Don Silvestro continua le sue catechesi sul Purgatorio mettendo in rilievo quanto sia importante la riflessione sul Purgatorio
Quale cosa rimpiangi, o Anima santa del Purgatorio, della terra che lasciasti?
lo rimpiango gli scandali dati. Avessi almeno a piangere le sole mie colpe! Avessi almeno potuto, morendo, arrestare le funeste conseguenze dei miei scandali! Mi fosse almeno concesso di questo luogo tormentoso ritenere sul pendio dell'abisso tante povere anime, seguaci dei miei tristi esempi e della mia perversa dottrina! Ma no, per mia cagione il male ancora si commette, e ciò durerà per anni e secoli. Ora debbo rendere conto della parte che a me ridonda di tutte le colpe, delle quali io sono la cagione. Ah! Se mi fosse dato di fare giungere la mia parola ardente sino ai confini della terra e di percorrere come un missionario il mondo intero, con quale indefessa attività mi appresserei alle anime, onde sviarle dal vizio e ridurle alla virtù! Voi tutti, che vi recate a visitarmi in unione del Sacro Cuore nel carcere tenebroso e che ai miei sguardi fate risplendere un raggio della sua benigna luce, voi avete in Lui il più sicuro ed agevole mezzo per convertire tante anime, quante io ne ho scandalizzate con le mie colpe.
La riflessione sul Purgatorio è molto importante, il Concilio di Trento ha raccomandato ai vescovi affinché la sana dottrina sul Purgatorio sia insegnata, creduta e predicata ovunque. Ma perché è necessario credere all'esistenza del Purgatorio?
Gesù dice a Maria Valtorta: quasi tutti hanno nel Purgatorio delle persone care e con la vita che conducono sono destinati a sostare in quella dimora. // La riflessione sul Purgatorio è importante. Il purgatorio è uno stratagemma della misericordia di Dio per poi stare alla sua presenza ma è anche un'avvertimento molto serio. La riflessione sul Purgatorio ci fa comprendere alcune cose.
Una prima verità che viene fuori dalla riflessione sul Purgatorio è che essa ci avverte quanto ci si debba dar da fare per evitare il peccato che non è mai cosa da niente, anche quando ricevo il perdono sacramentale, esso porta sempre una carica di sofferenza da scontare. Ogni anima in Purgatorio è punita per le sue colpe e per il suo attaccamento al peccato. Maria Simma sentì che Dio esige un'espiazione e comprendendo che ad ogni peccato corrisponde di una particolare espiazione, sapendo queste cose fece voto come anima vittima d'amore e di dolore attraverso la preghiera, sofferenza espiatoria e con l'apostolato. Il peccato è il male più grande dell'uomo. Ogni peccato dev'essere considerato con grande serietà, i Padri della Chiesa l'hanno definito la lebbra dell'anima. Sant'Agostino diceva che quando il medico non interviene con violenza per estirpare il male, il malato è destinato a perire. Quando viene sminuita la gravità del peccato, il peccatore è destinato a perire. La riflessione sul Purgatorio ci fa comprendere quanto grave sia il peccato, anche veniale. Il peccato non va mai sminuito e il Purgatorio ci conferma questo: la gravità del peccato non va mai sminuita.
Santa Caterina da Genova diceva: quando sento dire che Dio è buono e ci perdonerà e si continua a fare il Male, quanta tristezza provo per quelle anime che ignorano cosa le attende per l'eternità.
Seconda realtà che viene fuori: la riflessione sul Purgatorio ci aiuta a prendere in seria considerazione quegli strumenti divini atti a diminuire la nostra presenza in Purgatorio specie la Comunione, Olio degli Infermi e il Viatico. Quanto Purgatorio di meno se sapremo usare questi mezzi divini per abbreviare la dolorosa purificazione nell'altra vita. Valutiamo grandemente questi sacramenti, specie l'Eucarestia sotto forma di Viatico concessa in articulo mortis. E ciò porta anche i familiari a fare questo atto di carità verso il morente. Quanto Purgatorio in meno si farebbe se fosse chiamato (in tempo) il sacerdote che mi abbrevi la permanenza in Purgatorio o me l'annulli. L'indulgenza plenaria concessa in articulo mortis spalanca le porte del Paradiso. E solo chi riflette sulla realtà del Purgatorio sentirà l'esigenza di far venire il sacerdote.
