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Il peccato esige l'esistenza del Purgatorio

Don Silvestro inizia le sue catechesi sul Purgatorio partendo dalla sua esistenza emettendo in rilievo quattro ragionevoli motivazioni per cui bisogna dire che il Purgatorio esiste. in questo incontro tratta la prima delle quattro

Il Purgatorio è un dono di Dio e della sua misericordia. Quando appariremo davanti a Dio, tutto ciò che avremo fatto per possederLo d'improvviso ci sembrerà troppo poco. In quel momento all'anima verranno in mente i sacrifici più grandi che sono stati fatti e l'anima inizierà a sentirsi come un ladro in casa del derubato. Come potrà godere di un tanto bene senza nemmeno un grande sacrificio? Per dare una pallida immagine di come si sentirà un'anima non purificata di fronte a Dio immaginiamo di un ladro che voglia godere del proprio furto in casa del derubato e alla sua presenza. Già di per sé è difficile godere di un bene rubato ma alla presenza del derubato e in casa sua. Se per caso accadesse che il derubato amasse il ladro, diventerebbe sempre più difficile per il ladro godere della refurtiva. Più cresce l'amore più si sente colpevole. Ecco perché il don ritiene che non sia possibile entrare in Paradiso senza sacrificio. Lì si potrà godere del sommo bene.

Quattro ragionevoli motivazioni per dire che il Purgatorio esiste:

1) Il peccato esige l'esistenza del Purgatorio

San Tommaso d'Aquino nella sua Somma Teologia nel parlare del Purgatorio parte dal peccato e della sue conseguenze. Dice: se è vero infatti che la contrizione cancella la colpa, non sempre viene sempre eliminata del tutto la pena, il reato o debito di pena. Non sempre con la cancellazione dei peccati mortali non sempre viene compiuta anche quella dei veniali. La giustizia di Dio esige che ogni peccato venga ricondotto all'ordine dalla debita pena. Perciò è necessario per colui che muore dopo essersi pentito dei peccati e confessato ma prima della dovuta soddisfazione venga punito dopo la vita presente. Chi nega il Purgatorio parlano con la Divina Giustizia.

Il debito di pena insito in ogni peccato.

Se questo debito di pena viene scontato nella vita presente, quest'anima nel morire andrà direttamente in Paradiso. Ma se ciò non avviene dovrà scontarlo nell'altra vita.

Dobbiamo riflettere con più serietà della gravità del peccato. Padre Angelo, nella sua Filotea dei Defunti scriveva che il peccato appare come un piccolo male in vita, un grande male alla morte. Un'immenso male dopo la morte. Nell'arco di questa vita il peccato sembra pochissima cosa, ma al momento della morte la situazione cambia. E dopo la morte scopriamo quanto è grave realmente quella cosa che ci sembrava piccolissima. Il peccato ci separa da Dio fonte di ogni gioia e felicità. La stessa confessione sacramentale non basta per distruggere le nefaste conseguenze del peccato, perché se è vero che cancella le colpe ed è indispensabile, non essendo accompagnato da un vero pentimento non conferisce l'indulgenza plenaria ma solo parziale. Quindi la pena del peccato diventa da eterna a temporale. Questo vuol dire che è necessario che l'anima, per essere purificata totalmente, debba affrontare una pena. E' impensabile pensare che l'anima, dopo essere stata uccisa da un peccato che conduce alla morte, possa risorgere e ritornare viva senza patire.

Esempio: quando il corpo viene ferito, tanto più è mortale la ferita che riceve tanto più è dolorosa la cura a cui si deve asservire. E se per non voler patire, il ferito rifiutasse le cure, il ferito sa che starebbe rinunciando alla sua vita. L'anima è immortale per sua natura ma questo non significa che non può morire ma può vivere nella morte. L'anima separata da Dio vive nella morte, per questo l'inferno è chiamata seconda morte. Ma fino a quando l'anima è unita al corpo, può sempre passare - con la confessione - dalla morte alla vita. Infatti anticamente il sacramento della confessione così come quello del Battesimo era il sacramento dei morti perché veniva amministrato alle anime morte. Non si può passare alla gloria della Resurrezione senza passare per la Passione.

Il sacramento della confessione fa passare dalla morte alla vita ed è stato istituito da Cristo Risorto. Sbagliano coloro che pensano di passare dalla morte alla vita senza alcuna sofferenza.

