Don Silvestro spiega i novissimi (Morte, Giudizio, inferno, Paradiso). Nello specifico in questo incontro apre la questione sulla fede che salva specificando quale essa sia
Le volte scorse abbiamo affrontato la questione dei meriti. Oggi ci chiederemo: ci sarà un giudizio con degli sconti? I cristiani avranno sconti di pena per il fatto che sono stati cristiani? I cristiani sono coloro che hanno creduto in Gesù e hanno fatto uso dei suoi sacramenti.
Il Papa Emerito Benedetto 16, circa una sua considerazione sugli abusi nell'arcidiocesi di Monaco e Frisinga ebbe a dire (tre le altre cose, l'8 febbraio 2022) dice (alla fine):
"....Ben presto mi troverò di fronte al giudice ultimo della mia vita. Anche se nel guardare indietro alla mia lunga vita posso avere tanto motivo di spavento e paura, sono comunque con l’animo lieto perché confido fermamente che il Signore non è solo il giudice giusto, ma al contempo l’amico e il fratello che ha già patito egli stesso le mie insufficienze e perciò, in quanto giudice, è al contempo mio avvocato (Paraclito). In vista dell’ora del giudizio mi diviene così chiara la grazia dell’essere cristiano. L’essere cristiano mi dona la conoscenza, di più, l’amicizia con il giudice della mia vita e mi consente di attraversare con fiducia la porta oscura della morte. In proposito mi ritorna di continuo in mente quello che Giovanni racconta all’inizio dell’Apocalisse: egli vede il Figlio dell’uomo in tutta la sua grandezza e cade ai suoi piedi come morto. Ma Egli, posando su di lui la destra, gli dice: “Non temere! Sono io...” (cfr. Ap 1,12-17).
Sembra che la pena dei cristiani venga abbreviata dalla Divina Misericordia
Vangelo secondo Marco - 16
"..16Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato…"
Vangelo secondo Giovanni - 11
"..25Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 26chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?».
Vangelo secondo Giovanni - 5
"..24In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.."
Da queste citazioni sembrerebbe chi crede in Gesù abbia dei condoni nel momento del giudizio. Tutti i cristiani dovranno essere salvati e si salveranno
Vangelo secondo Giovanni - 6
"..54Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno…"
Da queste affermazioni sembrerebbe che tutti i cristiani si salvino. San Tommaso d'Aquino affronta così la questione:
Prima lettera ai Corinzi - 6
"..9Non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non illudetevi: né immorali, né idolatri, né adùlteri, né depravati, né sodomiti…"
San Tommaso argomenta: non tutti i cristiani sono giusti, alcuni di loro sono iniqui e quindi alcuni di loro saranno puniti eternamente. San Tommaso risponde a questa questione in maniera più estesa: ci furono alcuni - come riferisce Sant'Agostino - i quali promisero il condono della pena eterna non a tutti gli uomini ma ai soli cristiani. Però essi si divisero in diverse opinioni, alcuni affermarono che chiunque abbia ricevuto i sacramenti della fede sarebbe immune dalla pena eterna. Ma questo è contrario alla Verità. Perché alcuni, pur avendoli ricevuti, non hanno la fede senza la quale è impossibile piacere a Dio. Altri affermarono che saranno immuni dalla pena eterna coloro che hanno ricevuto i sacramenti della fede e professato la fede cattolica, ma alcuni professano la fede cattolica e poi la perdono. E questi non sono certi degni di una pena piccola ma più grave perché come dice San Pietro: sarebbe stato meglio per loro non conoscere la via della Verità piuttosto che abbandonarla dopo averla conosciuta. Altri affermano che saranno immuni dalla pena eterna solo coloro che professarono la fede cattolica fino alla fine della loro vita per quanto siano immersi in altri delitti. Ma questa ultima affermazione è manifestamente contrario alla Sacra Scrittura perché San Giacomo dichiara: la fede senza le opere è morta. E nel Vangelo si legge che Gesù ha detto: non chiunque dice: Signore Signore entrerà nel Regno dei Cieli ma chi farà la Volontà del Padre si salverà e la Scrittura minaccia la pena eterna a coloro che peccano.
