Don Silvestro spiega i novissimi (Morte, Giudizio, inferno, Paradiso). Nello specifico in questo incontro chiude la questione sulla fede che salva trattando in miniera particolare i sacramenti e la salvezza ad essi associata
Come i sacramenti ci salvano? Noi sappiamo che Cristo ha sempre unito i sacramenti alla salvezza. Ma quindi basta assumere i sacramenti per essere salvati?
Vangelo secondo Giovanni - 6
"..54Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno…"
Ma possiamo dire, questo cibo e questa bevanda, sono comuni a tutti i cristiani, ma quindi tutti i cristiani dovranno salvarci? Nel ricevere l'Eucarestia, assumiamo Gesù che è il Vero Dio e la vita eterna, quindi chi riceve Dio, riceve Dio ha la vita eterna. Dio e la vita eterna sono una cosa sola. Gesù aveva detto che se non mangeremo la carne del Figlio dell'Uomo e non berremo il suo Sangue non avremo la vita eterna. Essendo un cibo non solo corporale ma anche spirituale, va assunto non solo corporalmente ma anche spiritualmente. San Tommaso d'Aquino osservava: ha la vita eterna non solo chi lo mangia e lo beve nella sua esteriorità ma anche spiritualmente. Significa chi mangia e ne beve spiritualmente chi giunge alla realtà del sacramento. Quindi che cos'è la realtà del sacramento? IL Cristo nella sua integrità contenuto nelle specie del pane e del vino, assumere questo sacramento spiritualmente significa mangiare e bere il Corpo di Cristo chi a Lui si unisce con la fede e la carità per trasformarsi in Lui e diventare membro di Lui. L'assunzione di questo cibo deve avvenire in maniera completa sia sacramentalmente che spiritualmente. Sono consapevole che quando mi accosto al sacramento io sto per ricevere Cristo nella sua Integrità? Prima della comunione, il sacerdote dice questo è il Corpo di Cristo e il fedele deve rispondere Amen, perché in quell'amen è detto: lo credo, lo so e sono consapevole di quello che sto per fare, so che sto per ricevere Cristo nella sua integrità. Questo sacramento io lo ricevo con amore e faccio sì che questo sacramento diventi vita della mia vita, una vita che si traduca in amore verso il mio prossimo. Io ricevo questo sacramento per trasformarmi in Lui e diventare membro di Lui. Questo cibo è in grado di trasformare l'uomo per farlo vivere divinamente, cioè di vivere con gli insegnamenti di Dio, come Cristo ci ha insegnato.
"..55Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. 56Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. 57Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. 58Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».."
Sant'Agostino spiega questi passi dicendo: finalmente il Signore spiega in ciò che consista mangiare il suo Corpo e bere il Suo Sangue. // Questo dimorare di noi in Cristo e viceversa deve avvenire anche spiritualmente non solo corporalmente. Quindi anche se faccio la comunione non faccio la comunione, se io sono in peccato mortale e ricevo la comunione in questo stato non faccio la comunione con Lui. Se dopo averla ricevuto la comunione cado in peccato mortale non sono più in comunione con Dio. E non essendo più in comunione con Dio, non sono più in comunione con la vita eterna. Quindi ho perduto la vita eterna pur essendo comunicato con Dio. San Giustino diceva: questo cibo è chiamato Eucarestia e a nessuno è lecito parteciparne se non a chi crede che i nostri insegnamenti sono veri, si è purificato dai propri peccati e vive come Cristo ha insegnato. // Cosa deve fare il fedele per ricevere spiritualmente Cristo in sé? 1) Credere che Colui che sto per ricevere è Dio nel suo Corpo, Anima e Divinità. Il sacramento va accompagnato con fede. 2) Purificato con il lavacro dai miei peccati (il battesimo) e della rigenerazione (confessione). Quindi ricevo questo sacramento in Grazia di Dio. 3) Si vive come il Cristo ci ha insegnato. Lo scopo della comunione è vivere alla maniera divina, come Cristo ci ha insegnato e seguendo i suoi insegnamenti. Quando mi comunico devo comunicarmi con questo desiderio nel cuore, cioè vivere come Cristo ci ha insegnato. Da me solo non ce la faccio, ma con Lui ce la faccio.
