nel corso della nostra esistenza e tale giudizio è pronunciato in ogni istante della nostra vita in ogni nostra scelta. Se noi ci chiudiamo all'amore di Gesù siamo noi stessi che ci condanniamo, la salvezza è aprirsi a Gesù. Se noi ci apriamo, Lui ci salva, se siamo peccatori (e lo siamo tutti) gli chiediamo perdono e se andiamo a Lui con la voglia di essere buoni, il Signore ci perdona. L'amore di Gesù è grande, più forte, misericordioso e perdona, ma tu devi pentirti, accusarti delle cose che non sono buone e che abbiamo fatto. Siamo noi che possiamo diventare giudici di noi stessi auto condannandoci all'esclusione della comunione con Dio e dei nostri fratelli. Vigiliamo sui nostri atteggiamenti e relazioni. Facciamo in modo che il nostro cuore si apra a Gesù e alla Sua Salvezza. E se chiediamo perdono per nostri peccati, Lui ci perdona.
Talvolta però la coscienza può essere cieca o erronea per ignoranza invincibile o per colpa nostra senza perdere però la sua dignità. Ma non si può dire quando l'uomo non si procura di cercare la verità e il bene. La coscienza può diventare quasi cieca a causa dell'abitudine del peccato. La coscienza retta è dove parla la voce di Dio.
La voce della coscienza non va assolutizzata perché:
1784 L'educazione della coscienza è un compito di tutta la vita. Fin dai primi anni essa dischiude al bambino la conoscenza e la pratica della legge interiore, riconosciuta dalla coscienza morale. Un'educazione prudente insegna la virtù; preserva o guarisce dalla paura, dall'egoismo e dall'orgoglio, dai sensi di colpa e dai moti di compiacenza, che nascono dalla debolezza e dagli sbagli umani. L'educazione della coscienza garantisce la libertà e genera la pace del cuore. (Catechismo della Chiesa Cattolica)
1785 Nella formazione della coscienza la Parola di Dio è la luce sul nostro cammino; la dobbiamo assimilare nella fede e nella preghiera e mettere in pratica. Dobbiamo anche esaminare la nostra coscienza rapportandoci alla croce del Signore. Siamo sorretti dai doni dello Spirito Santo, aiutati dalla testimonianza o dai consigli altrui, e guidati dall'insegnamento certo della Chiesa. (Catechismo della Chiesa Cattolica)
La coscienza va formata per tutto l'arco della nostra vita alla luce della Parola di Dio, con essa, va formata rapportando la nostra vita alla Croce del Signore, attraverso la preghiera, la testimonianza e i consigli altrui e va formata con gli insegnamenti della Chiesa. Quando non è formata può essere erronea. Se non è formata la coscienza è facilmente soggetta all'errore.
1791 Questa ignoranza spesso è imputabile alla responsabilità personale. Ciò avviene « quando l'uomo non si cura di cercare la verità e il bene, e quando la coscienza diventa quasi cieca in seguito all'abitudine del peccato ».77 In tali casi la persona è colpevole del male che commette. (Catechismo della Chiesa Cattolica)
In questo caso la coscienza diventa erronea per colpa mia. Il Santo Curato d'Ars diceva: noi siamo sicuri che perderà più anime questo solo peccato che tutti gli altri assieme, perché l'ignorante non sa né il male che fa né il bene che perde.
1792 All'origine delle deviazioni del giudizio nella condotta morale possono esserci la non conoscenza di Cristo e del suo Vangelo, i cattivi esempi dati dagli altri, la schiavitù delle passioni, la pretesa di una malintesa autonomia della coscienza, il rifiuto dell'autorità della Chiesa e del suo insegnamento, la mancanza di conversione e di carità.
Ciascuno deve valersi dei mezzi atti a formare la propria coscienza. (1798)
Io sono chiamato ad avvalermi di tutti i mezzi per formare la mia coscienza.
1793 Se — al contrario — l'ignoranza è invincibile, o il giudizio erroneo è senza responsabilità da parte del soggetto morale, il male commesso dalla persona non può esserle imputato. Nondimeno resta un male, una privazione, un disordine. È quindi necessario adoperarsi per correggere la coscienza morale dai suoi errori. (Catechismo della Chiesa Cattolica)
La coscienza dobbiamo coltivarla in noi. E' un dono che va formato e la coscienza può essere in errore se non è illuminata dalla fede.
