Don Silvestro spiega l'inferno e si trattiene su una questione relativa alla mutevolezza della nostra volontà
La via che porta all'inferno è il peccato e ogni peccato ha un suo movente, ha un qualcosa che lo muove ed è sempre da trovare in uno dei vizi capitali. Oggi tratteremo il vizio dell'invidia. Che cos'è l'invidia? Consiste nella tristezza di fronte dei beni altrui e nel desiderio di appropriarsene. E' un sentimento negativo per un bene altrui in relazione al fatto che si vorrebbero per sé e spesso accompagnata dal rancore ed avversione per colui che il bene desiderato. San Gregorio Magno parla di sei figlie: l'odio, la maldicenza, la calunnia, l'esultanza per le avversità del prossimo e il dolore dei successi dell'invidiato.
Domanda relativa alla mutevolezza della nostra volontà: l'uomo, perché è libero e mutevole, può scegliere liberamente il bene o il male. Quindi in sostanza uno dovrebbe dire: l'inferno dura fino a quando scelgo il male. Se la mia volontà è mutevole, devo ritenere che l'inferno dura tanto quanto la mia volontà persiste nel male. Ma può darsi che io sperimentando la durezza delle pene dell'inferno la mia volontà muti e quindi l'inferno non è eterno.
Principio spirituale.
Nella vita presente noi sperimentiamo la mutevolezza della nostra volontà e delle scelte che liberamente facciamo. Ma non sempre è possibile tornare indietro da alcune scelte. Nel tempo le nostre scelte diventano sempre più definitive. Fino a quando l'uomo è in vita la libertà umana è soggetta a cambiamenti soggetta alla grazia di Dio e in male a causa del peccato. Quando avviene il distacco dal principio spirituale (l'anima) dal corpo, la libertà è sottratta da ogni influsso limitante e quindi acquista la sua piena capacità. Ora è proprio dell'essere spirituale prendere decisioni definitive prese in piena luce e libertà. Con la morte cessa per la persona umana la possibilità di cambiare la sua decisione presa, resta fissata per sempre in quello che ha deciso. Dio non può far nulla per cambiarla altrimenti distruggere la libertà umana che è il dono più grande. E' definitiva la scelta di ogni dannato di rimanere nella dannazione. Il motivo per cui il dannato è dannato è precisamente la radicalizzazione assoluta e definitiva nel rifiuto di Dio che il malvagio ha costruito nella sua vita.
L'inferno non finirà
L'inferno non finirà, coloro che sono all'inferno non vogliono ricevere più nulla da Dio, hanno scelto di essere liberamente lontani da Dio. Dio non vuole forzare nessuno ad amarLo. Un teologo ha detto che l'inferno esiste perché Dio è amore, è provocante ma è vera. Questa frase comprende due verità: E' necessario un passaggio che ci porta ad una considerazione: l'amore di Dio e l'eternità dell'inferno non sono incompatibili, lo stesso inferno è manifestazione dell'amore di Dio. Ma come è possibile?
Se l'inferno non fosse eterno allora sì che ci sarebbe una contraddizione con il suo amore. Ragioniamo: sappiamo che Dio ci ha creati per amore e non per necessità proprio perché è Dio. Dio non poteva avere bisogno di qualcosa. Dio ci ha dato il massimo che è indicato dalle parole della Genesi: facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza. Va inteso a livello spirituale, il che vuol dire che abbiamo una volontà, intelligenza e libertà infinitamente inferiori a quelle di Dio ma vere. Immaginiamo che Dio ci avesse una libertà illusoria, ciò avrebbe significato che Dio non ci amerebbe perfettamente. In questo caso il suo amore sarebbe stato coercitivo. L'esistenza dell'inferno dimostra che Dio ci ha dato la possibilità di amarlo di un amore libero e non obbligatorio. Come si fa a dimostrare che la libertà è vera? Da ciò che produce nel tempo. Un'esempio: se compriamo un vestito che non è di marca, dopo qualche lavata non potremo più indossarlo ma se è di marca, durerà. Lo stesso per la libertà: se è falsa le conseguenze del suo esercizio sono del tutto influenti ma se è vera il suo esercizio deve produrre conseguenze vere. Gli effetti reali nell'eternità devono essere altrettanto eterni.
Immaginiamo che tra un miliardo di anni, Dio chiuda l'inferno e faccia andare tutti in Paradiso, diavoli e dannati. Un po' quello che diceva Origene. Cosa sono un miliardo di anni rispetto all'eternità? Nulla. Ciò significherebbe che la libertà dell'uomo non sarebbe vera. Ecco perché l'inferno è eterno e non deve sorprendere che questa eternità sia l'esito sia della Giustizia e dell'amore di Dio. Dio non ci ha donato una patacca, un falso ma una libertà vera. Quanto vale la libertà che esercito in un sogno? Nulla. Perché non produce effetti nel tempo. Quanto vale la libertà che produce nella vita reale? Tutto, perché produce effetti eterni. Dio ci ha amato così tanto da poterlo scegliere liberamente o di rifiutarlo liberamente e realmente. E la nostra scelta vale quanto vale l'eternità.
MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO ZAMMARELLI
La via che porta all'inferno è il peccato e ogni peccato ha un suo movente, ha un qualcosa che lo muove ed è sempre da trovare in uno dei vizi capitali. Oggi tratteremo il vizio dell'invidia. Che cos'è l'invidia? Consiste nella tristezza di fronte dei beni altrui e nel desiderio di appropriarsene. E' un sentimento negativo per un bene altrui in relazione al fatto che si vorrebbero per sé e spesso accompagnata dal rancore ed avversione per colui che il bene desiderato. San Gregorio Magno parla di sei figlie: l'odio, la maldicenza, la calunnia, l'esultanza per le avversità del prossimo e il dolore dei successi dell'invidiato.
Domanda relativa alla mutevolezza della nostra volontà: l'uomo, perché è libero e mutevole, può scegliere liberamente il bene o il male. Quindi in sostanza uno dovrebbe dire: l'inferno dura fino a quando scelgo il male. Se la mia volontà è mutevole, devo ritenere che l'inferno dura tanto quanto la mia volontà persiste nel male. Ma può darsi che io sperimentando la durezza delle pene dell'inferno la mia volontà muti e quindi l'inferno non è eterno.
Principio spirituale.
Nella vita presente noi sperimentiamo la mutevolezza della nostra volontà e delle scelte che liberamente facciamo. Ma non sempre è possibile tornare indietro da alcune scelte. Nel tempo le nostre scelte diventano sempre più definitive. Fino a quando l'uomo è in vita la libertà umana è soggetta a cambiamenti soggetta alla grazia di Dio e in male a causa del peccato. Quando avviene il distacco dal principio spirituale (l'anima) dal corpo, la libertà è sottratta da ogni influsso limitante e quindi acquista la sua piena capacità. Ora è proprio dell'essere spirituale prendere decisioni definitive prese in piena luce e libertà. Con la morte cessa per la persona umana la possibilità di cambiare la sua decisione presa, resta fissata per sempre in quello che ha deciso. Dio non può far nulla per cambiarla altrimenti distruggere la libertà umana che è il dono più grande. E' definitiva la scelta di ogni dannato di rimanere nella dannazione. Il motivo per cui il dannato è dannato è precisamente la radicalizzazione assoluta e definitiva nel rifiuto di Dio che il malvagio ha costruito nella sua vita.
L'inferno non finirà
L'inferno non finirà, coloro che sono all'inferno non vogliono ricevere più nulla da Dio, hanno scelto di essere liberamente lontani da Dio. Dio non vuole forzare nessuno ad amarLo. Un teologo ha detto che l'inferno esiste perché Dio è amore, è provocante ma è vera. Questa frase comprende due verità: E' necessario un passaggio che ci porta ad una considerazione: l'amore di Dio e l'eternità dell'inferno non sono incompatibili, lo stesso inferno è manifestazione dell'amore di Dio. Ma come è possibile?
Se l'inferno non fosse eterno allora sì che ci sarebbe una contraddizione con il suo amore. Ragioniamo: sappiamo che Dio ci ha creati per amore e non per necessità proprio perché è Dio. Dio non poteva avere bisogno di qualcosa. Dio ci ha dato il massimo che è indicato dalle parole della Genesi: facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza. Va inteso a livello spirituale, il che vuol dire che abbiamo una volontà, intelligenza e libertà infinitamente inferiori a quelle di Dio ma vere. Immaginiamo che Dio ci avesse una libertà illusoria, ciò avrebbe significato che Dio non ci amerebbe perfettamente. In questo caso il suo amore sarebbe stato coercitivo. L'esistenza dell'inferno dimostra che Dio ci ha dato la possibilità di amarlo di un amore libero e non obbligatorio. Come si fa a dimostrare che la libertà è vera? Da ciò che produce nel tempo. Un'esempio: se compriamo un vestito che non è di marca, dopo qualche lavata non potremo più indossarlo ma se è di marca, durerà. Lo stesso per la libertà: se è falsa le conseguenze del suo esercizio sono del tutto influenti ma se è vera il suo esercizio deve produrre conseguenze vere. Gli effetti reali nell'eternità devono essere altrettanto eterni.
Immaginiamo che tra un miliardo di anni, Dio chiuda l'inferno e faccia andare tutti in Paradiso, diavoli e dannati. Un po' quello che diceva Origene. Cosa sono un miliardo di anni rispetto all'eternità? Nulla. Ciò significherebbe che la libertà dell'uomo non sarebbe vera. Ecco perché l'inferno è eterno e non deve sorprendere che questa eternità sia l'esito sia della Giustizia e dell'amore di Dio. Dio non ci ha donato una patacca, un falso ma una libertà vera. Quanto vale la libertà che esercito in un sogno? Nulla. Perché non produce effetti nel tempo. Quanto vale la libertà che produce nella vita reale? Tutto, perché produce effetti eterni. Dio ci ha amato così tanto da poterlo scegliere liberamente o di rifiutarlo liberamente e realmente. E la nostra scelta vale quanto vale l'eternità.
MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO ZAMMARELLI
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