1384 Il Signore ci rivolge un invito pressante a riceverlo nel sacramento dell'Eucaristia: « In verità, in verità vi dico: se non mangiate la Carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo Sangue, non avrete in voi la vita » (Gv 6,53). (catechismo della Chiesa Cattolica)
1385 Per rispondere a questo invito dobbiamo prepararci a questo momento così grande e così santo. San Paolo esorta a un esame di coscienza: « Chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore. Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna » (1 Cor 11,27-29). Chi è consapevole di aver commesso un peccato grave, deve ricevere il sacramento della Riconciliazione prima di accedere alla Comunione. (catechismo della Chiesa Cattolica)
Vedete come il catechismo ci spiega la modalità per ricevere questo sacramento sia corporalmente che spiritualmente e come ricevere questo sacramento solo corporalmente è più un danno che un guadagno. Mangia e beve la propria condanna, dice il catechismo.
Quindi, cosa devo fare per ricevere bene questo sacramento anche spiritualmente?
Bisogna prepararsi, arrivare alla Messa prima che inizi per prepararsi a ricevere questo sacramento. Ci vuole prima di tutto un'esame di coscienza, ci vuole consapevolezza, devo sapere quello che vado a fare quando ricevo questo sacramento.
« In verità, in verità vi dico: se non mangiate la Carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo Sangue, non avrete in voi la vita » (Gv 6,53)
Queste parole non vanno applicati a tutti coloro che lo mangiano solo corporalmente e che assumendolo magari in modo indegno. Ma il Signore parla di coloro che lo mangiano spiritualmente e vengono incorporati a Lui con la Carità. Di conseguenza quanto alla virtù del sacramento esso introduce alla vita eterna ma uno può esserne privato a causa del peccato che ha commesso. Non è così automatico, mangio del Corpo di Cristo e ho la vita eterna. Se prima o dopo c'è di mezzo il peccato perdo la comunione con Lui. Per questo San Tommaso d'Aquino diceva che alla comunione vanno i Giusti e gli empi, ma diversa ne è la sorte. Nella stessa comunione gli effetti sono diversi: vita ai buoni e morte agli empi. Diverso è l'esito. Nel libro del profeta Geremia, il profeta dice: voi confidate in parole false e ciò non vi gioverà, rubare, uccidere, commettere adulterio, seguire altri dei, ecc.. poi venite alla presenza di Dio e dite: siamo salvi, per poi compiere questi abomini. Quando manca la comunione con gli insegnamenti con il Signore, manca la comunione con Lui.
“Voi non partecipate alla Messa come dovreste. Se sapeste quale grazia e quale dono ricevete nell’eucaristia, vi preparereste ogni giorno per almeno un’ora. Dovreste anche confessarvi una volta al mese. Sarebbe necessario in parrocchia dedicare alla riconciliazione tre giorni al mese: il primo venerdì e il sabato e la domenica successivi”.
15 Ottobre 1983 Medjugorje
Vedete come la tematica della preparazione e del ricevere in grazia questo sacramento ritorna?
LUMEN GENTIUM
"..Non si salva, però, anche se incorporato alla Chiesa, colui che, non perseverando nella carità, rimane sì in seno alla Chiesa col «corpo», ma non col «cuore» [26]. Si ricordino bene tutti i figli della Chiesa che la loro privilegiata condizione non va ascritta ai loro meriti, ma ad una speciale grazia di Cristo; per cui, se non vi corrispondono col pensiero, con le parole e con le opere, non solo non si salveranno, ma anzi saranno più severamente giudicati [27]…"
Vangelo secondo Luca - 12
"..48quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più.."
Vangelo secondo Matteo - 7
"..21Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.."