1794 La coscienza buona e pura è illuminata dalla fede sincera. Infatti la carità « sgorga », ad un tempo, « da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede sincera » (1 Tm 1,5):78 « Quanto più prevale la coscienza retta, tanto più le persone e i gruppi sociali si allontanano dal cieco arbitrio e si sforzano di conformarsi alle norme oggettive della moralità ».
Può accadere che la sentenza finale non corrisponda alla voce della coscienza perché nel cuore dell'empio parla il peccato. Nel cuore del giusto parla Dio con la voce della coscienza, ma se essa non è formata e vivo nel peccato la voce di Dio è assordata. Quando si sceglie il peccato io metto a tacere la voce di Dio e in me non parla Dio ma il peccato.
MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO
C'è un giudizio che anticipa il giudizio particolare? C'è un giudizio che mi dà la possibilità di rettificare il mio operato dato che il Giudizio Particolare darà un verdetto definitivo? Ho la possibilità in questa vita come andrà il mio giudizio? Un dono grandissimo della misericordia divina è sicuramente questo tipo di giudizio.
Tre rivelazioni private, di tre epoche storiche diverse.
A Santa Teresa d'Avila, Gesù dice: figlia, la luce è molto diversa dalle tenebre, Io sono fedele e nessuno si dannerà senza saperlo. // Quasi a dire che il giudizio particolare non sarà una sorpresa. Seconda rivelazione privata: Santa Faustina, dopo un'illuminazione particolare, ebbe una comprensione della divina misericordia, sarà dannata solo quell'anima che lo vorrà essa stessa, Iddio non condanna nessuno alla dannazione. Ultima rivelazione a San Pio che scrivendo al suo padre spirituale il 7 luglio 1913 parla di una rivelazione privata ricevuta da Gesù il quale gli ha detto: scrivi quello che ti dico perché tu non ti dimentichi. Io sono fedele, nessuna creatura si perderà senza saperlo.
GAUDIUM ET SPES al numero 16. Dignità della coscienza morale
Nell'intimo della coscienza l'uomo scopre una legge che non è lui a darsi, ma alla quale invece deve obbedire. Questa voce, che lo chiama sempre ad amare, a fare il bene e a fuggire il male, al momento opportuno risuona nell'intimità del cuore: fa questo, evita quest'altro. L'uomo ha in realtà una legge scritta da Dio dentro al cuore; obbedire è la dignità stessa dell'uomo, e secondo questa egli sarà giudicato (17). La coscienza è il nucleo più segreto e il sacrario dell'uomo, dove egli è solo con Dio, la cui voce risuona nell'intimità (18). Tramite la coscienza si fa conoscere in modo mirabile quella legge che trova il suo compimento nell'amore di Dio e del prossimo (19)….
La coscienza viene definita Voce di Dio, la cui voce risuona nell'intimità propria. E' quella legge che non è l'uomo a darsi ma alla quale sente il bisogno di obbedire.
Noi possiamo sapere, già ascoltando la voce della coscienza, quanto stiamo ascoltando la voce di Dio che parla in noi.
Lettera ai Romani - 2
"..14Quando i pagani, che non hanno la Legge, per natura agiscono secondo la Legge, essi, pur non avendo Legge, sono legge a se stessi. 15Essi dimostrano che quanto la Legge esige è scritto nei loro cuori, come risulta dalla testimonianza della loro coscienza e dai loro stessi ragionamenti, che ora li accusano ora li difendono. 16Così avverrà nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini, secondo il mio Vangelo, per mezzo di Cristo Gesù.."
Dio fa sentire la propria voce nel cuore dell'uomo. Io nella mia vita so quanta obbedienza do alla mia coscienza.
1777 "...Quando ascolta la coscienza morale, l'uomo prudente può sentire Dio che parla…" Catechismo della Chiesa Cattolica
Vedete che rilievo importante viene dato alla coscienza? Per questo san Giovanni poteva dire che se il nostro cuore non ci rimprovera nulla possiamo aver fiducia presso Dio.
