Don Silvestro spiega i novissimi (Morte, Giudizio, inferno, Paradiso). Nello specifico in questo incontro inizia il discorso sulla Grazia
Oggi iniziamo il discorso sulla Grazia di Dio.
Vangelo secondo Marco - 10
(ndr dopo l'episodio del giovane ricco che non ha seguito Gesù)
"...23Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». 24I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! 25È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». 26Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». 27Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
Avete visto la dinamica di questo passo del Vangelo? Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel Regno di Dio. I discepoli rimangono sbigottiti ma Gesù dà la soluzione. Cerchiamo di capire: entrare nel Regno di Dio è cosa talmente impossibile presso gli uomini, l'uomo con le proprie forze non può meritare la vita eterna.
LIBRO DEI SALMI - Salmo 49 (48)
7 Essi confidano nella loro forza, si vantano della loro grande ricchezza. 8 Certo, l’uomo non può riscattare se stesso né pagare a Dio il proprio prezzo. 9 Troppo caro sarebbe il riscatto di una vita: non sarà mai sufficiente 10 per vivere senza fine e non vedere la fossa.
Qual è dunque la nostra speranza? La nostra speranza è questa: ciò che è impossibile presso gli uomini, diventi possibile attraverso Dio.
Lettera ai Romani - 3
"...22giustizia di Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo, per tutti quelli che credono. Infatti non c’è differenza, 23perché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, 24ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, per mezzo della redenzione che è in Cristo Gesù. 25È lui che Dio ha stabilito apertamente come strumento di espiazione, per mezzo della fede, nel suo sangue, a manifestazione della sua giustizia per la remissione dei peccati passati 26mediante la clemenza di Dio, al fine di manifestare la sua giustizia nel tempo presente, così da risultare lui giusto e rendere giusto colui che si basa sulla fede in Gesù. 27Dove dunque sta il vanto? È stato escluso! Da quale legge? Da quella delle opere? No, ma dalla legge della fede. 28Noi riteniamo infatti che l’uomo è giustificato per la fede, indipendentemente dalle opere della Legge…."
La fede ci mette in comunione con Dio per mezzo della grazia. La fede è ciò che rende possibile l'impossibile. Senza fede è impossibile essere graditi a Dio. Fede e Grazia. Come due realtà che camminano insieme per mezzo delle quali otteniamo il dono della salvezza, non in virtù delle opere ma della grazia che opera nelle nostre opere. Cerchiamo di capire meglio come il possibile possa diventare l'impossibile. Il don riprendendo il discorso di Gesù: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». Se intendessimo ricchezze terrene dovremmo pensare che gli Apostoli erano ricchi ed è per questo che rimangono sconcertati. Ma il don non pensa che sia così. Se gli apostoli pensassero solo alle ricchezze terrene la loro domanda successiva non avrebbe ragione d'essere perché la risposta è molto logica: se è difficile entrare nel Regno di Dio per coloro che possiedono ricchezze (terrene) basterebbe privarsi delle ricchezze. Ma perché alla domanda degli apostoli, Gesù non risponde semplicemente dicendo che i poveri possono salvarsi? Questa doveva essere la risposta di Gesù. Ciò che sconvolge tutti quanti e anche noi e stravolge il nostro comune modo di pensare: il ricco pensava che l' autostrada per il Paradiso fosse l'osservanza dei comandamenti. Infatti Gesù tocca subito la questione.
"..17Mentre andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». 18Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. 19Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre». 20Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza»..."
Questo che ha detto il tale è vero, è confermato dallo sguardo pieno d'amore e di approvazione che Gesù gli rivolse.
"...21Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò…."
