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Preparato per il diavolo e i sui angeli

Don Silvestro spiega: "preparato per il diavolo e i suoi angeli". Distinguendo in questo enunciato due terribili verità: la prima sta nel fatto che nulla è a misura d'uomo in quanto è stato preparato per il diavolo e i suoi angeli e la seconda consiste nella terribile compagnia appunto il diavolo e i suoi angeli. Inoltre spiega la più drammatica delle pene dell'inferno che rende tutto disperazione e cioè la sua eternità

Il don legge (per iniziare la meditazione) un capitolo alla volta di Lettere dall'Inferno (una donna, Clara ha ricevuto una comunicazione dall'inferno di una sua amica dannata che le spiega cosa si prova all'inferno - la rivelazione ha l'imprimatur da parte della Chiesa).

"MI RITENEVO CATTOLICA..."

Cosa significa che l'inferno è stato preparato per gli angeli? Che non è stato preparato per gli uomini. Questa sentenza rivela che l'inferno non è stato preparato per gli uomini ma si traduce in un tormento insopportabile - interiore ed esteriore - per i dannati. L'interiore cioè la voce della coscienza, il verme che non muore, che rivela al dannato di essere in una realtà non voluta da lui, che era destinato ad un'altra realtà ben diversa. Ma anche nell'esteriore questa realtà diventa insopportabile ma sulla Terra non c'è paragone perché tutto è stato creato per l'uomo. Tuttavia è da dire che alcune realtà non sono state create per abitarci. Il mare non è abitabile, perché dopo i primi in acqua inizierebbe a soffocare, o l'aria rarefatta dei monti più alti inizierebbe a fargli girare la testa. Nessuno però di essi renderebbe l'idea di essere in un posto dove tutto quello che c'è non è a tua misura. Se una persona andasse ad abitare su una stella, morirebbe per il calore insopportabile. Eppure quella stella è stata creata da Dio per me. L'inferno non è stato creato per l'uomo, nulla di ciò che è all'inferno è a misura dell'uomo ma è stato creato per il diavolo e i suoi angeli.

Le compagnie del dannato: il diavolo e i suoi angeli. Santa Caterina da Siena si sentì dire dal Padre Eterno: i Santi trovano la loro felicità eterna nella visione di Dio, vi gustano nella gioia nella ricompensa nelle prove che sopportarono per amore di Me. Quei disgraziati trovano incessantemente il loro supplizio nella visione del demonio, perché vedendolo essi si conoscano maggiormente e comprendano ciò che meritarono con le loro colpe. Il verme della coscienza li divora. Ciò che rende questa pena terribile è che essi vedono il demonio nella sua realtà e la sua figura è così spaventosa che l'immaginazione dell'uomo non potrebbe concepire. Ricordi che (Dio ndr) te lo mostrai per un'istante (alla Santa) e questo istante fu sì penoso che avresti preferito di andare per una strada di fuoco fino al giorno del giudizio piuttosto che rivederlo. Eppure quel che vedesti non può farti comprendere quanto egli sia orribile perché la Giustizia divina lo mostra più orribile all'anima che è separata. E l'orrore di quella visione è proporzionata alla grandezza della colpa del dannato.

Anche Santa Veronica Giuliani inorridì alla vista del maligno. E anche a lei venne dato che la visione di satana forma il tormento dei dannati e la visione di Dio dei Santi.

Sant'Alfonso Maria de Liguori, raccontava che quando l'Università di Parigi era ai massimi splendori uno dei suoi più celebri professori morì. Nessuno si sarebbe immaginato la sua terribile sorte. Tanto meno il vescovo di Parigi suo intimo amico. Mentre il vescovo pregava per il defunto se lo vide apparire davanti incandescente con il volto disperato. Il vescovo compreso che l'amico fosse dannato e chiese tra le altre cose: all'inferno ti ricordi delle scienze per le quali eri così famoso in terra? Risposta: che scienze, che scienze! In compagnia dei demoni abbiamo altro a cui pensare, questi spiriti malvagi non ci danno un momento di tregua e ci impediscono di pensare a qualsiasi altra cosa che non siano le nostre colpe e le nostre pene. Queste sono già spaventose e tremende, ma i demoni ce le inaspriscono in modo da alimentare in noi una continua disperazione.

L'inferno è stato creato per i demoni e non per l'uomo.

Una realtà terribile dell'inferno parla di fuoco eterno e fuoco inestinguibile che non lasciano spazio alla speranza, e che evidenziano l'eternità dell'inferno. E questo rende i tormenti dell'inferno sono irrevocabili perché in quel luogo non esiste alcuna forma di speranza. Un dolore è reso sopportabile dalla speranza che presto finirà o che magari ha una sua utilità. Nell'inferno non ci sono queste due prospettive. Anche nel Purgatorio l'anima soffre molto - anche se è molto diversa - per esempio non ci sono i demoni. L'anima soffre nel Purgatorio ma la speranza certa del Paradiso rende all'anima purgante ogni pena sopportabile. Ma nell'inferno questo non esiste. Santa Teresa d'Avila dice sull'inferno: la sofferenza più atroce è che queste pene non hanno né fine né mitigazione. Anche Santa Veronica Giuliani sente una voce all'inferno: sarà sempre così.

Libro dell’Apocalisse - 9

6In quei giorni gli uomini cercheranno la morte, ma non la troveranno; brameranno morire, ma la morte fuggirà da loro.

Sant'Alfonso osserva: se un'angelo dicesse ad un dannato: uscirai dall'inferno dopo tanti secoli quante sono le gocce dell'acqua e le sabbie del mare ecc.. il dannato farebbe più festa che un mendico di essere fatto re. Perché passeranno tutti questi secoli, si moltiplicheranno infinte vuole e l'inferno sarà sempre da capo. Ogni dannato chiederebbe a Dio di aumentargli la pena quanto vuole ma di metterci un termine e sono contento. Ma questo termine non vi sarà mai. La tromba della Giustizia tuonerà nell'inferno: sempre, sempre e sempre. I dannati diranno ai demoni: quando finiranno queste pene, fiamme e tormenti? E la risposta sarà: Mai Mai. Quanto dureranno? Sempre.

C'è gente che non ha pazienza nello stare in una stanza calda, di sopportare qualche persona molesta, ecc.. e non si preoccupano dell'inferno. Ma quando saranno lò dovranno pazientare di stare in un mare di fuoco, calpestati dai diavoli ed abbandonati da Dio per tutta l'eternità.

MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO ZAMMARELLI

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