La santità è un qualcosa per cui vale la pena darsi da fare e la perfezione è uno scopo che dobbiamo raggiungere perché bisogna essere fedeli a Dio anche nelle più piccole cose. La misura della santità raggiunta in questa terra ci renderà più glorioso il Paradiso. La riflessione sul Purgatorio ci mostra quanto sia importante la nostra vita. E ci fa capire quanto Santo è Dio se non è possibile vederlo e goderlo se nell'anima c'è anche una minima traccia di peccato.
Altra considerazione che viene riflettendo sul Purgatorio, dev'essere uno vero sprone per riparare e fare penitenza volontaria i peccati propri e fare opere di misericordia in cui oltre a valore meritorio c'è anche un valore di espiazione. Tante volte a sconto dei miei peccati conta anche l'accettare le contrarierà della vita, le opere di misericordia, le buone opere, ecc... perché queste non solo hanno un valore meritorio ma anche di espiazione.
Questa verità di fede offre a coloro che sono rimasti in terra di beneficiare i trapassati che sono in Purgatorio. Io posso manifestare il mio amore per i defunti facendo qualcosa per loro. Io posso dare a loro un'amore che va oltre la tomba. San Leonardo da Porto Maurizio diceva che la devozione per le anime del purgatorio è la miglior scuola di vita cristiana perché ci spinge alle opere di misericordia, ci insegna la preghiera, ci fa ascoltare la Santa Messa, abitua alla meditazione e alla penitenza, sprona all'elemosina, ci fa evitare il peccato veniale e mortale - causa della permanenza delle anime del Purgatorio.
San Francesco di Sales diceva: noi non ci ricordiamo abbastanza dei nostri cari trapassati e con il suono delle campane sembra pure svenire la loro memoria. San Giovanni Bosco diceva che mentre siamo chiamati a salvare le anime penanti, meditiamo che un giorno saremo anche noi purganti (in sintesi). Il peccato dev'essere un male assai più grave di quello che le persone si figura, se un giusto che commette una piccola colpa merita una punizione terribile dopo la morte. Altra considerazione: dev'essere incomprensibile la Santità di Dio se non è possibile avvicinarsi a Lui con la minima macchia. Terza considerazione: essendoci dato il tempo della vita presente per purificarci, occorre tenere presente che abbiamo tempo non sapendo quanto tempo piacerà a Dio di tenerci su questa terra. Molti vanno in Purgatorio perché il loro tempo scade prima della possibilità di espiare i loro peccati. Quarta considerazione: l'ultimo momento della nostra vita - che non sappiamo quando sarà - deciderà la sorte della nostra eternità. Bisognerà stare attenti a non farsi prendere dalla morte in disgrazia di Dio.
Consideriamo l'ultimo momento della vita: come vivrò la mia agonia?
Ricordiamoci che si renderà conto a Dio di ogni minimo attacco e a noi medesimi, ogni azione viziosa, ogni parola inutile ecc.. passerà per il fuoco fino a quando non sia perfettamente purgata. Meglio quindi soddisfare a Dio per i nostri peccati commessi. Qua le pene sono più leggere di quelle del Purgatorio e anche meritorie perché volontarie.
Per legittima conclusione dobbiamo evitare qualsiasi colpa mortale e veniale, fare penitenza e opere di misericordia. Soffrire con pazienza le avversità della vita (malattie, dispiaceri, ecc.. e altra miseria umana) per scontare i debiti che abbiamo con la divina giustizia.
MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO ZAMMARELLI
Quale cosa rimpiangi, o Anima santa del Purgatorio, della terra che lasciasti?
lo rimpiango gli scandali dati. Avessi almeno a piangere le sole mie colpe! Avessi almeno potuto, morendo, arrestare le funeste conseguenze dei miei scandali! Mi fosse almeno concesso di questo luogo tormentoso ritenere sul pendio dell'abisso tante povere anime, seguaci dei miei tristi esempi e della mia perversa dottrina! Ma no, per mia cagione il male ancora si commette, e ciò durerà per anni e secoli. Ora debbo rendere conto della parte che a me ridonda di tutte le colpe, delle quali io sono la cagione. Ah! Se mi fosse dato di fare giungere la mia parola ardente sino ai confini della terra e di percorrere come un missionario il mondo intero, con quale indefessa attività mi appresserei alle anime, onde sviarle dal vizio e ridurle alla virtù! Voi tutti, che vi recate a visitarmi in unione del Sacro Cuore nel carcere tenebroso e che ai miei sguardi fate risplendere un raggio della sua benigna luce, voi avete in Lui il più sicuro ed agevole mezzo per convertire tante anime, quante io ne ho scandalizzate con le mie colpe.
La riflessione sul Purgatorio è molto importante, il Concilio di Trento ha raccomandato ai vescovi affinché la sana dottrina sul Purgatorio sia insegnata, creduta e predicata ovunque. Ma perché è necessario credere all'esistenza del Purgatorio?
Gesù dice a Maria Valtorta: quasi tutti hanno nel Purgatorio delle persone care e con la vita che conducono sono destinati a sostare in quella dimora. // La riflessione sul Purgatorio è importante. Il purgatorio è uno stratagemma della misericordia di Dio per poi stare alla sua presenza ma è anche un'avvertimento molto serio. La riflessione sul Purgatorio ci fa comprendere alcune cose.
Una prima verità che viene fuori dalla riflessione sul Purgatorio è che essa ci avverte quanto ci si debba dar da fare per evitare il peccato che non è mai cosa da niente, anche quando ricevo il perdono sacramentale, esso porta sempre una carica di sofferenza da scontare. Ogni anima in Purgatorio è punita per le sue colpe e per il suo attaccamento al peccato. Maria Simma sentì che Dio esige un'espiazione e comprendendo che ad ogni peccato corrisponde di una particolare espiazione, sapendo queste cose fece voto come anima vittima d'amore e di dolore attraverso la preghiera, sofferenza espiatoria e con l'apostolato. Il peccato è il male più grande dell'uomo. Ogni peccato dev'essere considerato con grande serietà, i Padri della Chiesa l'hanno definito la lebbra dell'anima. Sant'Agostino diceva che quando il medico non interviene con violenza per estirpare il male, il malato è destinato a perire. Quando viene sminuita la gravità del peccato, il peccatore è destinato a perire. La riflessione sul Purgatorio ci fa comprendere quanto grave sia il peccato, anche veniale. Il peccato non va mai sminuito e il Purgatorio ci conferma questo: la gravità del peccato non va mai sminuita.
Santa Caterina da Genova diceva: quando sento dire che Dio è buono e ci perdonerà e si continua a fare il Male, quanta tristezza provo per quelle anime che ignorano cosa le attende per l'eternità.
Seconda realtà che viene fuori: la riflessione sul Purgatorio ci aiuta a prendere in seria considerazione quegli strumenti divini atti a diminuire la nostra presenza in Purgatorio specie la Comunione, Olio degli Infermi e il Viatico. Quanto Purgatorio di meno se sapremo usare questi mezzi divini per abbreviare la dolorosa purificazione nell'altra vita. Valutiamo grandemente questi sacramenti, specie l'Eucarestia sotto forma di Viatico concessa in articulo mortis. E ciò porta anche i familiari a fare questo atto di carità verso il morente. Quanto Purgatorio in meno si farebbe se fosse chiamato (in tempo) il sacerdote che mi abbrevi la permanenza in Purgatorio o me l'annulli. L'indulgenza plenaria concessa in articulo mortis spalanca le porte del Paradiso. E solo chi riflette sulla realtà del Purgatorio sentirà l'esigenza di far venire il sacerdote.
