Passa ai contenuti principali

Tenebre esteriori; pianto e stridere di denti

Don Silvestro spiega il significato delle tenebre esteriori e del pianto e stridere di denti

Il don legge (per iniziare la meditazione) un capitolo alla volta di Lettere dall'Inferno (una donna, Clara ha ricevuto una comunicazione dall'inferno di una sua amica dannata che le spiega cosa si prova all'inferno - la rivelazione ha l'imprimatur da parte della Chiesa).

L’amore nelle anime in stato di grazia

Trattiamo - in base a ciò che dice la Sacra Scrittura. Le tenebre esteriori si distinguono da quelle interiori, perché l'una chiama in causa l'altra. L'aver vissuto in questa vita nelle tenebre interiori porta a vivere nelle tenebre esteriori nell'altra vita. L'uomo raccoglie ciò che ha seminato secondo il monito di san Paolo. Non vi fare illusioni, non prendiamoci gioco di Dio, ciascuno raccoglierà ciò che ha seminato. Chi semina vento raccoglierà tempesta e chi semina tenebre raccoglierà tenebre. Si raccoglie tenebra quando si sceglie una vita di peccato. Il peccato può essere definito tenebra per quattro ragioni: 1) Il profeta Sofonia rende ciechi perché si è peccato contro il Signore. Si guarda ma non si vede. Il peccato acceca l'intelletto - secondo quanto dice la Sapienza 2,21 2) Chi pecca, secondo quanto dice Gesù, odia la luce e di conseguenza ama le tenebre. I peccati vengono chiamati da San Paolo opera delle tenebre. 3) Non sempre ma quasi sempre i peccati si commettono nella notte. Il peccato di Giuda fu compiuto mentre era notte. 4) I peccati si dicono tenebre anche per il fine a cui conducono. Le tenebre esteriori. Chi di dunque ha scelto per sé le tenebre interiori nell'aldilà avrà le tenebre esteriori. Cosa sono le tenebre esteriori?

Per averne un'idea noi vediamo che grave affanno reca ad un malato una lunga notte e con quanto desiderio sospiri il giorno. Quale affanno darà ai dannati la notte eterna dell'inferno, senza speranza che vi penetri un minimo spiraglio di luce. Tobi piangeva la sua cecità. Che afflizione prova il dannato che vedrà per tutta l'eternità il buio?

LIBRO DEL PROFETA ISAIA - 59

9Per questo il diritto si è allontanato da noi
e non ci raggiunge la giustizia.
Speravamo la luce ed ecco le tenebre,
lo splendore, ma dobbiamo camminare nel buio.
10Tastiamo come ciechi la parete,
come privi di occhi camminiamo a tastoni;
inciampiamo a mezzogiorno come al crepuscolo,
nel pieno vigore siamo come i morti.
11Noi tutti urliamo come orsi,
andiamo gemendo come colombe;
speravamo nel diritto ma non c’è,
nella salvezza ma essa è lontana da noi.
12Poiché sono molti davanti a te i nostri delitti,
i nostri peccati testimoniano contro di noi;
poiché i nostri delitti ci stanno davanti
e noi conosciamo le nostre iniquità:


Sembrano le parole di un dannato. Se in Paradiso c'è la Gloria di Dio e in terra c'è il Sole. All'inferno non ci sarà nessuna stilla di luce. Qualcuno potrebbe dire che la luce dell'inferno potrebbe essere data dal fuoco.

SAPIENZA - 17

5Nessun fuoco, per quanto intenso, riusciva a far luce,
neppure le luci più splendenti degli astri
riuscivano a rischiarare dall’alto quella notte cupa.
6Appariva loro solo una massa di fuoco, improvvisa, tremenda;
atterriti da quella fugace visione,
credevano ancora peggiori le cose che vedevano.


Il fuoco dell'inferno si pensa che possegga un fumo densissimo che accresce il senso di soffocamento. Nell'Apocalisse, san Giovanni dice che quando furono aperti i cancelli dell'inferno ne uscì un fumo terribile che offluscò l'aria e il Sole.

Libro dell’Apocalisse - 9

"..2egli aprì il pozzo dell’Abisso e dal pozzo salì un fumo come il fumo di una grande fornace, e oscurò il sole e l’atmosfera…"

Se una sola apertura ha mandato un fumo così grande ed intenso, quali saranno le tenebre e i soffocamenti che il fumo porta in sé nell'Abisso infernale. Santa Veronica Giuliani diceva:

«Parvemi che il Signore mi facesse vedere un luogo oscurissimo; ma dava incendio come fosse stata una gran fornace. Erano fiamme e fuoco, ma non si vedeva luce; sentivo stridi e rumori, ma non si vedeva niente; usciva un fetore e fumo orrendo, ma non vi è, in questa vita, cosa da poter paragonare…."

San Tommaso (d'Aquino?) dice che ai dannati è riservata tanta luce solamente quanto basta per tormentarli. Sant'Antonio dice sebbene il fuoco suddetto non serve per rallegrare ma per tormentare è per qualche cosa. I reprobi vedranno alla luce della fiamma i seguaci che avranno trascinato da questo mondo. Santa Teresa d'Avila dice che all'inferno ci sono tenebre fittissime, eppure quanto poteva dar pena alla vista si vedeva lo stesso. Cosa che la Santa non riusciva a comprendere. Santa Faustina annovera la pena dell'oscurità come quinta pena e di essa dice: l'oscurità continua, un'orribile soffocante fetore e benché sia buio, i demoni e le anime dannate si vedono fra di loro e vedono il male degli altri e il proprio.

