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Sull'esistenza dell'inferno

Don Silvestro spiega l'inferno e ricorrendo ai Testi Sacri e agli insegnamenti della Chiesa ne manifesta la certa esistenza

Abbiamo trattato in maniera sintetica i vizi capitali. Oggi inizieremo con la lettera: Rivelazioni dall'Inferno, sono dannata. Il 9 aprile 1952 questa lettera ha ricevuto un'imprimatur dal Vaticano. L'imprimatur vaticano è garanzia della serietà di quello scritto o altro. Sono pagine terribile e raccontano uno stile di vita nella quale vive oggi gran parte dell'umanità. La Misericordia di Dio permettendo il fatto qua narrato, rivela lo spaventoso mistero che ci attende al termine della nostra vita.

La Sacra Scrittura è categorica sull'esistenza dell'Inferno. In san Matteo 25 Gesù parla apertamente dei dannati e del fuoco dell'inferno. Poi al capitolo 10 versetto 28. La Geènna della Bibbia è il nome di una valle presso Gerusalemme nella quale gli ebrei caduti nell'idolatria sacrificavano i figli a Moloch nel fuoco. Il re Giosia, tolta quella superstizione idolatra, per rendere il luogo abominevole ordinò che ci fossero messe le immondizie della città e i cadaveri dei giustiziati che dovevano rimanere insepolti e per distruggere i miasmi si manteneva il fuoco acceso.

La Santa Chiesa, nel Concilio di Firenze del 1439, riguardo l'esistenza dell'Inferno afferma che le anime che muoiono in stato di peccato mortale vanno direttamente all'inferno. E la Lumen Gentium si raccomanda una stretta vigilanza perché noi tutti compariremo tutti al Tribunale di Cristo. Anche il catechismo di san Pio X parla di inferno. Ai buoni l'eterna vita e il gaudio e ai cattivi la perdizione e il fuoco eterno. Il catechismo della Chiesa Cattolica mette in guardia dall'inferno.

L'inferno è eterno. C'è la scomunica ad un'imperatore che mise termine all'eresia dell'apocatastasi, cioè che alla fine l'inferno cesserà di esistere e che i demoni e i dannati verranno portati in Paradiso. Papa Virgilio e l'imperatore Giustiniano. Dal momento che alcuni si dannano per l'eternità, possiamo dire che Cristo che non sia morto per tutti e che la sua Redenzione sia stata inefficace per alcuni? Il Catechismo di san Pio X che Cristo è morto per tutti, ma non tutti osservano la sua Legge, non si servono dei mezzi di santificazioni che ci sono stati lasciati, ecc... non basta che Gesù sia morto per noi ma è necessario che i frutti della sua Redenzione vengano a noi applicati. Ma siccome alcuni non li ricevono o li prendono male, queste persone rendono a sé stessi inutile la morte di Gesù. Loro l'hanno resa inefficace. Nessuno può dire di avere un regalo che non ha voluto. Se non lo accogliamo non possiamo dire di avere un dono. Chi persevererà fino alla fine sarà salvato. La non salvezza è conseguenza di non accoglienza, se io nella mia vita non accolgo il Salvatore non accolgo il dono del Salvatore.

MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO

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