Don Silvestro spiega i novissimi (Morte, Giudizio, inferno, Paradiso). Nello specifico in questo incontro tratta la questione del merito cioè delle caratteristiche che l'azione deve avere per essere meritoria
Le volte scorse abbiamo approfondito la confessione e la grazia. Ma oggi vediamo l'argomento: come deve essere un'azione meritoria?
Dobbiamo considerare tre aspetti: l'azione stessa, colui che la fa e colui a cui è diretta l'azione. Un'azione meritoria in relazione all'opera stessa, all'uomo e in relazione a Dio.
In relazione all'opera stessa. L'operazione deve avere tre caratteristiche: deve essere moralmente buona - conforme per l'oggetto, l'intenzione e le circostanze alla legge morale. San Paolo dice che ciascuno sia schiavo che libero riceverà dal Signore quello che ha fatto di bene. Quindi l'azione per essere ricompensata da Dio dev'essere moralmente buona. Poi dev'essere libera. Secondo la testimonianza della coscienza umana, solo un'azione libera merita ricompensa o punizione. San Girolamo dice: dove vi è necessità non vi è ricompensa.
SIRACIDE - 31
10Chi ha subìto questa prova ed è risultato perfetto?
Sarà per lui un titolo di vanto.
Chi poteva trasgredire e non ha trasgredito,
fare il male e non lo ha fatto?
11Per questo si consolideranno i suoi beni
e l’assemblea celebrerà le sue beneficenze.
Ecco colui che merita agli occhi di Dio. Nel Vangelo di Matteo al capitolo 19 versetto 17 troviamo spesso: se vuoi entrare nella vita osserva i comandamenti. Questo se vuoi presuppone una libertà. Sei libero di farlo o di non farlo. Se lo faccio di mia iniziativa ho diritto alla ricompensa perché potrei non farlo ma lo faccio. Poi la terza caratteristica che deve avere un'azione per essere meritoria è la soprannaturalità dell'azione. L'azione dev'essere soprannaturale per essere merita a Dio. Cioè fatta con l'aiuto della grazia attuale e per un motivo soprannaturale. Perché colui che agisce è dotato di ragione e libertà e deve orientare coscientemente la sua azione al suo fine. Fate modo che il vostro cuore sia indirizzato al Signore. L'azione deve avere un fine soprannaturale e anche un principio soprannaturale (cioè fatta in stato di grazia, tema già affrontato in precedenza). Salomone consiglia di confidare nel Signore e di non appoggiarsi alla nostra intelligenza e in tutti i tuoi passi pensa a Lui. // Gesù promette la ricompensa per le opere che vengono compiute per Lui.
Vangelo secondo Matteo - 10
40Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. 41Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. 42Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».
Vangelo secondo Matteo - 19
"..29Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna…"
Per il mio nome - dice Gesù - perché siete mei discepoli.
Vangelo secondo Luca - 9
"...48e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato…."
Ecco il fare qualcosa per Dio.
Lettera ai Colossesi - 3
"...17E qualunque cosa facciate, in parole e in opere, tutto avvenga nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie per mezzo di lui a Dio Padre…"
Prima lettera ai Corinzi - 10
"...31Dunque, sia che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio…"
Ogni azione nostra abbia come indirizzo Dio. E quando ciò accade, tocca il cuore di Dio perché a Dio arriva quell'azione.
Luisa Piccarreta 6 Novembre 1899 Purità d'intenzione. (volume terzo)
"Dolcissimo amor mio, Ti offro questi movimenti del mio corpo che Tu stesso mi hai fatto e tutti gli altri che posso fare io, per il solo fine di piacerti e glorificarti. Ah! sì, vorrei che anche i movimenti delle palpebre, dei miei occhi, delle mie labbra e di tutta me stessa, fossero fatti al solo fine di piacere a Te solo. Fa’, o buon Gesù, che tutte le mie ossa, i miei nervi, risuonino fra loro ed a chiare voci Ti attestino il mio amore."