Prima lettera di Giovanni - 3
"..17Ma se uno ha ricchezze di questo mondo e, vedendo il suo fratello in necessità, gli chiude il proprio cuore, come rimane in lui l’amore di Dio? 18Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità…"
Come può dimorare Dio in colui che non ha la carità. La carità è il segno più grande. La salvezza si ottiene seguendo con la vita gli insegnamenti di Cristo e della Chiesa. Il male non è nella sfortuna (dice il don commentando uno scritto di Valtorta) nell'essere nati in contesti eretici, pagani e non cristiani. Male è essere nati in contesti cristiani, cattolici e nella Chiesa ma vivere come morti e pagani. // Vi sono molte anime (dice Gesù a san Josepha Mendez) che ogni mattina pregano ma è più una formalità che un colloquio d'amore, ascoltano o celebrano la Messa ma mi ricevono nella comunione, ma una volta usciti dalla Chiesa si lasciano talmente assorbire dagli affari che non pensano più a rivolgermi una parola (dice Gesù). Mi trovo in queste anime come in un deserto, non mi dicono niente, non chiedono niente e quando hanno bisogno di essere consolate spesso si rivolgono a qualche creature e non a Me come Creatore. Questa non è forse mancanza di vita interiore, mancanza d'amore e mancanza di Dio? // Santa Teresa d'Avila diceva: accostiamoci al Santissimo Sacramento con grande spirito di Fede e di amore. E una sola comunione credo che basti per lasciarci ricchi. Sembra che ci accostiamo al Signore solo per cerimonia ed ecco perché ne ricaviamo poco frutto. Oh mondo miserabile che rendi cieco chi guarda te per non permettergli di non vedere i tesori che potrebbe avere chi guarda Dio. // Papa Francesco diceva: ci sono in giro persone che di cristiano hanno solo il nome, ma che di cognome fanno mondano. Sono pagani con due pennellati di vernice, eppure ci sembrano cristiani quando li incontriamo a Messa. In realtà sono scivolati a poco a poco nella tentazione della mediocrità tanto che guardano con orgoglio alle cose terrene ma non alla croce di Cristo. // In sostanza ci sono i cristiani pagani, hanno il nome cristiano e il cognome pagano. O sono pagani con due pennellate di cristianesimo. Gesù di sé stesso dice: Io sono la Via, Verità e Vita. Papa Francesco diceva (aggiungendo alle parole di Cristo): Io dà la Vita, Io do la Verità e se tu vieni con Me, sono la Via (riferite a Gesù). /// Quindi occorre mettersi in cammino. Prima di salire sul monte alla presenza del Signore, ad Elia viene dato un cibo che è prefigurazione dell'Eucarestia descritta come una focaccia. L'angelo invita Elia a mangiarne per recupere le forze. E con la forza del cibo, camminò per 40 giorni e 40 notti fino al monte di Dio, l'Oreb. Prima il profeta era stanco, angosciato ecc... e dopo è pronto per camminare. Il cibo dei forti non è dato perché si dorma, perché questo cibo ci viene dato per camminare verso il monte di Dio che per noi è il Paradiso.
Sant'Agostino diceva che siamo veramente beati se quello che ascoltiamo lo mettiamo anche in pratica, infatti il nostro ascoltare rappresenta la semina mentre nell'opera abbiamo il frutto del seme. Premesso ciò il santo dice di volerci esortare di non andare in Chiesa e di rimanere senza frutto; ascoltare tante belle verità senza poi muoversi ad agire.
MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO
Come i sacramenti ci salvano? Noi sappiamo che Cristo ha sempre unito i sacramenti alla salvezza. Ma quindi basta assumere i sacramenti per essere salvati?
Vangelo secondo Giovanni - 6
"..54Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno…"
Ma possiamo dire, questo cibo e questa bevanda, sono comuni a tutti i cristiani, ma quindi tutti i cristiani dovranno salvarci? Nel ricevere l'Eucarestia, assumiamo Gesù che è il Vero Dio e la vita eterna, quindi chi riceve Dio, riceve Dio ha la vita eterna. Dio e la vita eterna sono una cosa sola. Gesù aveva detto che se non mangeremo la carne del Figlio dell'Uomo e non berremo il suo Sangue non avremo la vita eterna. Essendo un cibo non solo corporale ma anche spirituale, va assunto non solo corporalmente ma anche spiritualmente. San Tommaso d'Aquino osservava: ha la vita eterna non solo chi lo mangia e lo beve nella sua esteriorità ma anche spiritualmente. Significa chi mangia e ne beve spiritualmente chi giunge alla realtà del sacramento. Quindi che cos'è la realtà del sacramento? IL Cristo nella sua integrità contenuto nelle specie del pane e del vino, assumere questo sacramento spiritualmente significa mangiare e bere il Corpo di Cristo chi a Lui si unisce con la fede e la carità per trasformarsi in Lui e diventare membro di Lui. L'assunzione di questo cibo deve avvenire in maniera completa sia sacramentalmente che spiritualmente. Sono consapevole che quando mi accosto al sacramento io sto per ricevere Cristo nella sua Integrità? Prima della comunione, il sacerdote dice questo è il Corpo di Cristo e il fedele deve rispondere Amen, perché in quell'amen è detto: lo credo, lo so e sono consapevole di quello che sto per fare, so che sto per ricevere Cristo nella sua integrità. Questo sacramento io lo ricevo con amore e faccio sì che questo sacramento diventi vita della mia vita, una vita che si traduca in amore verso il mio prossimo. Io ricevo questo sacramento per trasformarmi in Lui e diventare membro di Lui. Questo cibo è in grado di trasformare l'uomo per farlo vivere divinamente, cioè di vivere con gli insegnamenti di Dio, come Cristo ci ha insegnato.