Chi si salverà? Coloro che hanno ricevuto i sacramenti della fede? Ma alcuni di loro non hanno la fede? No. Allora chi si salverà? Si salveranno coloro che avranno ricevuto i sacramenti della fede e avranno professato la fede - ma alcuni di loro non rimarranno fedeli fino alla fine - e allora chi si salverà? Chi avrà ricevuto i sacramenti della fede e avrà perseverato fino alla fine pur restando in altri delitti? Ma San Tommaso d'Aquino risponde che nemmeno questi si salveranno. Ma come risolviamo la questione? Nei passi che abbiamo letto nei Vangeli, il Signore parla della fede formata. San Tommaso d'Aquino distingue la fede informe cioè quella che si limita a credere e la fede formata che è quella fede che opera nella carità. Così che, morendo in essa, chiunque sarà salvo. Questo tipo di fede formata esclude il peccato mortale. La fede formata è incompatibile con qualsiasi forma di peccato, quindi si salveranno coloro che hanno una fede formata - che opera nella carità.
Se non rimarrete fedeli a Dio non sarete saldi. Se crediamo davvero, resteremo saldi, non cadremo e non peccheremo e non falliremo nella nostra vita. Questa è la fede formata che ci salva. La fede informe è una fede a livello germinale ma per portarci alla salvezza è necessario che cresca. L'iter di crescita della fede è: mettete ogni impegno per aggiungere alla vostra fede la virtù, alla virtù la conoscenza, alla conoscenza la temperanza e alla temperanza alla pazienza e alla pietà, all'amore fraterno la carità. La fede giunge alla maturità quando giunge all'opera Carità. La fede trasforma la persona intera, questa è la fede che salva. Se io avessi il dono della profezia, il dono della conoscenza dei misteri, se avessi la fede ecc.. ma non avessi la carità non sarei nulla. La fede che opera per mezzo della carità. La fede informe non giova alla salvezza. La sola fede non serve, anche i demoni credono e tremano. Occorrono le opere. Tutti noi crediamo nel Padre, nel Figlio, ecc... ma questa è una fede immobile e non operosa, quello che vale è l'operosità che viene dalla fede o la fede che si rende operosa nella carità. L'elemosina è lo staccarsi dall'idolatria del denaro e dalla dittatura dei soldi. Ogni cupidigia ci allontana da Gesù Cristo. Quando la conversione arriva alle tasche è sicura (Papa Francesco commentando la conversione di Zaccheo). Cristiani, di cuore siamo tutti, e anche di anima ma cristiani di tasche siamo in pochi. Ma la conversione è qua. Anche Papa Francesco la fede che opera attraverso la carità. Il filosofo Kirkegard distingueva tra cristiani ammiratori ed imitatori: i cristiani ammiratori sono i seguaci di una dottrina, i cristiani imitatori sono seguaci di un modello di vita. Si parla di fede informe e di fede formata, di fede immobile e di fede operosa, si parla di ammiratori ed imitatori. La fede che conduce alla salvezza è una fede che si traduce in opere.
La fede parziale o fede totale. Papa Francesco il 10 gennaio 2014 ebbe a dire: la fede è confessare Dio ma il Dio che si è rivelato a noi, il Dio della Storia e questo è quello che noi tutti recitiamo nel Credo. Alcuni però recitano con il cuore ed altri come pappagalli. Io credo in quello che dico? La fede la devo custodirla tutta. Avere fede nel Signore è un cambiamento che coinvolge la vita e tutto noi stessi: pensieri, sentimenti, corporeità, relazioni umane ecc.. e si rivela con chiarezza il nostro destino futuro. Le fede non è un semplice assenso intellettuale dell'uomo sulle verità di Dio ma è un'atto in cui mi affido liberamente ad un Dio che è un Padre che mi ama. La fede è quella realtà che mi cambia la vita e io non sono più quello che ero, perché diversa è la vita di chi crede e non crede.
