Don Silvestro continua le sue catechesi sul Purgatorio cercando di spiegare cosa esso sia
Quale cosa rimpiangi, o anima santa del Purgatorio, della terra che lasciasti?
Io rimpiango il male commesso. Esso mi pareva nel mondo sì lieve e gradevole! Io spegneva i miei rimorsi in seno al piacere; oggi il suo peso mi opprime; la sua amarezza mi tormenta; il suo ricordo mi perseguita e mi dilania. Colpe mortali perdonate, ma non espiate; colpe veniali, imperfezioni leggere... Troppo tardi io conosco la vostra malizia! Oh! se ritornassi in vita, nessuna promessa, per quanto lusinghiera, nessun onore, piacere e ricchezza, nessuna parola seducente sarebbe capace di indurmi a commettere il più piccolo peccato. O voi, che siete ancora liberi di scegliere tra Dio e il mondo, volgete lo sguardo alle spine, alla Croce, alle angustie del Cuore di Gesù, alle nostre fiamme: esse vi diranno quali siano le pene arrecategli dalle nostre colpe; pensate al tardo rammarico che ne avrete in Purgatorio, e nulla più vi costerà l'evitarle.
Che cos'è il Purgatorio?
Il Purgatorio è lo stato provvisorio in cui si trovano le anime dei defunti che non possono partecipare subito alla visione di Dio e non sono destinate alla condanna dell'Inferno. Per questo quando si parla dei Novissimi non si parla del Purgatorio perché una situazione transitoria. Le anime del Purgatorio sono consapevoli che sono in una situazione di transizione e sono destinate al Paradiso. Il Purgatorio è come se fosse l'anticamera del Paradiso. Attenzione a quelle rivelazioni private che dicono che le anime non sono sicure della loro salvezza eterna.
La Chiesa celeste e la Chiesa peregrinante
49. Fino a che dunque il Signore non verrà nella sua gloria, accompagnato da tutti i suoi angeli (cfr. Mt 25,31) e, distrutta la morte, non gli saranno sottomesse tutte le cose (cfr. 1 Cor 15,26-27), alcuni dei suoi discepoli sono pellegrini sulla terra, altri, compiuta questa vita, si purificano ancora, altri infine godono della gloria contemplando « chiaramente Dio uno e trino, qual è » (Lumen Gentium).
Quanto dura il Purgatorio? Il Purgatorio non è una realtà eterna come l'inferno o il Paradiso, ma avrà fine e qua si definisce il giorno che finirà il Purgatorio. Quando il Signore verrà nella sua gloria, il Purgatorio non esisterà più.
III. La purificazione finale o purgatorio
1031 La Chiesa chiama purgatorio questa purificazione finale degli eletti, che è tutt'altra cosa dal castigo dei dannati. La Chiesa ha formulato la dottrina della fede relativa al purgatorio soprattutto nei Concili di Firenze e di Trento. La Tradizione della Chiesa, rifacendosi a certi passi della Scrittura, parla di un fuoco purificatore: « Per quanto riguarda alcune colpe leggere, si deve credere che c'è, prima del giudizio, un fuoco purificatore; infatti colui che è la Verità afferma che, se qualcuno pronuncia una bestemmia contro lo Spirito Santo, non gli sarà perdonata né in questo secolo, né in quello futuro (Mt 12,32). Da questa affermazione si deduce che certe colpe possono essere rimesse in questo secolo, ma certe altre nel secolo futuro ». Catechismo della Chiesa Cattolica
Il catechismo cita il Denzingher. Il Purgatorio c'è la pena ma è tutt'altra cosa rispetto il castigo dei dannati. Bisogna fare attenzione perché molti lo descrivono un'inferno transitorio o a tempo dove sono compresi i diavoli, torture di vario genere ecc... Il purgatorio non c'entra con l'Inferno e i dannati così e i demoni non possono intervenire nel Purgatorio. Tante volte anche nella descrizione di alcuni veggenti, il Purgatorio è presentato come se fosse un'inferno transitorio. La Chiesa fa risalire ciò dice sul Purgatorio dalla Tradizione e dalla Sacra Scrittura.