"..55Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. 56Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. 57Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. 58Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».."
Sant'Agostino spiega questi passi dicendo: finalmente il Signore spiega in ciò che consista mangiare il suo Corpo e bere il Suo Sangue. // Questo dimorare di noi in Cristo e viceversa deve avvenire anche spiritualmente non solo corporalmente. Quindi anche se faccio la comunione non faccio la comunione, se io sono in peccato mortale e ricevo la comunione in questo stato non faccio la comunione con Lui. Se dopo averla ricevuto la comunione cado in peccato mortale non sono più in comunione con Dio. E non essendo più in comunione con Dio, non sono più in comunione con la vita eterna. Quindi ho perduto la vita eterna pur essendo comunicato con Dio. San Giustino diceva: questo cibo è chiamato Eucarestia e a nessuno è lecito parteciparne se non a chi crede che i nostri insegnamenti sono veri, si è purificato dai propri peccati e vive come Cristo ha insegnato. // Cosa deve fare il fedele per ricevere spiritualmente Cristo in sé? 1) Credere che Colui che sto per ricevere è Dio nel suo Corpo, Anima e Divinità. Il sacramento va accompagnato con fede. 2) Purificato con il lavacro dai miei peccati (il battesimo) e della rigenerazione (confessione). Quindi ricevo questo sacramento in Grazia di Dio. 3) Si vive come il Cristo ci ha insegnato. Lo scopo della comunione è vivere alla maniera divina, come Cristo ci ha insegnato e seguendo i suoi insegnamenti. Quando mi comunico devo comunicarmi con questo desiderio nel cuore, cioè vivere come Cristo ci ha insegnato. Da me solo non ce la faccio, ma con Lui ce la faccio.
1384 Il Signore ci rivolge un invito pressante a riceverlo nel sacramento dell'Eucaristia: « In verità, in verità vi dico: se non mangiate la Carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo Sangue, non avrete in voi la vita » (Gv 6,53). (catechismo della Chiesa Cattolica)
1385 Per rispondere a questo invito dobbiamo prepararci a questo momento così grande e così santo. San Paolo esorta a un esame di coscienza: « Chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore. Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna » (1 Cor 11,27-29). Chi è consapevole di aver commesso un peccato grave, deve ricevere il sacramento della Riconciliazione prima di accedere alla Comunione. (catechismo della Chiesa Cattolica)
Vedete come il catechismo ci spiega la modalità per ricevere questo sacramento sia corporalmente che spiritualmente e come ricevere questo sacramento solo corporalmente è più un danno che un guadagno. Mangia e beve la propria condanna, dice il catechismo.
Quindi, cosa devo fare per ricevere bene questo sacramento anche spiritualmente?
Bisogna prepararsi, arrivare alla Messa prima che inizi per prepararsi a ricevere questo sacramento. Ci vuole prima di tutto un'esame di coscienza, ci vuole consapevolezza, devo sapere quello che vado a fare quando ricevo questo sacramento.
« In verità, in verità vi dico: se non mangiate la Carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo Sangue, non avrete in voi la vita » (Gv 6,53)
Queste parole non vanno applicati a tutti coloro che lo mangiano solo corporalmente e che assumendolo magari in modo indegno. Ma il Signore parla di coloro che lo mangiano spiritualmente e vengono incorporati a Lui con la Carità. Di conseguenza quanto alla virtù del sacramento esso introduce alla vita eterna ma uno può esserne privato a causa del peccato che ha commesso. Non è così automatico, mangio del Corpo di Cristo e ho la vita eterna. Se prima o dopo c'è di mezzo il peccato perdo la comunione con Lui. Per questo San Tommaso d'Aquino diceva che alla comunione vanno i Giusti e gli empi, ma diversa ne è la sorte. Nella stessa comunione gli effetti sono diversi: vita ai buoni e morte agli empi. Diverso è l'esito. Nel libro del profeta Geremia, il profeta dice: voi confidate in parole false e ciò non vi gioverà, rubare, uccidere, commettere adulterio, seguire altri dei, ecc.. poi venite alla presenza di Dio e dite: siamo salvi, per poi compiere questi abomini. Quando manca la comunione con gli insegnamenti con il Signore, manca la comunione con Lui.