Lettera ai Gàlati - 5
"..6Perché in Cristo Gesù non è la circoncisione che vale o la non circoncisione, ma la fede che si rende operosa per mezzo della carità…"
Lettera a Tito - 3
"..8Questa parola è degna di fede e perciò voglio che tu insista su queste cose, perché coloro che credono a Dio si sforzino di distinguersi nel fare il bene. Queste cose sono buone e utili agli uomini…"
Prima lettera di Giovanni - 2
".. 4Chi dice: «Lo conosco», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e in lui non c’è la verità.."
Lettera di Giacomo - 2
"..14A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede, ma non ha le opere? Quella fede può forse salvarlo? 15Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano 16e uno di voi dice loro: «Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi», ma non date loro il necessario per il corpo, a che cosa serve? 17Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta. 18Al contrario uno potrebbe dire: «Tu hai la fede e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede». 19Tu credi che c’è un Dio solo? Fai bene; anche i demòni lo credono e tremano! 20Insensato, vuoi capire che la fede senza le opere non ha valore? 21Abramo, nostro padre, non fu forse giustificato per le sue opere, quando offrì Isacco, suo figlio, sull’altare? 22Vedi: la fede agiva insieme alle opere di lui, e per le opere la fede divenne perfetta. 23E si compì la Scrittura che dice: Abramo credette a Dio e gli fu accreditato come giustizia, ed egli fu chiamato amico di Dio. 24Vedete: l’uomo è giustificato per le opere e non soltanto per la fede. 25Così anche Raab, la prostituta, non fu forse giustificata per le opere, perché aveva dato ospitalità agli esploratori e li aveva fatti ripartire per un’altra strada? 26Infatti come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta.…"
Circa la fede formata.
San Giacomo dimostra che la fede è soggetta ad un perfezionamento. Per la salvezza non è sufficiente una fede in stadio germinale. Il Concilio Vaticano Secondo parla di fede viva (per dire fede formata). Il Concilio di Trento sulla giustificazione afferma: infatti la fede senza la speranza e la carità non unisce perfettamente a Cristo e al suo corpo. La fede senza la opere è morta ed inutile. Può esserci la fede intellettuale e fede di vita. la fede ammiratoria e la fede imitatoria. La fede viva e la fede morta. Tante distinzioni per dire che non è concepibile una fede che non diventa vita. Una conoscenza che non diventa vita è più una condanna che un vantaggio. Gesù, rispondendo ai Farisei dirà: se foste ciechi non avreste nessun peccato, ma siccome dite: noi vediamo, il vostro peccato rimane.
Un breve racconto: un giorno un'uomo si stava dirigendo in pellegrinaggio verso un paese lontano, quando un giorno s'incamminava solitario verso il luogo di destinazione s'imbattè presso la riva di un fiume e non sapendo come attraversare le sue profonde acque, notò poco distante un barcaiolo che con la sua piccola imbarcazione, trasportava i passanti da una riva all'altra del fiume. Dopo essersi informato del prezzo del proprio trasporto si accomodò sulla barca. Mentre si trovavano alla metà del percorso, il pellegrino notò che i remi della barca avevano inciso a grande carattere: il primo remo portava la scritta Fede mentre il secondo Opere. L'uomo, mosso da curiosità chiese al barcaiolo quale fosse il significato di tali incisioni e senza dire parole: il barcaiolo tirò su il remo con la scritta opere e remando solo con un remo la barca iniziò a girare su se stessa. Poi fece il cambio. E anche questa volta la barca girò su se stessa. Sotto lo sguardo attento del pellegrino il barcaiolo fece scendere i due remi e la barca prese la strada giusta per riprendere il suo viaggio e raggiungere la sua destinazione. E il pellegrino capì.
MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO
Le volte scorse abbiamo affrontato la questione dei meriti. Oggi ci chiederemo: ci sarà un giudizio con degli sconti? I cristiani avranno sconti di pena per il fatto che sono stati cristiani? I cristiani sono coloro che hanno creduto in Gesù e hanno fatto uso dei suoi sacramenti.
Il Papa Emerito Benedetto 16, circa una sua considerazione sugli abusi nell'arcidiocesi di Monaco e Frisinga ebbe a dire (tre le altre cose, l'8 febbraio 2022) dice (alla fine):
"....Ben presto mi troverò di fronte al giudice ultimo della mia vita. Anche se nel guardare indietro alla mia lunga vita posso avere tanto motivo di spavento e paura, sono comunque con l’animo lieto perché confido fermamente che il Signore non è solo il giudice giusto, ma al contempo l’amico e il fratello che ha già patito egli stesso le mie insufficienze e perciò, in quanto giudice, è al contempo mio avvocato (Paraclito). In vista dell’ora del giudizio mi diviene così chiara la grazia dell’essere cristiano. L’essere cristiano mi dona la conoscenza, di più, l’amicizia con il giudice della mia vita e mi consente di attraversare con fiducia la porta oscura della morte. In proposito mi ritorna di continuo in mente quello che Giovanni racconta all’inizio dell’Apocalisse: egli vede il Figlio dell’uomo in tutta la sua grandezza e cade ai suoi piedi come morto. Ma Egli, posando su di lui la destra, gli dice: “Non temere! Sono io...” (cfr. Ap 1,12-17).
Sembra che la pena dei cristiani venga abbreviata dalla Divina Misericordia
Vangelo secondo Marco - 16
"..16Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato…"
Vangelo secondo Giovanni - 11
"..25Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 26chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?».
Vangelo secondo Giovanni - 5
"..24In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.."
Da queste citazioni sembrerebbe chi crede in Gesù abbia dei condoni nel momento del giudizio. Tutti i cristiani dovranno essere salvati e si salveranno
Vangelo secondo Giovanni - 6
"..54Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno…"
Da queste affermazioni sembrerebbe che tutti i cristiani si salvino. San Tommaso d'Aquino affronta così la questione:
Prima lettera ai Corinzi - 6
"..9Non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non illudetevi: né immorali, né idolatri, né adùlteri, né depravati, né sodomiti…"
San Tommaso argomenta: non tutti i cristiani sono giusti, alcuni di loro sono iniqui e quindi alcuni di loro saranno puniti eternamente. San Tommaso risponde a questa questione in maniera più estesa: ci furono alcuni - come riferisce Sant'Agostino - i quali promisero il condono della pena eterna non a tutti gli uomini ma ai soli cristiani. Però essi si divisero in diverse opinioni, alcuni affermarono che chiunque abbia ricevuto i sacramenti della fede sarebbe immune dalla pena eterna. Ma questo è contrario alla Verità. Perché alcuni, pur avendoli ricevuti, non hanno la fede senza la quale è impossibile piacere a Dio. Altri affermarono che saranno immuni dalla pena eterna coloro che hanno ricevuto i sacramenti della fede e professato la fede cattolica, ma alcuni professano la fede cattolica e poi la perdono. E questi non sono certi degni di una pena piccola ma più grave perché come dice San Pietro: sarebbe stato meglio per loro non conoscere la via della Verità piuttosto che abbandonarla dopo averla conosciuta. Altri affermano che saranno immuni dalla pena eterna solo coloro che professarono la fede cattolica fino alla fine della loro vita per quanto siano immersi in altri delitti. Ma questa ultima affermazione è manifestamente contrario alla Sacra Scrittura perché San Giacomo dichiara: la fede senza le opere è morta. E nel Vangelo si legge che Gesù ha detto: non chiunque dice: Signore Signore entrerà nel Regno dei Cieli ma chi farà la Volontà del Padre si salverà e la Scrittura minaccia la pena eterna a coloro che peccano.