E Lui mi ha detto: "Tutto ciò che si fa per il solo fine di piacermi, risplende innanzi a Me d'una maniera tale, da attirare i miei sguardi divini e mi piacciono tanto, che a quelle azioni, fossero anche un muovere di ciglia, do il valore come se fossero fatte da Me. Invece quelle altre azioni, in se stesse buone ed anche grandi, fatte non per Me solo, sono come quell'oro infangato e pieno di ruggine che non risplende ed Io non mi benigno neppure di guardarle." Ed io: "Ah! Signore, quanto è facile che la polvere imbratti le nostre azioni!" E Lui: "Alla polvere non bisogna badare, perché si scuote, ma quello a cui bisogna badare, è l’intenzione."
In questo Luisa la fa da Maestra
L'intenzione che mettiamo nell'azione, da quella intenzione il Signore accoglie la nostra opera. Se noi mettiamo in un'azione l'intenzione di dare amore a Dio, a Dio arriva amore. Se invece ci mettiamo l'intenzione riparazione dei peccati, al Signore arriva come riparazione. Ecco quanto importa il nostro valore. Dio numera tutto e nemmeno un respiro fatto per Lui rimane senza ricompensa. Anche san Pio, scrivendo ad una sua figlia spirituale, Gesù nulla si tiene di ciò che si fa per amor Suo. Ed Egli a larga mano ce ne remunera. Poi San Padre Pio diceva di guardarsi dal perdere vista la divina presenza per qualsiasi azione che si fa. Non intraprendiamo nessun lavoro o azione senza aver prima innalzata la nostra mente a Dio a Lui indirizzando con santa intenzione le azioni che farete. Facciamo le cose per Cristo, con Cristo e per Cristo. // Le buona intenzioni rendono bello l'atto agli occhi di Dio. Quale intenzioni devo mettere nelle mie azioni per piacere a Dio? Il perfetto amore di Dio. San Francesco di Sales nei suoi scritti: dice che accade spesso che persone deboli di corpo e di spirito e che fanno le cose piccole, le fanno con tanto amore di Dio da sorpassare in merito le azioni sublimi le quali spesso si fanno con poco amore di Dio. Non è la molteplicità delle opere che ci fa acquistare la perfezione ma la precisione e purità d'intenzione con le quali le facciamo. Non è l'opera in sé che da il merito ma l'amore con cui la facciamo. Non c'è paragone dal più piccolo atto fatto per amor di Dio e con le azioni grosse fatte con poco amore. L'orecchio di Dio è vicino al nostro cuore e si apre ai nostri pensieri. La buona intenzione fa diventare oro le azioni più materiali, una sorte di Re Mida che trasforma in oro tutto ciò che tocca. Beati coloro che mettono una buona intenzione in ciò che fanno. Il Concilio di Trento mette in rilievo come un'atto di amor puro copre una moltitudine di peccati come la preghiera e penitenza: un'atto di perfetto amore di Dio, riconcilia immediatamente l'anima con Dio, anche la più aggravata da peccati a condizione che ci sia l'intenzione di confessare i peccati subito dopo.
Ogni atto d'amore ci merita un'aumento di grazia santificante la quale a sua volta aumenta i meriti personali e ci merita un'aumento di gloria maggiore in Cielo e diminuisce le pene del Purgatorio
L'atto d'amore è l'azione più santificante. Dio è Amore, chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio in Lui.
