Don Silvestro continua la sua spiegazione sull'inferno e affronta oggi come tematica una grande tentazione che ci porta a non credere all'esistenza dell'inferno
E' come se la strada che porta all'inferno avesse scritto su di sé, vizio capitale. Si pecca perché si percorre una di queste vie. Questo vuol dire che se mi libero dai vizi capitali mi libero anche dalla possibilità dell'inferno nella mia vita.
La Gola è l'appetito disordinato del cibo e delle bevande. E' una degenerazione dell'istinto, i piaceri della tavola passano in primo piano e ciò che dovrebbe essere mezzo di sussistenza diventa fine. Non si mangia per vivere ma si vive per mangiare. San Gregorio Magno ha scritto: in 5 modi ci tenta il vizio della gola: 1) Ci fa anticipare il pasto prima del bisogno, fuori tempo e troppo frequentamente. 2) La ricerca di cibi squisiti, procurandosi bevande molto costose. 3) Li fa preparare esagerando nel condire i cibi allo scopo di renderli più gustosi. 4) Talora passi i limiti della quantità richiesta, oltre le esigenze naturali 5) Qualche volta pecca per una voracità insaziabile. Tutto è racchiuso in queste termini: fuori tempo, lusso, superficialità, voracità e raffinatezza. // Chi domina il proprio stomaco fa diminuire le passioni. Un ventre ben pieno invita ad un lungo sonno. San Gregorio Magno attribuisce alla gola 5 figlie: 1) Sciocca allegria 2) Scurrilità 3) Sporcizia 4) Multiloquio o loquacità 5) Ottusità nella mente nell'intendere.
La grande tentazione del demonio
La grande tentazione del demonio che rivolge ai grandi nella fede: tutto ciò che Dio non vuole non sarà, tutto ciò che non concilia con la sua Bontà non può esistere. Tutto ciò che Dio non vuole non sarà. E' una grande tentazione ed è un motivo per il quale non si crede all'esistenza dell'inferno.
L'inferno non è stato creato per l'uomo
Lo abbiamo già visto prima che l'inferno non è stato voluto da Dio per l'uomo e l'uomo non è stato creato per l'inferno. L'unica realtà che cozza con la bontà di Dio è l'inferno. Molti, anche tra i più grandi teologici, di fronte all'inferno hanno preso delle cantonate contraddicendo la Scrittura: chi ha detto che non esiste o se esiste non può essere eterno. C'è chi è arrivato a dire che se l'inferno esiste è vuoto o che esiste per il peccato e non per il peccatore. Questa è la tentazione del demonio ai grandi della fede. Al principio della conversione di don Silvestro, tornando a casa, è passava davanti ad una cancellata dove c'era un dobermann che puntualmente gli abbaiava. Ogni volta che passava abbaiava e lui puntualmente si avvicinava a lui, stendeva la mano e lo accarezzava pensando: Dio è buono e non permetterà che mi morda. Ripensandoci ritiene di essere stato un'incosciente. In che cosa consiste questa tentazione? Il diavolo fa credere che tutto ciò che cozza contro la bontà di Dio non può esistere o se esiste lo è per un tempo limitato. Anche San Pietro sperimentò questa tentazione quando, sentendo l'annuncio della Passione di Gesù, lo ha rimproverato elevandosi a Maestro del Maestro. Ma Gesù manifestò subito a Pietro che era satana che parlava per mezzo di lui. Il demonio cosa sta suggerendo a Gesù (nella tentazione del Tempio)? Se tu sei il Figlio di Dio, Dio ti vuole bene e quindi puoi anche gettarti giù, Dio non permetterà che ti accada nulla di male. Vedete com'è sottile la tentazione?
Io posso anche gettarmi
Se io infrango la legge della gravità buttandomi da un palazzo, la legge della gravità infrangerà me. Se mi butto da un palazzo nella convinzione che Dio non permetterà che mi accada qualche male, ma facendolo non mi sto affidando a Dio ma alla legge di gravità e sarà essa ad occuparsi di me. Io posso gettarmi nel fuoco pensando: Dio è buono e non permetterà che mi accada nulla di male, ma di fatto non mi sto affidando a Dio ma all'elemento del fuoco che per sua natura riscalda e brucia. Ecc... Io morirò perché mi sono messo in balia di queste forze e non perché Dio non mi ama. Se le potenze di cui abbiamo parlato sono un bene ma possono diventare un male, c'è una potenza che attrae l'uomo rischiando di ucciderlo ed è solo male.