San Tommaso d'Aquino (commento alle parole di Gesù: Io Sono la Luce del Mondo, chi segue Me, non camminerà nelle tenebre ma avrà la Luce della Vita): e poiché questa è la luce universale, dissipa tutte le tenebre. Esistono tre tipi di tenebre 1) ad iniziare dalle tenebre dell'ignoranza di cui è detto nei Salmi: costoro non sanno e non intendono e vanno barcollando nelle tenebre - salmo 81,5. Le tenebre dell'ignoranza portano all'oscurità della ragione. 2) L'ignoranza della colpa. Per qualche abitudine l'anima desidera un bene che non è un bene. 3) Poi ci sono le tenebre della dannazione eterna di cui si legge: il servo inutile gettatelo nelle tenebre esteriori.

Matteo 25

30E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.

Gesù non dice che nelle tenebre esteriori si piange e si stridono i denti. Già quell'altro è di troppo. Non dice che lì piangerà e striderà i denti. O lì tutti piangeranno e strideranno i denti. Potremmo sospettare che là non esistano esseri umani ma residui. C'è qualcuno che piange e stride? Nel senso letterale non c'è che pianto e stridore di denti, come se gli uomini ed angeli che si trovano all'inferno più che identificarsi con la loro natura, si identificano con la loro sofferenza. Come se diventassero loro stessi pianto e stridore di denti. Ma quanto l'inferno annulli la dignità dell'essere è espressa anche nella parabola del povero Lazzaro dove il nome del dannato non è conosciuto ma è identificato con il suo peccato. Se l'essere umano è costituito per formare un tutt'uno con Dio, il trovarsi separato da Dio per l'eternità, ciò costituirà una sorta di disintegrazione permanente della propria dignità.

L'inferno è una cosa da temere con tutte le forze. Lasciamo perdere l'umorismo delle barzellette su questa realtà terribile.

MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO ZAMMARELLI

Commenti

Post popolari in questo blog

Cos'è e come si esercita la prudenza

La virtù cardinale della prudenza (seconda parte). La prudenza nell'insegnamento di san Tommaso d'Aquino. L'eubulia, la sunesis e la gnome. Le otto parti della prudenza: memoria, intelletto, docilità, eustochia (o sagacia), ragione, previdenza, circospezione e cautela. Importanza capitale e decisiva di questa splendida virtù. Ciclo di catechesi "Vizi e virtù", venticinquesima puntata, 20 Aprile 2022 In quanto battezzati, gli ambiti delle virtù - sia teologali che cardinali - le abbiamo, la radice è già in noi solo che dobbiamo esercitarle con la grazia, preghiera e pratica. Se ciò non accade, le virtù rimangono morte. E' come se ci fosse un'abito appeso dentro ad un'armadio e quell'abito non fosse usato. E' come se quella persona non ce l'avesse. Se non abbiamo la grazia, preghiera e pratica....le virtù, come i vizi, crescono con la ripetizione degli atti. La prudenza è la virtù che presiede tutte le nostre scelte, specie quelle che hanno...

La prudenza, auriga di tutte le virtù

La virtù cardinale della prudenza. Sue definizioni da parte di insigni autori. La prudenza nei libri sapienziali dell'Antico Testamento. La prudenza nel Catechismo della Chiesa Cattolica. Discernere il bene da farsi e scegliere i mezzi giusti e corretti per farlo. Ciclo di catechesi "Vizi e virtù", ventiquattresima puntata, 11 Aprile 2022 La prima delle quattro virtù cardinali: Prudenza, Giustizia, fortezza e temperanza. Per analizzare questa virtù, - le virtù cardinali sono infuse con la grazia santificante, ma sono virtù praticabili dalle persone ma non in forma perfetta. Socrate, Platone ed Aristotele parlavano delle virtù cardinali, come Seneca, Marco Aurelio parlavano di esso, ecc... Uno dei tre pilastri del diritto romano era dare a ciascuno il suo. Ci troviamo in un'ambito in cui abbiamo delle possibilità di dialogo con il mondo non espressamente credente. Ma noi tratterremo della virtù che ci viene dal complesso cristiano. Ci sono dei libri nell'AT che...

Cristo Giudice e la giustizia retributiva nel giudizio particolare

Il giudizio particolare avviene immediatamente al momento della morte dove si incontra il rigore della giustizia retributiva di Dio. Il triplice esito possibile del giudizio particolare, secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica e i Concili di Lione, di Firenze e di Trento. Ciclo di catechesi: "I Novissimi. La morte e la vita del mondo che verrà", sesta puntata, Lunedì 17 Ottobre 2022 Il nuovo testamento sembrerebbe parlare del Giudizio Universale (es. Vangelo di san Matteo, capitolo 25) però ci sono degli evidenti riferimenti al Giudizio Particolare sia nelle lettere apostoliche. E' doveroso partire per prima dai dati biblici del NT. Vangelo secondo Luca - 16 ( 19C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. 20Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, 21bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piag...