1781 La coscienza permette di assumere la responsabilità degli atti compiuti. Se l'uomo commette il male, il retto giudizio della coscienza può rimanere in lui testimone della verità universale del bene e, al tempo stesso, della malizia della sua scelta particolare. La sentenza del giudizio di coscienza resta un pegno di speranza e di misericordia. Attestando la colpa commessa, richiama al perdono da chiedere, al bene da praticare ancora e alla virtù da coltivare incessantemente con la grazia di Dio: « Davanti a lui rassicureremo il nostro cuore, qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa » (1 Gv 3,19-20). (Catechismo della Chiesa Cattolica)
Quindi posso ancora chiedere perdono e posso ancora praticare la virtù e posso ancora migliorarmi. Santa Caterina da Siena scriveva che la coscienza raggiunge il suo grado sommo al momento della morte. Prima di morire la coscienza raggiunge un grado di consapevolezza maggiore. E Dio dice a Santa Caterina da Siena prima in riferimento a quelli che si dannano e poi a quelli che si salvano: per coloro che si dannano, essi appena giungono all'approssimarsi della morte, sotto questa perversa signoria - la signoria del demonio a cui volontariamente hanno voluto sottostare nella vita - non aspettano altro giudizio, ma da sé stessi sono giudicati nella loro stessa coscienza. E come disperati giungono all'eterna dannazione, con odio si stringono a sé l'inferno sull'estremo della morte. // Se il lume della coscienza, portato al suo grado più alto al momento della morte non è sopportato dal lume della fede, facilmente porta alla disperazione. Le anime dei colpevoli disperano, magari confidassero nella Misericordia di Dio. Per coloro che si salvano, per i giusti si aggiunge e quasi si sostituisce il Lume della fede che raggiungerà la perfezione somma tanto che i giusti che vissero in carità, quando viene l'estremo momento, vedono con l'occhio della fede e confidano nel Sangue dell'Agnello e lo abbracciano, stringendo Dio Sommo ed Eterno bene, così l'anima gusta la vita eterna prima di essere separata dal corpo. (riguardo a chi ha praticato la virtù con perfezione). Gli altri, coloro che non si troveranno in quella grande perfezione, quando giungerà quel momento, abbracciano la Divina Misericordia con quel Lume della Fede e della Speranza ritenendola il bene maggiore. In sintesi la dottrina di Santa Caterina da Siena, ognuno gusta in anticipo la propria sorte eterna. Lo gustano e lo posseggono prima di partire dal proprio corpo. // Nel suo giudizio Dio resta sempre colui che opera la Salvezza instancabilmente donata per tutti, ma l'amore di Dio rispetta integralmente la libertà della creatura anche quando essa si radica in un rifiuto definitivo. L'inferno non piomba addosso come una presunta ingiustizia, è l'uomo stesso che nelle proprie responsabilità se lo procura. Dio non ha mandato il Figlio per condannarlo ma perché si salvi, chi crede non è condannato ma chi non crede è condannato. Quindi il giudizio finale è già in atto, inizia già adesso nel corso della nostra esistenza e tale giudizio è pronunciato in ogni istante della nostra vita in ogni nostra scelta. Se noi ci chiudiamo all'amore di Gesù siamo noi stessi che ci condanniamo, la salvezza è aprirsi a Gesù. Se noi ci apriamo, Lui ci salva, se siamo peccatori (e lo siamo tutti) gli chiediamo perdono e se andiamo a Lui con la voglia di essere buoni, il Signore ci perdona. L'amore di Gesù è grande, più forte, misericordioso e perdona, ma tu devi pentirti, accusarti delle cose che non sono buone e che abbiamo fatto. Siamo noi che possiamo diventare giudici di noi stessi auto condannandoci all'esclusione della comunione con Dio e dei nostri fratelli. Vigiliamo sui nostri atteggiamenti e relazioni. Facciamo in modo che il nostro cuore si apra a Gesù e alla Sua Salvezza. E se chiediamo perdono per nostri peccati, Lui ci perdona.