Il don inizia a parlare del Denzingher ma prendo solo appunti in quanto in rete non riesco a reperirlo. Qua solo appunti.
Le anime dei veri penitenti morti nell'amore di Dio prima di aver soddisfatto ciò che hanno commesso sono purificate dopo la morte. Il peccato dev'essere sempre soddisfatto cioè richiede sempre in un certo qual modo una soddisfazione o una purificazione. Nessun peccato è annullato in una maniera assoluta, ogni peccato richiede un cammino di purificazione. Quel peccato che ho confessato, tuttavia dev'essere ancora scontato. Se è scontato in questa vita e non ne rimane più traccia, se non è scontato in questa vita lo sarà nella vita futura. Poi parla (il Denzingher) del sollievo che possiamo dare alle anime dei fedeli in Purgatorio. Preghiere, elemosine, sacrificio dell'Altare, pratiche di pietà ecc... ancora ci è data la possibilità di amarli facendo per loro del bene. Offrendogli dei suffragi.
Della realtà del Purgatorio bisogna parlarne (e poi vedremo il motivo). E' una realtà che siamo chiamati a sapere. Oggi si sta eliminando dal pensiero dei credenti il pensiero dei credenti, si ha la convinzione che il proprio caro defunto sia già in Paradiso, che Dio è misericordioso e sono tutti salvati. Ma questo è un danno perché ci porta a non pregare più i nostri defunti e non ad aiutarli più in questo momento che stanno vivendo.
La dottrina del Purgatorio non è qualcosa inventato da Dante, ha fatto un'ottimo lavoro per svegliare le coscienze circa le verità eterne ma non è farina del suo sacco. Il concilio di Trento dice che chi dice che se una persona che si è confessata andrà direttamente in Paradiso sia anatema. C'è una pena da scontare anche dopo il perdono.
MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO ZAMMARELLI
Quale cosa rimpiangi, o anima santa del Purgatorio, della terra che lasciasti?
Io rimpiango il male commesso. Esso mi pareva nel mondo sì lieve e gradevole! Io spegneva i miei rimorsi in seno al piacere; oggi il suo peso mi opprime; la sua amarezza mi tormenta; il suo ricordo mi perseguita e mi dilania. Colpe mortali perdonate, ma non espiate; colpe veniali, imperfezioni leggere... Troppo tardi io conosco la vostra malizia! Oh! se ritornassi in vita, nessuna promessa, per quanto lusinghiera, nessun onore, piacere e ricchezza, nessuna parola seducente sarebbe capace di indurmi a commettere il più piccolo peccato. O voi, che siete ancora liberi di scegliere tra Dio e il mondo, volgete lo sguardo alle spine, alla Croce, alle angustie del Cuore di Gesù, alle nostre fiamme: esse vi diranno quali siano le pene arrecategli dalle nostre colpe; pensate al tardo rammarico che ne avrete in Purgatorio, e nulla più vi costerà l'evitarle.
Che cos'è il Purgatorio?
Il Purgatorio è lo stato provvisorio in cui si trovano le anime dei defunti che non possono partecipare subito alla visione di Dio e non sono destinate alla condanna dell'Inferno. Per questo quando si parla dei Novissimi non si parla del Purgatorio perché una situazione transitoria. Le anime del Purgatorio sono consapevoli che sono in una situazione di transizione e sono destinate al Paradiso. Il Purgatorio è come se fosse l'anticamera del Paradiso. Attenzione a quelle rivelazioni private che dicono che le anime non sono sicure della loro salvezza eterna.