Chi si salverà? Coloro che hanno ricevuto i sacramenti della fede? Ma alcuni di loro non hanno la fede? No. Allora chi si salverà? Si salveranno coloro che avranno ricevuto i sacramenti della fede e avranno professato la fede - ma alcuni di loro non rimarranno fedeli fino alla fine - e allora chi si salverà? Chi avrà ricevuto i sacramenti della fede e avrà perseverato fino alla fine pur restando in altri delitti? Ma San Tommaso d'Aquino risponde che nemmeno questi si salveranno. Ma come risolviamo la questione? Nei passi che abbiamo letto nei Vangeli, il Signore parla della fede formata. San Tommaso d'Aquino distingue la fede informe cioè quella che si limita a credere e la fede formata che è quella fede che opera nella carità. Così che, morendo in essa, chiunque sarà salvo. Questo tipo di fede formata esclude il peccato mortale. La fede formata è incompatibile con qualsiasi forma di peccato, quindi si salveranno coloro che hanno una fede formata - che opera nella carità.
Se non rimarrete fedeli a Dio non sarete saldi. Se crediamo davvero, resteremo saldi, non cadremo e non peccheremo e non falliremo nella nostra vita. Questa è la fede formata che ci salva. La fede informe è una fede a livello germinale ma per portarci alla salvezza è necessario che cresca. L'iter di crescita della fede è: mettete ogni impegno per aggiungere alla vostra fede la virtù, alla virtù la conoscenza, alla conoscenza la temperanza e alla temperanza alla pazienza e alla pietà, all'amore fraterno la carità. La fede giunge alla maturità quando giunge all'opera Carità. La fede trasforma la persona intera, questa è la fede che salva. Se io avessi il dono della profezia, il dono della conoscenza dei misteri, se avessi la fede ecc.. ma non avessi la carità non sarei nulla. La fede che opera per mezzo della carità. La fede informe non giova alla salvezza. La sola fede non serve, anche i demoni credono e tremano. Occorrono le opere. Tutti noi crediamo nel Padre, nel Figlio, ecc... ma questa è una fede immobile e non operosa, quello che vale è l'operosità che viene dalla fede o la fede che si rende operosa nella carità. L'elemosina è lo staccarsi dall'idolatria del denaro e dalla dittatura dei soldi. Ogni cupidigia ci allontana da Gesù Cristo. Quando la conversione arriva alle tasche è sicura (Papa Francesco commentando la conversione di Zaccheo). Cristiani, di cuore siamo tutti, e anche di anima ma cristiani di tasche siamo in pochi. Ma la conversione è qua. Anche Papa Francesco la fede che opera attraverso la carità. Il filosofo Kirkegard distingueva tra cristiani ammiratori ed imitatori: i cristiani ammiratori sono i seguaci di una dottrina, i cristiani imitatori sono seguaci di un modello di vita. Si parla di fede informe e di fede formata, di fede immobile e di fede operosa, si parla di ammiratori ed imitatori. La fede che conduce alla salvezza è una fede che si traduce in opere.
La fede parziale o fede totale. Papa Francesco il 10 gennaio 2014 ebbe a dire: la fede è confessare Dio ma il Dio che si è rivelato a noi, il Dio della Storia e questo è quello che noi tutti recitiamo nel Credo. Alcuni però recitano con il cuore ed altri come pappagalli. Io credo in quello che dico? La fede la devo custodirla tutta. Avere fede nel Signore è un cambiamento che coinvolge la vita e tutto noi stessi: pensieri, sentimenti, corporeità, relazioni umane ecc.. e si rivela con chiarezza il nostro destino futuro. Le fede non è un semplice assenso intellettuale dell'uomo sulle verità di Dio ma è un'atto in cui mi affido liberamente ad un Dio che è un Padre che mi ama. La fede è quella realtà che mi cambia la vita e io non sono più quello che ero, perché diversa è la vita di chi crede e non crede.
