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La pena del danno II parte

Don Silvestro continua le sue catechesi sul Purgatorio trattando la pena del danno approfondendo ulteriormente l'argomento iniziato la volta scorsa

Oggi siamo così facili ad abituarci all'assenza di Dio, si pecca con grande semplicità, non ci si confessa per anni… ma com'è possibile che in Purgatorio quest'assenza di Dio diventa causa di tormenti?

Sant'Agostino dice che Dio è tutto per te, è tutto quello che ami. Questo vuol dire che in Dio è presente tutto ciò che è amabile, e quindi fa sì che in Dio l'anima trova tutto ciò che ama. Dio è amore per essenza e fa sì che è amato per quello che è, cioè amore. In Dio è presente tutto ciò che è amabile e ciò che è l'amore. In Dio è presente il Vero, il Buono o il Bello ma non in modo soggettivo ma in modo assoluto ed oggettivo. In Dio non esiste il soggettivo, il parziale e il relativo. Ma la Verità, la Bellezza e altri sono Lui presenti in maniera oggettiva, totale ed assoluta. Tanto che non è sbagliato dire che Dio è la Verità, la Vita e la Bellezza. Ogni desiderio trova appagamento in Dio. In Dio l'anima trova quella verità eterna di fronte alle quali tutte le altre verità cercate nella vita appaiono come un sogno che si dilegua. Quante verità hanno deluso in questa vita perché troppo incomplete o forse troppo idealizzate, Egli è talmente Vero che può dire che è la Verità. I ricchi impoveriscono ed hanno fame ed è da ricordare che tutto quello che ci sembra più vero è destinato a passare. Dio invece è talmente immutabile che sarà lo stesso ieri, oggi e sempre. Non c'è pericolo che domani si muti. La Verità di ciò che Egli è, non avrà mai fine perché non muterà in quanto Verità assoluta. Una verità temporanea non può essere assoluta, Dio tanto è vero quanto eterno. Egli è talmente bello che la sposa nel cantico dei cantici esclama: come sei Bello, mio diletto. Ecc....

Se di fronte ad una bellezza relativa ci siamo stupiti, tanto da confonderla per una divinità, l'autore della Lettera agli Ebrei, pensino a quanto è superiore il Loro Signore. San Giovanni Paolo II dice: in realtà è Gesù che cercate quando sognate la felicità, è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa quando niente vi attrae.

L'uomo è stato creato per Dio e Dio non cessa di attirare l'uomo e soltanto in Dio, l'uomo troverà la bellezza, la Verità, ecc... che cerca senza posa e che lo renderà veramente felice. Chi cerca il Signore non manca di nulla. Senza Dio nessun bene è capace di soddisfare un'anima immortale. Il desiderio di felicità trova l'appagamento in Dio. Dio è Assoluto nel suo essere, questo fa sì che l'anima contemplando Dio vedrà la Bellezza assoluta, vedrà la Bontà stessa che non è soggettiva ma oggettiva ed assoluta. In Dio non vi è una bellezza parziale, ma tutto è Assoluto in Lui. Tutto è in Lui pienezza. Ecco perché si dice gioia piena alla tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra.

Essendo la volontà mossa da ciò che ama ed avendo trovato l'anima in Dio l'amore per essenza, l'anima sentirà un'attrazione verso di Lui che è paragonabile al Bene stesso che ha trovato e l'anima si sentirà attratta in maniera infinita. Quanti beni in questa vita ci hanno attratto in maniera irresistibile eppure non erano assoluti, non erano capaci di appagare ogni nostro desiderio ma solo relativi. Eppure per possederli abbiamo fatto tanti sacrifici per poi sperimentare che erano beni effimeri. Tante volte che abbiamo desiderato beni che non erano per noi e di conseguenza irraggiungibili.

L'anima al momento del Giudizio, vedrà Cristo Glorioso e riconoscerà in Lui sia per un'istinto proprio dell'anima il bene che non delude in quanto vero per l'eternità e per quanto sia meraviglioso sia questo bene, l'anima capirà che questo bene gli appartiene. Contemplando le sue piaghe gloriose, l'anima riconoscerà in Lui colui che l'ha amato e che (Gesù) si è donato per l'anima. L'anima contemplando Dio non lo percepirà come cosa estranea ma come sommo bene. L'anima in quell'attimo conoscerà quel puro amore nel quale fu creata e alla quale è destinata. Quell'amore che Santa Caterina provò nella sua vita e lo descrisse come fuoco dall'amore che è uscito dalla fontana divina. Fu un'esperienza indescrivibile. La Santa non potè più liberare la sua mente da quell'esperienza e continuamente riusciva a vedere l'amore puro riversato su di sé. Le fu mostrato quanta ignoranza aveva dimostrato lei a tanto amore, vide i suoi difetti e ciò che era capace di fare da sole. Tanto da restare piena di disprezzo verso sé stessa.

Don Dolindo Ruotolo diceva: appena fuori dal corpo, l'anima si trova innanzi alla bontà infinita di Dio, scorge le proprie miserie e le proprie recriminazioni nella luce della bontà divina benché non contempli e non possa ancora contemplare quell'oceano di amore perché ancora incapace di immergersi in una felicità incomparabile. E rimane per darne un pallido esempio come una persona che ha trattato da villano un Re travestito o un cardinale che passa come un semplice inserviente di sacrestia o come peggio un ladro travestito da prete. Come avvenne a quei poliziotti che fermarono san Pio X che vestito da sacerdote, portava sulle sue spalle un materasso per una partoriente poverissima. Ehi, dissero i poliziotti da lontano, ehi ladraccio, che usi la notte per i tuoi furti, dove hai preso quel materasso? Fermati, mettilo giù e porgi le mani alle manette. Si avvicinarono per arrestarlo ma che dire della confusione da cui furono presi quando capirono chi era? E' solo una debole immagine di ciò che accadrà all'anima. Anche non vedendolo faccia faccia, l'anima sentirà nella pace di grazia la bontà di Dio e l'anima, nella luce di Dio, nella quale avverte le perfezioni e la grandezza si trova tutta macchiata e desidererà solo di appartarsi per purificarsi.

MEDITAZIONE DEL DON

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