Quando siamo in Dio i nostri meriti sovrabbondano e questo porta frutti abbondanti perché senza di Gesù non possiamo far nulla (di buono). I veggenti di Fatima avevano l'abitudine di offrire ogni loro sofferenza e ogni loro penitenza per quattro intenzioni: 1) Per amore del Signore 2) Pe riparare le offese al Cuore Immacolato di Maria 3) per la conversione dei peccatori 4) Per il Santo Padre. Questi erano i fini che loro mettevano nelle loro opere. Quando si parla di perfetto amore di Dio non si può prescindere dalla sua Volontà. Non posso (per esempio) uccidere per amore di Dio o in nome di Dio - non è possibile. Perché si separa l'amore al Volere. Gesù dice: se Mi amate, osserverete i miei comandamenti. Non posso mettere l'amore per Dio in un'azione che esuli dai suoi comandamenti. La Madonna a
"...Quanto è grande il vostro amore? Il mio Cuore materno è triste mentre nei vostri cuori cerca l’amore. Non siete disposti a sottomettere per amore la vostra volontà alla volontà di Dio. Non potete aiutarmi a far sì che coloro che non hanno conosciuto l’amore di Dio lo conoscano, perché voi non avete il vero amore…." 2 Febbraio 2013 Medjugorje
In questo messaggio appare chiaro cosa significa il vero amore: sottomettere la nostra volontà alla Sua. Io non posso dire di compiere un'azione per amor di Dio se ciò prescinde la Volontà di Dio.
Se amore e volontà di Dio camminano assieme, c'è da aggiungere la conoscenza di Dio. L'amore segue la conoscenza, non è possibile amare chi non si conosce e non si può compiere la volontà di chi non si conosce. I nostri atti acquisiscono valore anche in grado di conoscenza che abbiamo di Dio. Ecco perché la lettera agli Ebrei dice che senza la fede è impossibile piacere a Dio. Perché non posso mettere un'indirizzo soprannaturale alle mie azioni ed è la fede che mi porta alla conoscenza di Dio.
L'azione dev'essere animata da un motivo soprannaturale, faccio quello che faccio per amore di Dio. Ma chiaramente questo amore dev'essere unito alla Volontà di Dio. Lo posso fare per amor Suo perché Lui stesso mi dice che lo vuole o non faccio quell'altra azione perché so che Lui non lo vuole. Più conosco Dio più lo amo e più la mia azione diventa meritoria.
CATECHESI DI DON SILVESTRO
Le volte scorse abbiamo approfondito la confessione e la grazia. Ma oggi vediamo l'argomento: come deve essere un'azione meritoria?
Dobbiamo considerare tre aspetti: l'azione stessa, colui che la fa e colui a cui è diretta l'azione. Un'azione meritoria in relazione all'opera stessa, all'uomo e in relazione a Dio.
In relazione all'opera stessa. L'operazione deve avere tre caratteristiche: deve essere moralmente buona - conforme per l'oggetto, l'intenzione e le circostanze alla legge morale. San Paolo dice che ciascuno sia schiavo che libero riceverà dal Signore quello che ha fatto di bene. Quindi l'azione per essere ricompensata da Dio dev'essere moralmente buona. Poi dev'essere libera. Secondo la testimonianza della coscienza umana, solo un'azione libera merita ricompensa o punizione. San Girolamo dice: dove vi è necessità non vi è ricompensa.
SIRACIDE - 31
10Chi ha subìto questa prova ed è risultato perfetto?
Sarà per lui un titolo di vanto.
Chi poteva trasgredire e non ha trasgredito,
fare il male e non lo ha fatto?
11Per questo si consolideranno i suoi beni
e l’assemblea celebrerà le sue beneficenze.
Ecco colui che merita agli occhi di Dio. Nel Vangelo di Matteo al capitolo 19 versetto 17 troviamo spesso: se vuoi entrare nella vita osserva i comandamenti. Questo se vuoi presuppone una libertà. Sei libero di farlo o di non farlo. Se lo faccio di mia iniziativa ho diritto alla ricompensa perché potrei non farlo ma lo faccio. Poi la terza caratteristica che deve avere un'azione per essere meritoria è la soprannaturalità dell'azione. L'azione dev'essere soprannaturale per essere merita a Dio. Cioè fatta con l'aiuto della grazia attuale e per un motivo soprannaturale. Perché colui che agisce è dotato di ragione e libertà e deve orientare coscientemente la sua azione al suo fine. Fate modo che il vostro cuore sia indirizzato al Signore. L'azione deve avere un fine soprannaturale e anche un principio soprannaturale (cioè fatta in stato di grazia, tema già affrontato in precedenza). Salomone consiglia di confidare nel Signore e di non appoggiarsi alla nostra intelligenza e in tutti i tuoi passi pensa a Lui. // Gesù promette la ricompensa per le opere che vengono compiute per Lui.
