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Il numero degli eletti

Don Silvestro spiega i novissimi (Morte, Giudizio, inferno, Paradiso). Nello specifico in questo incontro tratta sulla numero degli eletti

Sono pochi o molti quelli che si salvano? Trattiamo la questione del numero degli eletti. Questione che tanto da vicino ci tocca e che è sempre rimasta insoluta. E' un segreto del Supremo Giudice e che ha riservato tutto a sé stesso (scriveva un teologo anglicano). Sappiamo per certo che il numero degli eletti è grandissimo. San Giovanni nell'Apocalisse dice che sarà una moltitudine grandissima. Sappiamo che i salvati sono una moltitudine e i dannati? La Chiesa si è manifestata sulla salvezza di alcuni affermando con certezza che alcune persone sono in Paradiso (i Santi, Beati, i Venerabili, ecc..) ma non si è mai espressa circa la certezza della dannazione di qualcuno. Se le parabole del Vangelo si possono addurre come prove possiamo concludere che la maggioranza e non la minoranza si salveranno.

Gesù paragona il Giudizio Finale alla separazione tra il grano e la zizzania. In un campo ben coltivato la zizzania non è mai più abbondante del grano. Consideriamo che il campo del mondo è stato coltivato con il Sangue del Redentore. Seconda Parabola: la parabola della scelta tra i pesci buoni e cattivi. La salvezza viene paragonata alla scelta tra i pesci buoni e cattivi. Qual mai pescatore fu così mai disgraziato da pescare più pesci cattivi che buoni? La Parabole dei talenti: i servi premiati sono 2 mentre uno solo viene punito. C'è la salvezza di 2/3 dei presenti. Poi c'è la parabola del banchetto di nozze, dove di tutti gli invitati, uno solo è scacciato. Vedete come le parabole ci fanno ben sperare? Le parabole più tragiche ci fanno arrivare al 50% dei salvati e al 50% dei dannati come la parabola delle 10 vergini. Non abbiamo mai nessuna parabola dove i cattivi sono più dei buoni. Coloro che sostengono l'opinione più severa sembra che si lascino sopraffare dalla considerazione del male nel mondo e della giustizia divina nei loro confronti senza riflettere su 7 punti.

1) Gli uomini furono creati per un piano di misericordia e di sapienza divina che andrebbe a fallire se il numero dei reprobi non superasse il numero degli eletti. 2) Che per dare nuovo assetto ai disegni di Dio, sconvolti dal peccato, Dio stesso si è fatto uomo e ci ha redenti implorando il perdono del Padre per i suoi crocifissori. 3) Fiumi di grazia si riversano continuamente sulle persone dopo il Sacrificio del Calvario in tutte le epoche della loro vita e in tutti i luoghi, laddove è abbondato il peccato ha sovrabbondato la grazia. 4) Insieme a tanto male, che del resto colpisce la nostra attenzione più del bene, c'è anche il Bene - e per la comunione dei santi, le opere buone tornano a vantaggio di tutti. 5) Gli uomini, se hanno un'inferno che gli attende nella vita futura, qualora se ne rendessero meritevoli avranno la loro fornace di fuoco in questa vita, ove volenti o nolenti, pagano un tributo di espiazione all'inesorabile Giustizia divina. Non è poi raro il caso in cui gli uomini, dopo aver fatto male, se ne pentono, e fanno penitenza. 6) La responsabilità degli uomini, più spesso di quanto si creda, è assai limitata - scrive il Faber(?) - le azioni delle persone sono più perverse del cuore che li commette. Dio è più grande del nostro cuore (san Paolo) e Gesù diceva che i suoi crocifissori non sanno quello che fanno. Pensiamo a coloro che sono sempre stati lontani dalla Chiesa specie senza loro colpa o quasi. Noi rimaniamo impressionati ma Dio che conosce tutto, giudica molto diversamente da noi. Lui (Dio) conosce l'ignoranza che c'è nel cuore dell'uomo; molti sono cattivi ma non sanno di esserlo e pensano di fare il bene laddove fanno il male. La loro ignoranza attenua in parte la gravità delle loro azioni. 7) Chi non va subito dopo la morte in Paradiso non è detto che vada all'inferno, andrà in Purgatorio. Ciò è ammesso da tutti i dottori e mistici. Santa Teresa d'Avila diceva che di tante anime elette conosciute da lei in vita, ne ha viste solo 3 volare direttamente al Cielo.