Ma di fatto mi mancherai
Questa potenza che è da temere più di tutte le altre è peccato. Se mi metto nelle mani della gravità rischio di precipitare. Consegnandomi al peccato io mi sono messo in potere di chi ha il potere di uccidere l'anima e il corpo. Chi sceglie il peccato sceglie la morte non sotto forma di rischio, perché il peccato non è un bene che può diventare male. Ma la conseguenza immediata del peccato è sempre male per l'anima e per il corpo.
SAPIENZA - 1
16Ma gli empi invocano su di sé la morte con le opere e con le parole;
ritenendola amica, si struggono per lei
e con essa stringono un patto,
perché sono degni di appartenerle.
Chi sceglie il peccato come alleato per l'eternità sceglie per sé la morte come alleata eterna.
LIBRO DEI SALMI - Salmo 49 (48)
15 Come pecore sono destinati agli inferi,
sarà loro pastore la morte;
scenderanno a precipizio nel sepolcro,
svanirà di loro ogni traccia,
gli inferi saranno la loro dimora.
Vedete le conseguenze del peccato? Sempre, non a modo di rischio come accade per l'acqua e gli altri elementi.
PROVERBI - 11
19Chi pratica la giustizia si procura la vita, chi persegue il male va verso la morte.
QOÈLET - 8
"..8Nessun uomo è padrone del suo soffio vitale tanto da trattenerlo, né alcuno ha potere sul giorno della morte. Non c’è scampo dalla lotta e neppure la malvagità può salvare colui che la compie…"
Nel peccato è intrinseco il male. Da qui il consiglio di Salomone dice: non provocate la morte con gli errori della vostra vita e non attiratevi la rovina con le opere delle mani. Il peccato ha per conseguenza la rovina e la morte che può essere nel tempo ma anche eterna.
Storiella del don: un discepolo, andato dal suo maestro e gli ha domandato: mi puoi suggerire qualcosa che mi guidi per tutta la vita? Era la giornata del silenzio del maestro e quindi gli scrisse: consapevolezza. Ma il discepolo disse: è troppo sintetico, non puoi ampliarlo un po'? Il maestro prese il foglio e scrisse: consapevolezza, consapevolezza e consapevolezza. Il discepolo replicò: va bene, ma cosa significa? Il Maestro scrisse: consapevolezza, consapevolezza significa consapevolezza.
Morale: nessuna realtà come la meditazione sulla realtà dell'inferno ci dà la consapevolezza reale della gravità delle nostre scelte. La prospettiva dell'inferno mette in noi una consapevolezza reale della gravità delle scelte che noi facciamo nella nostra vita.
MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO ZAMMARELLI
E' come se la strada che porta all'inferno avesse scritto su di sé, vizio capitale. Si pecca perché si percorre una di queste vie. Questo vuol dire che se mi libero dai vizi capitali mi libero anche dalla possibilità dell'inferno nella mia vita.
La Gola è l'appetito disordinato del cibo e delle bevande. E' una degenerazione dell'istinto, i piaceri della tavola passano in primo piano e ciò che dovrebbe essere mezzo di sussistenza diventa fine. Non si mangia per vivere ma si vive per mangiare. San Gregorio Magno ha scritto: in 5 modi ci tenta il vizio della gola: 1) Ci fa anticipare il pasto prima del bisogno, fuori tempo e troppo frequentamente. 2) La ricerca di cibi squisiti, procurandosi bevande molto costose. 3) Li fa preparare esagerando nel condire i cibi allo scopo di renderli più gustosi. 4) Talora passi i limiti della quantità richiesta, oltre le esigenze naturali 5) Qualche volta pecca per una voracità insaziabile. Tutto è racchiuso in queste termini: fuori tempo, lusso, superficialità, voracità e raffinatezza. // Chi domina il proprio stomaco fa diminuire le passioni. Un ventre ben pieno invita ad un lungo sonno. San Gregorio Magno attribuisce alla gola 5 figlie: 1) Sciocca allegria 2) Scurrilità 3) Sporcizia 4) Multiloquio o loquacità 5) Ottusità nella mente nell'intendere.
La grande tentazione del demonio
La grande tentazione del demonio che rivolge ai grandi nella fede: tutto ciò che Dio non vuole non sarà, tutto ciò che non concilia con la sua Bontà non può esistere. Tutto ciò che Dio non vuole non sarà. E' una grande tentazione ed è un motivo per il quale non si crede all'esistenza dell'inferno.