Vangelo secondo Matteo - 10
40Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. 41Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. 42Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».
Vangelo secondo Matteo - 19
"..29Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna…"
Per il mio nome - dice Gesù - perché siete mei discepoli.
Vangelo secondo Luca - 9
"...48e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato…."
Ecco il fare qualcosa per Dio.
Lettera ai Colossesi - 3
"...17E qualunque cosa facciate, in parole e in opere, tutto avvenga nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie per mezzo di lui a Dio Padre…"
Prima lettera ai Corinzi - 10
"...31Dunque, sia che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio…"
Ogni azione nostra abbia come indirizzo Dio. E quando ciò accade, tocca il cuore di Dio perché a Dio arriva quell'azione.
Luisa Piccarreta 6 Novembre 1899 Purità d'intenzione. (volume terzo)
"Dolcissimo amor mio, Ti offro questi movimenti del mio corpo che Tu stesso mi hai fatto e tutti gli altri che posso fare io, per il solo fine di piacerti e glorificarti. Ah! sì, vorrei che anche i movimenti delle palpebre, dei miei occhi, delle mie labbra e di tutta me stessa, fossero fatti al solo fine di piacere a Te solo. Fa’, o buon Gesù, che tutte le mie ossa, i miei nervi, risuonino fra loro ed a chiare voci Ti attestino il mio amore."
E Lui mi ha detto: "Tutto ciò che si fa per il solo fine di piacermi, risplende innanzi a Me d'una maniera tale, da attirare i miei sguardi divini e mi piacciono tanto, che a quelle azioni, fossero anche un muovere di ciglia, do il valore come se fossero fatte da Me. Invece quelle altre azioni, in se stesse buone ed anche grandi, fatte non per Me solo, sono come quell'oro infangato e pieno di ruggine che non risplende ed Io non mi benigno neppure di guardarle." Ed io: "Ah! Signore, quanto è facile che la polvere imbratti le nostre azioni!" E Lui: "Alla polvere non bisogna badare, perché si scuote, ma quello a cui bisogna badare, è l’intenzione."
In questo Luisa la fa da Maestra
L'intenzione che mettiamo nell'azione, da quella intenzione il Signore accoglie la nostra opera. Se noi mettiamo in un'azione l'intenzione di dare amore a Dio, a Dio arriva amore. Se invece ci mettiamo l'intenzione riparazione dei peccati, al Signore arriva come riparazione. Ecco quanto importa il nostro valore. Dio numera tutto e nemmeno un respiro fatto per Lui rimane senza ricompensa. Anche san Pio, scrivendo ad una sua figlia spirituale, Gesù nulla si tiene di ciò che si fa per amor Suo. Ed Egli a larga mano ce ne remunera. Poi San Padre Pio diceva di guardarsi dal perdere vista la divina presenza per qualsiasi azione che si fa. Non intraprendiamo nessun lavoro o azione senza aver prima innalzata la nostra mente a Dio a Lui indirizzando con santa intenzione le azioni che farete. Facciamo le cose per Cristo, con Cristo e per Cristo. // Le buona intenzioni rendono bello l'atto agli occhi di Dio. Quale intenzioni devo mettere nelle mie azioni per piacere a Dio? Il perfetto amore di Dio. San Francesco di Sales nei suoi scritti: dice che accade spesso che persone deboli di corpo e di spirito e che fanno le cose piccole, le fanno con tanto amore di Dio da sorpassare in merito le azioni sublimi le quali spesso si fanno con poco amore di Dio. Non è la molteplicità delle opere che ci fa acquistare la perfezione ma la precisione e purità d'intenzione con le quali le facciamo. Non è l'opera in sé che da il merito ma l'amore con cui la facciamo. Non c'è paragone dal più piccolo atto fatto per amor di Dio e con le azioni grosse fatte con poco amore. L'orecchio di Dio è vicino al nostro cuore e si apre ai nostri pensieri. La buona intenzione fa diventare oro le azioni più materiali, una sorte di Re Mida che trasforma in oro tutto ciò che tocca. Beati coloro che mettono una buona intenzione in ciò che fanno. Il Concilio di Trento mette in rilievo come un'atto di amor puro copre una moltitudine di peccati come la preghiera e penitenza: un'atto di perfetto amore di Dio, riconcilia immediatamente l'anima con Dio, anche la più aggravata da peccati a condizione che ci sia l'intenzione di confessare i peccati subito dopo.