Talvolta però la coscienza può essere cieca o erronea per ignoranza invincibile o per colpa nostra senza perdere però la sua dignità. Ma non si può dire quando l'uomo non si procura di cercare la verità e il bene. La coscienza può diventare quasi cieca a causa dell'abitudine del peccato. La coscienza retta è dove parla la voce di Dio.
La voce della coscienza non va assolutizzata perché:
1784 L'educazione della coscienza è un compito di tutta la vita. Fin dai primi anni essa dischiude al bambino la conoscenza e la pratica della legge interiore, riconosciuta dalla coscienza morale. Un'educazione prudente insegna la virtù; preserva o guarisce dalla paura, dall'egoismo e dall'orgoglio, dai sensi di colpa e dai moti di compiacenza, che nascono dalla debolezza e dagli sbagli umani. L'educazione della coscienza garantisce la libertà e genera la pace del cuore. (Catechismo della Chiesa Cattolica)
1785 Nella formazione della coscienza la Parola di Dio è la luce sul nostro cammino; la dobbiamo assimilare nella fede e nella preghiera e mettere in pratica. Dobbiamo anche esaminare la nostra coscienza rapportandoci alla croce del Signore. Siamo sorretti dai doni dello Spirito Santo, aiutati dalla testimonianza o dai consigli altrui, e guidati dall'insegnamento certo della Chiesa. (Catechismo della Chiesa Cattolica)
La coscienza va formata per tutto l'arco della nostra vita alla luce della Parola di Dio, con essa, va formata rapportando la nostra vita alla Croce del Signore, attraverso la preghiera, la testimonianza e i consigli altrui e va formata con gli insegnamenti della Chiesa. Quando non è formata può essere erronea. Se non è formata la coscienza è facilmente soggetta all'errore.
1791 Questa ignoranza spesso è imputabile alla responsabilità personale. Ciò avviene « quando l'uomo non si cura di cercare la verità e il bene, e quando la coscienza diventa quasi cieca in seguito all'abitudine del peccato ».77 In tali casi la persona è colpevole del male che commette. (Catechismo della Chiesa Cattolica)
In questo caso la coscienza diventa erronea per colpa mia. Il Santo Curato d'Ars diceva: noi siamo sicuri che perderà più anime questo solo peccato che tutti gli altri assieme, perché l'ignorante non sa né il male che fa né il bene che perde.
1792 All'origine delle deviazioni del giudizio nella condotta morale possono esserci la non conoscenza di Cristo e del suo Vangelo, i cattivi esempi dati dagli altri, la schiavitù delle passioni, la pretesa di una malintesa autonomia della coscienza, il rifiuto dell'autorità della Chiesa e del suo insegnamento, la mancanza di conversione e di carità.
Ciascuno deve valersi dei mezzi atti a formare la propria coscienza. (1798)
Io sono chiamato ad avvalermi di tutti i mezzi per formare la mia coscienza.
1793 Se — al contrario — l'ignoranza è invincibile, o il giudizio erroneo è senza responsabilità da parte del soggetto morale, il male commesso dalla persona non può esserle imputato. Nondimeno resta un male, una privazione, un disordine. È quindi necessario adoperarsi per correggere la coscienza morale dai suoi errori. (Catechismo della Chiesa Cattolica)
La coscienza dobbiamo coltivarla in noi. E' un dono che va formato e la coscienza può essere in errore se non è illuminata dalla fede.
1794 La coscienza buona e pura è illuminata dalla fede sincera. Infatti la carità « sgorga », ad un tempo, « da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede sincera » (1 Tm 1,5):78 « Quanto più prevale la coscienza retta, tanto più le persone e i gruppi sociali si allontanano dal cieco arbitrio e si sforzano di conformarsi alle norme oggettive della moralità ».
Può accadere che la sentenza finale non corrisponda alla voce della coscienza perché nel cuore dell'empio parla il peccato. Nel cuore del giusto parla Dio con la voce della coscienza, ma se essa non è formata e vivo nel peccato la voce di Dio è assordata. Quando si sceglie il peccato io metto a tacere la voce di Dio e in me non parla Dio ma il peccato.
MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO
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