Non siamo di fronte ad una persona che dice il falso. Veramente quest'uomo ha osservato i comandamenti. Gesù non dice che gli basta questo per avere la vita eterna ma che gli dice che gli manca qualcosa per avere la vita eterna. E cos'è? A differenza di quanto si possa pensare non è semplicemente privarsi delle ricchezze, di per sé sono solo un'ostacolo per ottenere questo bene. Ma non è nelle ricchezze il male. Il bene di cui si parla, di cui le ricchezze sono un'ostacolo è quel tesoro nascosto in un campo. Quella perla di inestimabile valore pe la quale vale la pena vendere tutti i beni per comprarli. Non si sta dicendo che per entrare nel Regno dei Cieli devi privarti di qualcosa, ma si sta dicendo: per entrare nel Regno dei Cieli devi avere questo: vieni e seguimi. L'essere con Lui. Questo è il bene che spalanca le porte del Paradiso. Vivere in comunione con Gesù. Perché è l'essere con Lui il vero segreto per ottenere la vita eterna (discorso del tralcio e della vite). Il mio bene è stare vicino a Dio e nulla bramo sulla terra (cit. Bibliche). L'essere con Lui è il segreto per ereditare la vita eterna. Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo (parabola del Padre Misericordioso). L'essere sempre con Lui ci rende suoi eredi. Il fare quello che dobbiamo fare adempiendo ai nostri doveri senza essere in comunione con Lui ci rende solo servi inutili. Chi crede di salvarsi in virtù delle opere, deve sapere che per quanto si paghi il riscatto di una vita non potrà mai bastare per non vedere la tomba. Per chi non ha mai tempo né per la preghiera, né per la Parola di Dio, dei sacramenti che sono le vie ordinarie di incontro con Dio, perché si ha altro da fare o quando si trascurano queste tre vie la grazia di Dio si perde e di conseguenza non si vive Figli di Dio ma come servi. A cui Dio dice che invano vi alzate di buon mattino ecc.. e nei riguardi del servo non c'è nessun obbligo salvo la paga proporzionata alla fatica fatta. Ma l'eredità spetta ai figli. Per questo il Signore nei riguardi dei servi rivolge questa domanda: avrà forse gratitudine verso quel servo perché ha eseguito gli ordini ricevuti? (Vangelo di Luca cap. 17,9) mentre nei riguardi del figlio dice (cap. 15, versetto 31) - tutto ciò che è Mio è tuo e tu sei sempre con me.
«Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?»
La risposta, alla luce di quanto ci siamo detti, è che l'eredità non spetta al servo ma al figlio. Questo passaggio, dall'essere schiavo ad essere figlio si ottiene solo in virtù dell'essere figlio. Siamo eredi di Dio, per grazia di Dio. Il Signore sta offrendo al giovane la possibilità di passare da servo di Dio allo stadio Figlio di Dio. Per mezzo della comunione con Lui. Infatti a quanti hanno accolto Gesù ha dato il potere di diventare Figli di Dio. Per questo a quel tale, Gesù dice: seguimi. Agli uomini è impossibile, mediante le opere, meritare la vita eterna. L'uomo può meritare la vita eterna solo se le sue opere sono fatte in comunione con Dio per mezzo della grazia. La grazia, ecco che cosa manca e che cosa ci vuole per entrare in Cielo e che deve accompagnare le nostre opere. Queste opere devono essere fatte in grazia di Dio, in comunione con Lui e allora le opere sono meritorie per il Cielo. Questo è quello che conta davvero, l'essere in comunione con Dio, questo è l'altro nome per dire che siamo Figli di Dio.
Prima lettera di Giovanni - 4
"...16E noi abbiamo conosciuto e creduto l’amore che Dio ha in noi. Dio è amore; chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui…"
La grazia è essere in Dio, dimorare in Lui ed essere Sua dimora. (il don parla di alcune rivelazioni private). Gesù a Maria Valtorta: ci sono anime che con ogni studio si caricano di elementi vitali (prima ha paragonato alcune anime a terreni sterili e altre a terreni rigogliosi ndr) e perciò riescono a fruire del 100% degli effetti della grazia: vivere secondo la legge di Gesù: casti, misericordiosi, umili, amorosi di Dio e del prossimo. E vivere di preghiera viva, allora la grazia cresce e fiorisce e mette radici profonde e si eleva in albero di vita eterna. Allora lo Spirito Santo come un Sole inonda dei suoi 7 raggi o doni e allora Io Figlio vi irroro con la pioggia divina del Mio Sangue e allora il Padre ci guarda con compiacenza vedendo la Sua Somiglianza e Maria ci stringe nel suo seno che ha partorito Gesù. Allora i 9 angelici cori fanno corona alla vostra anime e cantano gloria sublime e allora la nostra morte diventa vita nel Regno di Dio.
MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO
Oggi iniziamo il discorso sulla Grazia di Dio.
Vangelo secondo Marco - 10
(ndr dopo l'episodio del giovane ricco che non ha seguito Gesù)
"...23Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». 24I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! 25È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». 26Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». 27Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
Avete visto la dinamica di questo passo del Vangelo? Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel Regno di Dio. I discepoli rimangono sbigottiti ma Gesù dà la soluzione. Cerchiamo di capire: entrare nel Regno di Dio è cosa talmente impossibile presso gli uomini, l'uomo con le proprie forze non può meritare la vita eterna.
LIBRO DEI SALMI - Salmo 49 (48)
7 Essi confidano nella loro forza, si vantano della loro grande ricchezza. 8 Certo, l’uomo non può riscattare se stesso né pagare a Dio il proprio prezzo. 9 Troppo caro sarebbe il riscatto di una vita: non sarà mai sufficiente 10 per vivere senza fine e non vedere la fossa.
Qual è dunque la nostra speranza? La nostra speranza è questa: ciò che è impossibile presso gli uomini, diventi possibile attraverso Dio.
Lettera ai Romani - 3
"...22giustizia di Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo, per tutti quelli che credono. Infatti non c’è differenza, 23perché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, 24ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, per mezzo della redenzione che è in Cristo Gesù. 25È lui che Dio ha stabilito apertamente come strumento di espiazione, per mezzo della fede, nel suo sangue, a manifestazione della sua giustizia per la remissione dei peccati passati 26mediante la clemenza di Dio, al fine di manifestare la sua giustizia nel tempo presente, così da risultare lui giusto e rendere giusto colui che si basa sulla fede in Gesù. 27Dove dunque sta il vanto? È stato escluso! Da quale legge? Da quella delle opere? No, ma dalla legge della fede. 28Noi riteniamo infatti che l’uomo è giustificato per la fede, indipendentemente dalle opere della Legge…."
La fede ci mette in comunione con Dio per mezzo della grazia. La fede è ciò che rende possibile l'impossibile. Senza fede è impossibile essere graditi a Dio. Fede e Grazia. Come due realtà che camminano insieme per mezzo delle quali otteniamo il dono della salvezza, non in virtù delle opere ma della grazia che opera nelle nostre opere. Cerchiamo di capire meglio come il possibile possa diventare l'impossibile. Il don riprendendo il discorso di Gesù: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». Se intendessimo ricchezze terrene dovremmo pensare che gli Apostoli erano ricchi ed è per questo che rimangono sconcertati. Ma il don non pensa che sia così. Se gli apostoli pensassero solo alle ricchezze terrene la loro domanda successiva non avrebbe ragione d'essere perché la risposta è molto logica: se è difficile entrare nel Regno di Dio per coloro che possiedono ricchezze (terrene) basterebbe privarsi delle ricchezze. Ma perché alla domanda degli apostoli, Gesù non risponde semplicemente dicendo che i poveri possono salvarsi? Questa doveva essere la risposta di Gesù. Ciò che sconvolge tutti quanti e anche noi e stravolge il nostro comune modo di pensare: il ricco pensava che l' autostrada per il Paradiso fosse l'osservanza dei comandamenti. Infatti Gesù tocca subito la questione.
"..17Mentre andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». 18Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. 19Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre». 20Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza»..."
Questo che ha detto il tale è vero, è confermato dallo sguardo pieno d'amore e di approvazione che Gesù gli rivolse.
"...21Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò…."