Ogni atto d'amore ci merita un'aumento di grazia santificante la quale a sua volta aumenta i meriti personali e ci merita un'aumento di gloria maggiore in Cielo e diminuisce le pene del Purgatorio
L'atto d'amore è l'azione più santificante. Dio è Amore, chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio in Lui.
Quando siamo in Dio i nostri meriti sovrabbondano e questo porta frutti abbondanti perché senza di Gesù non possiamo far nulla (di buono). I veggenti di Fatima avevano l'abitudine di offrire ogni loro sofferenza e ogni loro penitenza per quattro intenzioni: 1) Per amore del Signore 2) Pe riparare le offese al Cuore Immacolato di Maria 3) per la conversione dei peccatori 4) Per il Santo Padre. Questi erano i fini che loro mettevano nelle loro opere. Quando si parla di perfetto amore di Dio non si può prescindere dalla sua Volontà. Non posso (per esempio) uccidere per amore di Dio o in nome di Dio - non è possibile. Perché si separa l'amore al Volere. Gesù dice: se Mi amate, osserverete i miei comandamenti. Non posso mettere l'amore per Dio in un'azione che esuli dai suoi comandamenti. La Madonna a
"...Quanto è grande il vostro amore? Il mio Cuore materno è triste mentre nei vostri cuori cerca l’amore. Non siete disposti a sottomettere per amore la vostra volontà alla volontà di Dio. Non potete aiutarmi a far sì che coloro che non hanno conosciuto l’amore di Dio lo conoscano, perché voi non avete il vero amore…." 2 Febbraio 2013 Medjugorje
In questo messaggio appare chiaro cosa significa il vero amore: sottomettere la nostra volontà alla Sua. Io non posso dire di compiere un'azione per amor di Dio se ciò prescinde la Volontà di Dio.
Se amore e volontà di Dio camminano assieme, c'è da aggiungere la conoscenza di Dio. L'amore segue la conoscenza, non è possibile amare chi non si conosce e non si può compiere la volontà di chi non si conosce. I nostri atti acquisiscono valore anche in grado di conoscenza che abbiamo di Dio. Ecco perché la lettera agli Ebrei dice che senza la fede è impossibile piacere a Dio. Perché non posso mettere un'indirizzo soprannaturale alle mie azioni ed è la fede che mi porta alla conoscenza di Dio.
L'azione dev'essere animata da un motivo soprannaturale, faccio quello che faccio per amore di Dio. Ma chiaramente questo amore dev'essere unito alla Volontà di Dio. Lo posso fare per amor Suo perché Lui stesso mi dice che lo vuole o non faccio quell'altra azione perché so che Lui non lo vuole. Più conosco Dio più lo amo e più la mia azione diventa meritoria.
CATECHESI DI DON SILVESTRO
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