La maggior parte degli uomini, quando muore, va in purgatorio. Un numero pure molto grande va all’inferno. Soltanto un piccolo numero di anime va direttamente in paradiso. Vi conviene rinunciare a tutto pur di essere portati direttamente in paradiso al momento della vostra morte”. 2 Novembre 1983 Medjugorje

L'argomento che stiamo trattato è stato trattato da Gesù:

Vangelo secondo Luca - 13

"..23Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro: 24«Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. 25Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. 26Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. 27Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. 28Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori. 29Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. 30Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi»."

Gesù da una parte dice che per salvarsi è necessario fare uno sforzo, è stretta la porta che conduce alla vita. Molti non vi entreranno. Questa parola non dice che siano di più quelli che si salvano o si dannano. Dice che non saranno pochi quelli che si perderanno. Poi altri verranno da altre zone e l'ultima parte mostra l'universalità della salvezza aperta a tutti.

Vangelo secondo Matteo - 7

"..13Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. 14Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!..." Gesù

L'evangelista Matteo riferisce lo stesso concetto ma con qualche variante, pochi sono quelli che entrano per la porta stretta. La porta stretta cos'è? E' quella dell'osservanza dei comandamenti secondo la risposta di Gesù data al giovane ricco. Se vuoi entrare nella vita osserva i comandamenti. La via larga è quella che consiste nel seguire le cattive inclinazioni e le proprie voglie.

Marzo 16, 1910 Il cammino stretto della salvezza. (9° volume di Luisa Piccarreta)

Il confessore parlando con me aveva detto che è difficile salvarsi infatti Gesù Cristo stesso lo ha detto: “La porta è stretta, dovete sforzarvi per entrarvi.” Onde avendo fatto la comunione, Gesù mi ha detto:
“Povero Me, come mi tengono stretto. Di’ al confessore: dalla loro strettezza giudicano la mia. Non mi considerano per quell’Essere grande, immenso, interminabile, potente, infinito in tutte le mie perfezioni e non sanno che dalle strettezze posso far passare grandi turbe di genti, più che dalle stesse larghezze.”
E mentre diceva ciò, mi pareva di vedere una via stretta stretta che portava ad una porticina stretta, ma zeppa, zeppa di popoli, che contendevano tra loro a chi più potesse camminare innanzi ed entrarvi. E Gesù ha soggiunto:
“Vedi, figlia mia, che turba grande si spinge innanzi, tutti fanno a gara a chi primo arriva e nella gara si fa molto affare. Se la via fosse larga nessuno si darebbe premura, sapendo che c’è spazio per camminare a proprio piacimento, tutti perderebbero tempo, intanto potrebbe venire la morte e, non trovandosi l’anima nel cammino della via stretta, si troverebbe nello sbarco della porta larga dell’inferno. Oh! quanto giova questa strettezza! Anche tra voi succede questo, se si fa una festa, una funzione e si sa che il luogo è stretto, molti si fanno premura e più sono spettatori e godono di quella festa o funzione; ma se si sa che il luogo è largo, nessuno si fa premura e pochi sono spettatori, perché sapendo che c’è luogo per tutti si prendono il tempo e chi arriva alla metà, chi alla fine e chi trova tutto finito, senza godere niente. Così sarebbe stato se la via che porta alla salvezza fosse larga, pochi si farebbero premura e di pochi sarebbe stata la festa del Cielo
.”

Dio fa sì che siano molti a passare per gli spazi piccoli. Resta vero che questa questione rimane nascosta in Dio.

MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO ZAMMARELLI

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