L'inferno non è stato creato per l'uomo
Lo abbiamo già visto prima che l'inferno non è stato voluto da Dio per l'uomo e l'uomo non è stato creato per l'inferno. L'unica realtà che cozza con la bontà di Dio è l'inferno. Molti, anche tra i più grandi teologici, di fronte all'inferno hanno preso delle cantonate contraddicendo la Scrittura: chi ha detto che non esiste o se esiste non può essere eterno. C'è chi è arrivato a dire che se l'inferno esiste è vuoto o che esiste per il peccato e non per il peccatore. Questa è la tentazione del demonio ai grandi della fede. Al principio della conversione di don Silvestro, tornando a casa, è passava davanti ad una cancellata dove c'era un dobermann che puntualmente gli abbaiava. Ogni volta che passava abbaiava e lui puntualmente si avvicinava a lui, stendeva la mano e lo accarezzava pensando: Dio è buono e non permetterà che mi morda. Ripensandoci ritiene di essere stato un'incosciente. In che cosa consiste questa tentazione? Il diavolo fa credere che tutto ciò che cozza contro la bontà di Dio non può esistere o se esiste lo è per un tempo limitato. Anche San Pietro sperimentò questa tentazione quando, sentendo l'annuncio della Passione di Gesù, lo ha rimproverato elevandosi a Maestro del Maestro. Ma Gesù manifestò subito a Pietro che era satana che parlava per mezzo di lui. Il demonio cosa sta suggerendo a Gesù (nella tentazione del Tempio)? Se tu sei il Figlio di Dio, Dio ti vuole bene e quindi puoi anche gettarti giù, Dio non permetterà che ti accada nulla di male. Vedete com'è sottile la tentazione?
Io posso anche gettarmi
Se io infrango la legge della gravità buttandomi da un palazzo, la legge della gravità infrangerà me. Se mi butto da un palazzo nella convinzione che Dio non permetterà che mi accada qualche male, ma facendolo non mi sto affidando a Dio ma alla legge di gravità e sarà essa ad occuparsi di me. Io posso gettarmi nel fuoco pensando: Dio è buono e non permetterà che mi accada nulla di male, ma di fatto non mi sto affidando a Dio ma all'elemento del fuoco che per sua natura riscalda e brucia. Ecc... Io morirò perché mi sono messo in balia di queste forze e non perché Dio non mi ama. Se le potenze di cui abbiamo parlato sono un bene ma possono diventare un male, c'è una potenza che attrae l'uomo rischiando di ucciderlo ed è solo male.
Ma di fatto mi mancherai
Questa potenza che è da temere più di tutte le altre è peccato. Se mi metto nelle mani della gravità rischio di precipitare. Consegnandomi al peccato io mi sono messo in potere di chi ha il potere di uccidere l'anima e il corpo. Chi sceglie il peccato sceglie la morte non sotto forma di rischio, perché il peccato non è un bene che può diventare male. Ma la conseguenza immediata del peccato è sempre male per l'anima e per il corpo.
SAPIENZA - 1
16Ma gli empi invocano su di sé la morte con le opere e con le parole;
ritenendola amica, si struggono per lei
e con essa stringono un patto,
perché sono degni di appartenerle.
Chi sceglie il peccato come alleato per l'eternità sceglie per sé la morte come alleata eterna.
LIBRO DEI SALMI - Salmo 49 (48)
15 Come pecore sono destinati agli inferi,
sarà loro pastore la morte;
scenderanno a precipizio nel sepolcro,
svanirà di loro ogni traccia,
gli inferi saranno la loro dimora.
Vedete le conseguenze del peccato? Sempre, non a modo di rischio come accade per l'acqua e gli altri elementi.
PROVERBI - 11
19Chi pratica la giustizia si procura la vita, chi persegue il male va verso la morte.
QOÈLET - 8
"..8Nessun uomo è padrone del suo soffio vitale tanto da trattenerlo, né alcuno ha potere sul giorno della morte. Non c’è scampo dalla lotta e neppure la malvagità può salvare colui che la compie…"
Nel peccato è intrinseco il male. Da qui il consiglio di Salomone dice: non provocate la morte con gli errori della vostra vita e non attiratevi la rovina con le opere delle mani. Il peccato ha per conseguenza la rovina e la morte che può essere nel tempo ma anche eterna.
Storiella del don: un discepolo, andato dal suo maestro e gli ha domandato: mi puoi suggerire qualcosa che mi guidi per tutta la vita? Era la giornata del silenzio del maestro e quindi gli scrisse: consapevolezza. Ma il discepolo disse: è troppo sintetico, non puoi ampliarlo un po'? Il maestro prese il foglio e scrisse: consapevolezza, consapevolezza e consapevolezza. Il discepolo replicò: va bene, ma cosa significa? Il Maestro scrisse: consapevolezza, consapevolezza significa consapevolezza.
Morale: nessuna realtà come la meditazione sulla realtà dell'inferno ci dà la consapevolezza reale della gravità delle nostre scelte. La prospettiva dell'inferno mette in noi una consapevolezza reale della gravità delle scelte che noi facciamo nella nostra vita.
MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO ZAMMARELLI
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