Lettera ai Gàlati - 5
"..6Perché in Cristo Gesù non è la circoncisione che vale o la non circoncisione, ma la fede che si rende operosa per mezzo della carità…"
Lettera a Tito - 3
"..8Questa parola è degna di fede e perciò voglio che tu insista su queste cose, perché coloro che credono a Dio si sforzino di distinguersi nel fare il bene. Queste cose sono buone e utili agli uomini…"
Prima lettera di Giovanni - 2
".. 4Chi dice: «Lo conosco», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e in lui non c’è la verità.."
Lettera di Giacomo - 2
"..14A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede, ma non ha le opere? Quella fede può forse salvarlo? 15Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano 16e uno di voi dice loro: «Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi», ma non date loro il necessario per il corpo, a che cosa serve? 17Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta. 18Al contrario uno potrebbe dire: «Tu hai la fede e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede». 19Tu credi che c’è un Dio solo? Fai bene; anche i demòni lo credono e tremano! 20Insensato, vuoi capire che la fede senza le opere non ha valore? 21Abramo, nostro padre, non fu forse giustificato per le sue opere, quando offrì Isacco, suo figlio, sull’altare? 22Vedi: la fede agiva insieme alle opere di lui, e per le opere la fede divenne perfetta. 23E si compì la Scrittura che dice: Abramo credette a Dio e gli fu accreditato come giustizia, ed egli fu chiamato amico di Dio. 24Vedete: l’uomo è giustificato per le opere e non soltanto per la fede. 25Così anche Raab, la prostituta, non fu forse giustificata per le opere, perché aveva dato ospitalità agli esploratori e li aveva fatti ripartire per un’altra strada? 26Infatti come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta.…"
Circa la fede formata.
San Giacomo dimostra che la fede è soggetta ad un perfezionamento. Per la salvezza non è sufficiente una fede in stadio germinale. Il Concilio Vaticano Secondo parla di fede viva (per dire fede formata). Il Concilio di Trento sulla giustificazione afferma: infatti la fede senza la speranza e la carità non unisce perfettamente a Cristo e al suo corpo. La fede senza la opere è morta ed inutile. Può esserci la fede intellettuale e fede di vita. la fede ammiratoria e la fede imitatoria. La fede viva e la fede morta. Tante distinzioni per dire che non è concepibile una fede che non diventa vita. Una conoscenza che non diventa vita è più una condanna che un vantaggio. Gesù, rispondendo ai Farisei dirà: se foste ciechi non avreste nessun peccato, ma siccome dite: noi vediamo, il vostro peccato rimane.
Un breve racconto: un giorno un'uomo si stava dirigendo in pellegrinaggio verso un paese lontano, quando un giorno s'incamminava solitario verso il luogo di destinazione s'imbattè presso la riva di un fiume e non sapendo come attraversare le sue profonde acque, notò poco distante un barcaiolo che con la sua piccola imbarcazione, trasportava i passanti da una riva all'altra del fiume. Dopo essersi informato del prezzo del proprio trasporto si accomodò sulla barca. Mentre si trovavano alla metà del percorso, il pellegrino notò che i remi della barca avevano inciso a grande carattere: il primo remo portava la scritta Fede mentre il secondo Opere. L'uomo, mosso da curiosità chiese al barcaiolo quale fosse il significato di tali incisioni e senza dire parole: il barcaiolo tirò su il remo con la scritta opere e remando solo con un remo la barca iniziò a girare su se stessa. Poi fece il cambio. E anche questa volta la barca girò su se stessa. Sotto lo sguardo attento del pellegrino il barcaiolo fece scendere i due remi e la barca prese la strada giusta per riprendere il suo viaggio e raggiungere la sua destinazione. E il pellegrino capì.
MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO
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