La dottrina cattolica:

Catechismo della Chiesa Cattolica (d'ora in poi CCC):

Le pene del peccato

1472 Per comprendere questa dottrina e questa pratica della Chiesa bisogna tener presente che il peccato ha una duplice conseguenza. Il peccato grave ci priva della comunione con Dio e perciò ci rende incapaci di conseguire la vita eterna, la cui privazione è chiamata la « pena eterna » del peccato. D'altra parte, ogni peccato, anche veniale, provoca un attaccamento malsano alle creature, che ha bisogno di purificazione, sia quaggiù, sia dopo la morte, nello stato chiamato purgatorio. Tale purificazione libera dalla cosiddetta « pena temporale » del peccato. Queste due pene non devono essere concepite come una specie di vendetta, che Dio infligge dall'esterno, bensì come derivanti dalla natura stessa del peccato. Una conversione, che procede da una fervente carità, può arrivare alla totale purificazione del peccatore, così che non sussista più alcuna pena.

Il peccato mortale e veniale hanno delle conseguenze. Il peccato mortale ha una conseguenza eterna, il veniale ha una conseguenza temporale. Ma anche il peccato mortale confessato - attraverso la confessione - la pena passa da eterna a temporale. Ma questa pena dev'essere soddisfatta in questa vita o in quella futura. Non è una vendetta di Dio. Con il peccato hai scelto tutte le pene che sono insite nel tuo peccato.

1473 Il perdono del peccato e la restaurazione della comunione con Dio comportano la remissione delle pene eterne del peccato. Rimangono, tuttavia, le pene temporali del peccato. Il cristiano deve sforzarsi, sopportando pazientemente le sofferenze e le prove di ogni genere e, venuto il giorno, affrontando serenamente la morte, di accettare come una grazia queste pene temporali del peccato; deve impegnarsi, attraverso le opere di misericordia e di carità, come pure mediante la preghiera e le varie pratiche di penitenza, a spogliarsi completamente dell'« uomo vecchio » e a rivestire « l'uomo nuovo ».

Quando mi confesso ciò mi comporta la remissione eterna del peccato. Per il peccato che ho confessato non posso più essere condannato all'inferno.

Come posso scontare la mia pena temporale in questa vita?

Il cristiano deve sforzarsi, sopportando pazientemente le sofferenze e le prove di ogni genere e, venuto il giorno, affrontando serenamente la morte, di accettare come una grazia queste pene temporali del peccato --- CCC, primo modo. Il cristiano deve sforzarsi di accogliere le vicende della vita, senza ribellione ma prendendo tutto dalle mani di Dio. Chi non vuol farsi nemmeno un momento di purgatorio prenda tutto dalle mani di Dio. ------ il cristiano deve impegnarsi attraverso le opere di misericordia e di carità, come pure mediante la preghiera e le varie pratiche di penitenza, a spogliarsi completamente dell'« uomo vecchio » e a rivestire « l'uomo nuovo ». CCC

Vedete come il CCC ci riempie il cuore di una grande speranza: prendiamo dalle mani di Dio tutto ciò che ti accade nell'arco della vita ed impegnarsi nelle opere di carità e misericordia. Spogliamoci dell'uomo vecchio per vestirci del nuovo.

Quanto sbagliano quelli che pensano che al peccato sia congiunta la gioia, la felicità, l'appagamento e la soddisfazione. Qualche anno fa Luca carboni cantava: potremmo essere felici e fare un mucchio di peccati. Ma il don non ricorda di aver sentito un'affermazione più sbagliata di questa. Ma il CCC dice che al peccato non è legata la gioia ma la pena.

La pena è insita nel peccato. Non si può essere liberati dal peccato senza scontare la pena insita nel peccato.

Don Dolindo Ruotolo diceva: non dobbiamo stupirci dei tormenti dell'anima che soffre nel Purgatorio. Noi consideriamo le colpe con il nostro criterio e ci sembrano cose da nulla e consideriamo le nostre meschine opere come se fossero grandi eroismi. E non vediamo le loro miserie e di quanta purificazione hanno bisogno per diventare corona. Esempio del don: sono stati lanciati dei missili verso la Luna ma il lancio non è riuscito perché la traiettoria del lancio per mettere in orbita il missile si era spostata di un millesimo di mm. Questo millesimo a terra era una cosa tanto trascurabile che gli operatori del lancio non se ne sono nemmeno accorti. Eppure il millesimo di millimetro si è ingigantito. Ogni peccato veniale a noi sembra una sciocchezza, tanto vero che lo commettiamo con facilità ed incoscienza, ma ogni nostra azione non si restringe alla Terra né è calcolata con mezzi terreni, tende verso Dio perché è il prezzo della conquista dell'eterna felicità. Il peccato sposta la traiettoria della nostra azione verso l'egoismo di un piacere o la soddisfazione stupida ecc.. e l'azione verso Dio forma un'angolo di spostamento, ed è una deviazione che fa fallire il lancio. Il peccato veniale non è una trascurabile deviazione dall'amore di Dio e nel Purgatorio questa cosa deve purificarsi. Perché l'anima possa mettersi nell'orbita purissima di Dio e raggiungere la felicità.

MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO ZAMMARELLI

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