La Chiesa celeste e la Chiesa peregrinante
49. Fino a che dunque il Signore non verrà nella sua gloria, accompagnato da tutti i suoi angeli (cfr. Mt 25,31) e, distrutta la morte, non gli saranno sottomesse tutte le cose (cfr. 1 Cor 15,26-27), alcuni dei suoi discepoli sono pellegrini sulla terra, altri, compiuta questa vita, si purificano ancora, altri infine godono della gloria contemplando « chiaramente Dio uno e trino, qual è » (Lumen Gentium).
Quanto dura il Purgatorio? Il Purgatorio non è una realtà eterna come l'inferno o il Paradiso, ma avrà fine e qua si definisce il giorno che finirà il Purgatorio. Quando il Signore verrà nella sua gloria, il Purgatorio non esisterà più.
III. La purificazione finale o purgatorio
1031 La Chiesa chiama purgatorio questa purificazione finale degli eletti, che è tutt'altra cosa dal castigo dei dannati. La Chiesa ha formulato la dottrina della fede relativa al purgatorio soprattutto nei Concili di Firenze e di Trento. La Tradizione della Chiesa, rifacendosi a certi passi della Scrittura, parla di un fuoco purificatore: « Per quanto riguarda alcune colpe leggere, si deve credere che c'è, prima del giudizio, un fuoco purificatore; infatti colui che è la Verità afferma che, se qualcuno pronuncia una bestemmia contro lo Spirito Santo, non gli sarà perdonata né in questo secolo, né in quello futuro (Mt 12,32). Da questa affermazione si deduce che certe colpe possono essere rimesse in questo secolo, ma certe altre nel secolo futuro ». Catechismo della Chiesa Cattolica
Il catechismo cita il Denzingher. Il Purgatorio c'è la pena ma è tutt'altra cosa rispetto il castigo dei dannati. Bisogna fare attenzione perché molti lo descrivono un'inferno transitorio o a tempo dove sono compresi i diavoli, torture di vario genere ecc... Il purgatorio non c'entra con l'Inferno e i dannati così e i demoni non possono intervenire nel Purgatorio. Tante volte anche nella descrizione di alcuni veggenti, il Purgatorio è presentato come se fosse un'inferno transitorio. La Chiesa fa risalire ciò dice sul Purgatorio dalla Tradizione e dalla Sacra Scrittura.
Il don inizia a parlare del Denzingher ma prendo solo appunti in quanto in rete non riesco a reperirlo. Qua solo appunti.
Le anime dei veri penitenti morti nell'amore di Dio prima di aver soddisfatto ciò che hanno commesso sono purificate dopo la morte. Il peccato dev'essere sempre soddisfatto cioè richiede sempre in un certo qual modo una soddisfazione o una purificazione. Nessun peccato è annullato in una maniera assoluta, ogni peccato richiede un cammino di purificazione. Quel peccato che ho confessato, tuttavia dev'essere ancora scontato. Se è scontato in questa vita e non ne rimane più traccia, se non è scontato in questa vita lo sarà nella vita futura. Poi parla (il Denzingher) del sollievo che possiamo dare alle anime dei fedeli in Purgatorio. Preghiere, elemosine, sacrificio dell'Altare, pratiche di pietà ecc... ancora ci è data la possibilità di amarli facendo per loro del bene. Offrendogli dei suffragi.
Della realtà del Purgatorio bisogna parlarne (e poi vedremo il motivo). E' una realtà che siamo chiamati a sapere. Oggi si sta eliminando dal pensiero dei credenti il pensiero dei credenti, si ha la convinzione che il proprio caro defunto sia già in Paradiso, che Dio è misericordioso e sono tutti salvati. Ma questo è un danno perché ci porta a non pregare più i nostri defunti e non ad aiutarli più in questo momento che stanno vivendo.
La dottrina del Purgatorio non è qualcosa inventato da Dante, ha fatto un'ottimo lavoro per svegliare le coscienze circa le verità eterne ma non è farina del suo sacco. Il concilio di Trento dice che chi dice che se una persona che si è confessata andrà direttamente in Paradiso sia anatema. C'è una pena da scontare anche dopo il perdono.
MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO ZAMMARELLI
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