La santità è un qualcosa per cui vale la pena darsi da fare e la perfezione è uno scopo che dobbiamo raggiungere perché bisogna essere fedeli a Dio anche nelle più piccole cose. La misura della santità raggiunta in questa terra ci renderà più glorioso il Paradiso. La riflessione sul Purgatorio ci mostra quanto sia importante la nostra vita. E ci fa capire quanto Santo è Dio se non è possibile vederlo e goderlo se nell'anima c'è anche una minima traccia di peccato.
Altra considerazione che viene riflettendo sul Purgatorio, dev'essere uno vero sprone per riparare e fare penitenza volontaria i peccati propri e fare opere di misericordia in cui oltre a valore meritorio c'è anche un valore di espiazione. Tante volte a sconto dei miei peccati conta anche l'accettare le contrarierà della vita, le opere di misericordia, le buone opere, ecc... perché queste non solo hanno un valore meritorio ma anche di espiazione.
Questa verità di fede offre a coloro che sono rimasti in terra di beneficiare i trapassati che sono in Purgatorio. Io posso manifestare il mio amore per i defunti facendo qualcosa per loro. Io posso dare a loro un'amore che va oltre la tomba. San Leonardo da Porto Maurizio diceva che la devozione per le anime del purgatorio è la miglior scuola di vita cristiana perché ci spinge alle opere di misericordia, ci insegna la preghiera, ci fa ascoltare la Santa Messa, abitua alla meditazione e alla penitenza, sprona all'elemosina, ci fa evitare il peccato veniale e mortale - causa della permanenza delle anime del Purgatorio.
San Francesco di Sales diceva: noi non ci ricordiamo abbastanza dei nostri cari trapassati e con il suono delle campane sembra pure svenire la loro memoria. San Giovanni Bosco diceva che mentre siamo chiamati a salvare le anime penanti, meditiamo che un giorno saremo anche noi purganti (in sintesi). Il peccato dev'essere un male assai più grave di quello che le persone si figura, se un giusto che commette una piccola colpa merita una punizione terribile dopo la morte. Altra considerazione: dev'essere incomprensibile la Santità di Dio se non è possibile avvicinarsi a Lui con la minima macchia. Terza considerazione: essendoci dato il tempo della vita presente per purificarci, occorre tenere presente che abbiamo tempo non sapendo quanto tempo piacerà a Dio di tenerci su questa terra. Molti vanno in Purgatorio perché il loro tempo scade prima della possibilità di espiare i loro peccati. Quarta considerazione: l'ultimo momento della nostra vita - che non sappiamo quando sarà - deciderà la sorte della nostra eternità. Bisognerà stare attenti a non farsi prendere dalla morte in disgrazia di Dio.
Consideriamo l'ultimo momento della vita: come vivrò la mia agonia?
Ricordiamoci che si renderà conto a Dio di ogni minimo attacco e a noi medesimi, ogni azione viziosa, ogni parola inutile ecc.. passerà per il fuoco fino a quando non sia perfettamente purgata. Meglio quindi soddisfare a Dio per i nostri peccati commessi. Qua le pene sono più leggere di quelle del Purgatorio e anche meritorie perché volontarie.
Per legittima conclusione dobbiamo evitare qualsiasi colpa mortale e veniale, fare penitenza e opere di misericordia. Soffrire con pazienza le avversità della vita (malattie, dispiaceri, ecc.. e altra miseria umana) per scontare i debiti che abbiamo con la divina giustizia.
MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO ZAMMARELLI
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