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Catechesi sulle beatitudini 23 incontro: beati i miti perché erediteranno la terra (V incontro)

Don Silvestro continua la sua trattazione sulla terza beatitudine concentrando ora l'attenzione sulla promessa: "Perché erediteranno la terra"

Oggi andremo a trattare questa promessa: perché erediteranno la terra. Penultima catechesi e dopo la prossima catechesi ci rivedremo ad ottobre.

E' contro l'abbandono la preoccupazione, l'agitazione e il voler pensare alle conseguenze di un fatto. E' come la confusione che portano i fanciulli, che pretendono che la mamma pensi alle loro necessità, e vogliono pensarci essi, intralciando con le loro idee e le loro fisime infantili il suo lavoro. Ci penso solo quando chiudete gli occhi. Voi siete insonni, voi volete tutto valutare, tutto scrutare, confidando solo negli uomini. Voi siete insonni, voi volete tutto valutare, tutto scrutare, a tutto pensare, e vi abbandonate così alle forze umane, o peggio agli uomini, confidando nel loro intervento. E' questo che intralcia le mie parole e le mie vedute…. Gesù pensaci tu.

Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.

Qua Gesù parla del Cielo, sta parlando di una nuova terra promessa cioè il Paradiso. La terra verso la quale noi camminiamo. Verso cui andiamo, allora il mite è colui che eredita il più sublime dei territori. Gesù ha promesso ai poveri il Regno dei Cieli, agli afflitti la consolazione e ai miti la Terra. La diversità del premio è solo apparente, in realtà il Regno dei Cieli è presentato ai poveri come loro possesso, agli afflitti come loro consolazione e ai miti come loro eredità; adombrata come Terra Promessa. Nelle beatitudini si realizza quanto dirà in seguito: gli ultimi saranno i primi e i primi gli ultimi. La sintesi estrema di tutto il Vangelo diremmo che questa è la lieta novella: che il Paradiso che è venuto ad annunciarci esiste, ne ha indicato la via e Cristo ci ha resi degni di esso. Come Dio è stato fedele nel dare la Terra promessa, così sarà fedele nel dare la seconda terra promessa. Mosè fu scelto da Dio perché era un'uomo assai mite, più di qualsiasi altro sulla terra, così anche la seconda terra promessa sarà conquistata dai miti. Gesù dirà più avanti:

Vangelo secondo Matteo - 11

"...12Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono…"

Alla luce di questa beatitudine comprendiamo di quale violenza si parli. E' quella violenza esercitata su sé stessi, che è proprio dei miti, nell'esercizio del dominio di sé non si lasciano governare né dall'ira, né dai propri sentimenti, né dalle proprie passioni e dando morte alla loro volontà ma dando vita continuamente alla divina volontà in maniera sempre più assoluta. A questi tali, violenti in sé e miti fuori di sé, è promessa la seconda ed eterna terra promessa. E come la prima terra promessa fu una realtà concreta e tangibile, così sarà anche la seconda: un bene reale, tangibile e concreto. Come la terra che abbiamo sotto i piedi. Non sarà un luogo che non toccheremo perché spirituali, non sarà un luogo che non vedremo perché astratto e non sentiremo perché aleatorio. Il Signore, per mostrarci la concretezza di questo regno, parla di terra. Quante volte proprio perché non riusciamo ad immaginarci un'abitazione in Cielo - e se lo facciamo ci immaginiamo nuvole, arcobaleni ecc.. cose etere - poiché come realtà ci sembra troppo astratta finiamo per non desiderarla più. I miti sono coloro che erediteranno questa realtà che Cristo ci ha conquistato. Il Cristo, il Cielo, ce lo ha conquistato. Noi per Lui lo ereditiamo. Beati i miti perché erediteranno la terra, sta a significare che il Cielo è una realtà concreta, tangibile e reale come la realtà che in questa vita sperimentiamo.

MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO

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