“Voi non partecipate alla Messa come dovreste. Se sapeste quale grazia e quale dono ricevete nell’eucaristia, vi preparereste ogni giorno per almeno un’ora. Dovreste anche confessarvi una volta al mese. Sarebbe necessario in parrocchia dedicare alla riconciliazione tre giorni al mese: il primo venerdì e il sabato e la domenica successivi”.
15 Ottobre 1983 Medjugorje
Vedete come la tematica della preparazione e del ricevere in grazia questo sacramento ritorna?
LUMEN GENTIUM
"..Non si salva, però, anche se incorporato alla Chiesa, colui che, non perseverando nella carità, rimane sì in seno alla Chiesa col «corpo», ma non col «cuore» [26]. Si ricordino bene tutti i figli della Chiesa che la loro privilegiata condizione non va ascritta ai loro meriti, ma ad una speciale grazia di Cristo; per cui, se non vi corrispondono col pensiero, con le parole e con le opere, non solo non si salveranno, ma anzi saranno più severamente giudicati [27]…"
Vangelo secondo Luca - 12
"..48quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più.."
Vangelo secondo Matteo - 7
"..21Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.."
Prima lettera di Giovanni - 3
"..17Ma se uno ha ricchezze di questo mondo e, vedendo il suo fratello in necessità, gli chiude il proprio cuore, come rimane in lui l’amore di Dio? 18Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità…"
Come può dimorare Dio in colui che non ha la carità. La carità è il segno più grande. La salvezza si ottiene seguendo con la vita gli insegnamenti di Cristo e della Chiesa. Il male non è nella sfortuna (dice il don commentando uno scritto di Valtorta) nell'essere nati in contesti eretici, pagani e non cristiani. Male è essere nati in contesti cristiani, cattolici e nella Chiesa ma vivere come morti e pagani. // Vi sono molte anime (dice Gesù a san Josepha Mendez) che ogni mattina pregano ma è più una formalità che un colloquio d'amore, ascoltano o celebrano la Messa ma mi ricevono nella comunione, ma una volta usciti dalla Chiesa si lasciano talmente assorbire dagli affari che non pensano più a rivolgermi una parola (dice Gesù). Mi trovo in queste anime come in un deserto, non mi dicono niente, non chiedono niente e quando hanno bisogno di essere consolate spesso si rivolgono a qualche creature e non a Me come Creatore. Questa non è forse mancanza di vita interiore, mancanza d'amore e mancanza di Dio? // Santa Teresa d'Avila diceva: accostiamoci al Santissimo Sacramento con grande spirito di Fede e di amore. E una sola comunione credo che basti per lasciarci ricchi. Sembra che ci accostiamo al Signore solo per cerimonia ed ecco perché ne ricaviamo poco frutto. Oh mondo miserabile che rendi cieco chi guarda te per non permettergli di non vedere i tesori che potrebbe avere chi guarda Dio. // Papa Francesco diceva: ci sono in giro persone che di cristiano hanno solo il nome, ma che di cognome fanno mondano. Sono pagani con due pennellati di vernice, eppure ci sembrano cristiani quando li incontriamo a Messa. In realtà sono scivolati a poco a poco nella tentazione della mediocrità tanto che guardano con orgoglio alle cose terrene ma non alla croce di Cristo. // In sostanza ci sono i cristiani pagani, hanno il nome cristiano e il cognome pagano. O sono pagani con due pennellate di cristianesimo. Gesù di sé stesso dice: Io sono la Via, Verità e Vita. Papa Francesco diceva (aggiungendo alle parole di Cristo): Io dà la Vita, Io do la Verità e se tu vieni con Me, sono la Via (riferite a Gesù). /// Quindi occorre mettersi in cammino. Prima di salire sul monte alla presenza del Signore, ad Elia viene dato un cibo che è prefigurazione dell'Eucarestia descritta come una focaccia. L'angelo invita Elia a mangiarne per recupere le forze. E con la forza del cibo, camminò per 40 giorni e 40 notti fino al monte di Dio, l'Oreb. Prima il profeta era stanco, angosciato ecc... e dopo è pronto per camminare. Il cibo dei forti non è dato perché si dorma, perché questo cibo ci viene dato per camminare verso il monte di Dio che per noi è il Paradiso.
Sant'Agostino diceva che siamo veramente beati se quello che ascoltiamo lo mettiamo anche in pratica, infatti il nostro ascoltare rappresenta la semina mentre nell'opera abbiamo il frutto del seme. Premesso ciò il santo dice di volerci esortare di non andare in Chiesa e di rimanere senza frutto; ascoltare tante belle verità senza poi muoversi ad agire.
MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO
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