Don Silvestro continua le sue catechesi sul Purgatorio ponendosi una domanda: sono le anime che scelgono per loro stesse il Purgatorio oppure è Dio che le manda in questo luogo di purificazione perché ancora non degne di stare alla sua presenza?
Quale cosa rimpiangi, o Anima santa del Purgatorio, della terra che lasciasti?
Io rimpiango la poca carità che ebbi sulla terra verso le anime del Purgatorio. Avrei potuto essere loro sì utile nel tempo della mia vita. Preghiere, penitenze, elemosine, buone opere, Comunioni, Messe, devozione al Sacro Cuore: quanti mezzi io avevo per consolare quelle povere anime, ritenute prigioniere nel carcere del fuoco, delle tenebre, dei tormenti! Se io avessi fatto questo avrei meritato molte grazie efficaci per evitare la colpa, avrei meritato un Purgatorio meno lungo e meno penoso, ed ora mi ridonderebbe un frutto più grande dalle preghiere, che s'innalzano per me in tutto il mondo cattolico. Se potessi ritornare al mondo, nessuno più di me si adopererebbe a favore delle anime penanti! Quali fervide preghiere per esse!... Quali caritatevoli premure userei per eccitare tutti i fedeli alla più tenera compassione verso di esse! Ciò che io non ho fatto, quando pur lo poteva, deh! non trascurate di farlo oggi, voi, anime cristiane.
Ma sono le anime a scegliere il Purgatorio o è Dio che le manda nel luogo di Purificazione perché non degne di stare alla Sua presenza?
Dio per noi vuole il Cielo. Noi sappiamo che le anime del Purgatorio chiedono suffragi e la Chiesa ci raccomanda di offrire suffragi ma perché farlo se vogliono stare lì? (in riferimento alla catechesi precedente dove la gente diceva: lotto per il Purgatorio e non per l'ingresso diretto in Paradiso). San Tommaso d'Aquino diceva che nessuno chiede di essere liberato dalla pena che soffre volontariamente. Ma quelli in Purgatorio chiedono di esserne liberati e quindi costoro non soffrono volontariamente. Le anime purganti stanno laddove lo vuole Iddio e non dove vogliono loro stare. Ma questa conclusione è evidentemente erronea, perché si potrebbe pensare che le anime del Purgatorio siano anime ribelli a Dio e alla sua volontà. Il che è manifestamente erroneo. Infatti Santa Caterina da Genova diceva che le anime del Purgatorio hanno in tutto la loro volontà conforme a quella di Dio. Maria Simma ha dichiarato in più interviste che è l'anima stessa che vuole andare in Purgatorio per purificarsi prima di entrare in Paradiso. Molti teologi concordano ciò.
Ma che cos'è il Purgatorio? Un'invenzione geniale di Dio. Supponiamo (diceva una persona che ha intervistato Maria Simma) che un giorno appaia una porta ed appaia un'essere di una straordinaria bellezza che voi sulla terra non avete mai visto. Rimanete affascinati e sconvolti tanto più che egli si mostra follemente innamorato di voi, cosa che voi non avreste mai immaginato. Vi accorgete che Egli ha un grande desiderio di attirarvi a sé ed abbracciarlo. A questo punto la persona cercherà di corrergli incontro ma solo in quel momento vi renderete conto che non vi siete lavati da mesi e mesi, che emanate cattivo odoro e vi sentite orribilmente brutti, sporchi, in disordine, ecc.. e voi dite: non è possibile che io mi presenti in questo stato. Bisogna che prima mi vada a lavare, mi faccia una doccia e poi vada a vederlo. Ma l'amore che è nato in voi vi renda assolutamente insopportabile questo ritardo, è il dolore stesso dell'assenza anche se dura pochi minuti è un dolore atroce nel cuore e questo bruciore è proporzionato all'intensità dell'amore. Ebbene il Purgatorio è esattamente questo. E' un ritardo impostaci dalla nostra impurità, una fiamma d'amore che fa terribilmente soffrire e un'attesa e nostalgia dell'amore ed è precisamente questa fiamma che ci purifica da ciò che è ancora impuro in noi. Il purgatorio è il luogo di desiderio folle di Dio al quale l'anima non è ancora unita.