Non siamo di fronte ad una persona che dice il falso. Veramente quest'uomo ha osservato i comandamenti. Gesù non dice che gli basta questo per avere la vita eterna ma che gli dice che gli manca qualcosa per avere la vita eterna. E cos'è? A differenza di quanto si possa pensare non è semplicemente privarsi delle ricchezze, di per sé sono solo un'ostacolo per ottenere questo bene. Ma non è nelle ricchezze il male. Il bene di cui si parla, di cui le ricchezze sono un'ostacolo è quel tesoro nascosto in un campo. Quella perla di inestimabile valore pe la quale vale la pena vendere tutti i beni per comprarli. Non si sta dicendo che per entrare nel Regno dei Cieli devi privarti di qualcosa, ma si sta dicendo: per entrare nel Regno dei Cieli devi avere questo: vieni e seguimi. L'essere con Lui. Questo è il bene che spalanca le porte del Paradiso. Vivere in comunione con Gesù. Perché è l'essere con Lui il vero segreto per ottenere la vita eterna (discorso del tralcio e della vite). Il mio bene è stare vicino a Dio e nulla bramo sulla terra (cit. Bibliche). L'essere con Lui è il segreto per ereditare la vita eterna. Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo (parabola del Padre Misericordioso). L'essere sempre con Lui ci rende suoi eredi. Il fare quello che dobbiamo fare adempiendo ai nostri doveri senza essere in comunione con Lui ci rende solo servi inutili. Chi crede di salvarsi in virtù delle opere, deve sapere che per quanto si paghi il riscatto di una vita non potrà mai bastare per non vedere la tomba. Per chi non ha mai tempo né per la preghiera, né per la Parola di Dio, dei sacramenti che sono le vie ordinarie di incontro con Dio, perché si ha altro da fare o quando si trascurano queste tre vie la grazia di Dio si perde e di conseguenza non si vive Figli di Dio ma come servi. A cui Dio dice che invano vi alzate di buon mattino ecc.. e nei riguardi del servo non c'è nessun obbligo salvo la paga proporzionata alla fatica fatta. Ma l'eredità spetta ai figli. Per questo il Signore nei riguardi dei servi rivolge questa domanda: avrà forse gratitudine verso quel servo perché ha eseguito gli ordini ricevuti? (Vangelo di Luca cap. 17,9) mentre nei riguardi del figlio dice (cap. 15, versetto 31) - tutto ciò che è Mio è tuo e tu sei sempre con me.
«Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?»
La risposta, alla luce di quanto ci siamo detti, è che l'eredità non spetta al servo ma al figlio. Questo passaggio, dall'essere schiavo ad essere figlio si ottiene solo in virtù dell'essere figlio. Siamo eredi di Dio, per grazia di Dio. Il Signore sta offrendo al giovane la possibilità di passare da servo di Dio allo stadio Figlio di Dio. Per mezzo della comunione con Lui. Infatti a quanti hanno accolto Gesù ha dato il potere di diventare Figli di Dio. Per questo a quel tale, Gesù dice: seguimi. Agli uomini è impossibile, mediante le opere, meritare la vita eterna. L'uomo può meritare la vita eterna solo se le sue opere sono fatte in comunione con Dio per mezzo della grazia. La grazia, ecco che cosa manca e che cosa ci vuole per entrare in Cielo e che deve accompagnare le nostre opere. Queste opere devono essere fatte in grazia di Dio, in comunione con Lui e allora le opere sono meritorie per il Cielo. Questo è quello che conta davvero, l'essere in comunione con Dio, questo è l'altro nome per dire che siamo Figli di Dio.
Prima lettera di Giovanni - 4
"...16E noi abbiamo conosciuto e creduto l’amore che Dio ha in noi. Dio è amore; chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui…"
La grazia è essere in Dio, dimorare in Lui ed essere Sua dimora. (il don parla di alcune rivelazioni private). Gesù a Maria Valtorta: ci sono anime che con ogni studio si caricano di elementi vitali (prima ha paragonato alcune anime a terreni sterili e altre a terreni rigogliosi ndr) e perciò riescono a fruire del 100% degli effetti della grazia: vivere secondo la legge di Gesù: casti, misericordiosi, umili, amorosi di Dio e del prossimo. E vivere di preghiera viva, allora la grazia cresce e fiorisce e mette radici profonde e si eleva in albero di vita eterna. Allora lo Spirito Santo come un Sole inonda dei suoi 7 raggi o doni e allora Io Figlio vi irroro con la pioggia divina del Mio Sangue e allora il Padre ci guarda con compiacenza vedendo la Sua Somiglianza e Maria ci stringe nel suo seno che ha partorito Gesù. Allora i 9 angelici cori fanno corona alla vostra anime e cantano gloria sublime e allora la nostra morte diventa vita nel Regno di Dio.
MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO
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