Dio sta a braccia aperte per riceverci nella sua Gloria, ma c'è una purezza tale che l'anima si getterebbe in mille inferni anziché entrare sporca alla presenza di Dio (Suor Emmanuel). Santa Gertrude ha avuto una consorella, famosa per le sue grandi virtù, era morta con i più bei sentimenti di pietà. La santa ebbe una visione: vide la defunta di fronte al trono di Dio circondata da una brillante aureola e coperta di ricche vesti però era triste e preoccupata, i suoi occhi erano abbassati come se si vergognasse di apparire alla presenza di Dio. Si sarebbe detto che volesse nascondersi da Dio. Santa Gertrude domandò a Gesù come mai quell'imbarazzo nell'anima santa. Risposta di Gesù: allora Gesù fece segno a quest'anima di avvicinarsi e poi questa anima profondamente si inchinò e si allontanò. Poi Santa Gertrude dicendo all'anima disse: perché figlia mia vi allontanate quando il Signore vi chiama quando nella vostra vita avete sospirato a Gesù? Risposta della defunta: non sono ancora degna di apparire di fronte all'Agnello Immacolato. Ho ancora delle macchie, per avvicinarsi al Sole di giustizia bisogna essere più puri della luce. Io non ho ancora quella perfetta purità dei Santi. Eppure - rispose Gertrude - vi vedo circondata di luce e di gloria. Risposta: quanto vedete non è che la frangia del vestito della gloria, per indossare quella veste bisogna non aver nessuna ombra. // Commento del don: quell'anima ha la chiara cognizione della Santità di Dio e questo le fa ricercare quella purificazione della quale ha bisogno per essere degna degli sguardi di quel Dio tre volte Santo.
San Tommaso d'Aquino dice che una cosa può dirsi volontaria in due diverse maniere: primo modo: volontà assoluta, in tal senso nessuna pena è volontaria perché la nozione stessa di pena indica un contrasto con la volontà. L'anima in Purgatorio non vi è per volontà assoluta, perché la pena stessa implica un contrasto con la volontà. Una cosa è tanto più penosa quanto più contrasta la volontà. L'anima in Purgatorio è per volontà condizionata, una cosa può essere volontaria come la cura per riacquistare la salute. Non in vista della pena ma in vista della salute, quindi la mia volontà non è nella pena ma nell'effetto della pena. E' l'anima che vuole per sé il Purgatorio o è Dio? L'anima vuole la purificazione e sa che questa purificazione la può ottenere solo nel Purgatorio voluto da Dio per purificarla.
Volontà condizionata: io voglio per me il Purgatorio perché è l'unica condizione che mi è rimasta per poter essere purificate. L'unico modo che ho adesso per essere purificato. L'anima trova il Purgatorio come unico modo per poter essere purificata.
MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO ZAMMARELLI
Quale cosa rimpiangi, o Anima santa del Purgatorio, della terra che lasciasti?
Io rimpiango la poca carità che ebbi sulla terra verso le anime del Purgatorio. Avrei potuto essere loro sì utile nel tempo della mia vita. Preghiere, penitenze, elemosine, buone opere, Comunioni, Messe, devozione al Sacro Cuore: quanti mezzi io avevo per consolare quelle povere anime, ritenute prigioniere nel carcere del fuoco, delle tenebre, dei tormenti! Se io avessi fatto questo avrei meritato molte grazie efficaci per evitare la colpa, avrei meritato un Purgatorio meno lungo e meno penoso, ed ora mi ridonderebbe un frutto più grande dalle preghiere, che s'innalzano per me in tutto il mondo cattolico. Se potessi ritornare al mondo, nessuno più di me si adopererebbe a favore delle anime penanti! Quali fervide preghiere per esse!... Quali caritatevoli premure userei per eccitare tutti i fedeli alla più tenera compassione verso di esse! Ciò che io non ho fatto, quando pur lo poteva, deh! non trascurate di farlo oggi, voi, anime cristiane.
Ma sono le anime a scegliere il Purgatorio o è Dio che le manda nel luogo di Purificazione perché non degne di stare alla Sua presenza?
Dio per noi vuole il Cielo. Noi sappiamo che le anime del Purgatorio chiedono suffragi e la Chiesa ci raccomanda di offrire suffragi ma perché farlo se vogliono stare lì? (in riferimento alla catechesi precedente dove la gente diceva: lotto per il Purgatorio e non per l'ingresso diretto in Paradiso). San Tommaso d'Aquino diceva che nessuno chiede di essere liberato dalla pena che soffre volontariamente. Ma quelli in Purgatorio chiedono di esserne liberati e quindi costoro non soffrono volontariamente. Le anime purganti stanno laddove lo vuole Iddio e non dove vogliono loro stare. Ma questa conclusione è evidentemente erronea, perché si potrebbe pensare che le anime del Purgatorio siano anime ribelli a Dio e alla sua volontà. Il che è manifestamente erroneo. Infatti Santa Caterina da Genova diceva che le anime del Purgatorio hanno in tutto la loro volontà conforme a quella di Dio. Maria Simma ha dichiarato in più interviste che è l'anima stessa che vuole andare in Purgatorio per purificarsi prima di entrare in Paradiso. Molti teologi concordano ciò.
Ma che cos'è il Purgatorio? Un'invenzione geniale di Dio. Supponiamo (diceva una persona che ha intervistato Maria Simma) che un giorno appaia una porta ed appaia un'essere di una straordinaria bellezza che voi sulla terra non avete mai visto. Rimanete affascinati e sconvolti tanto più che egli si mostra follemente innamorato di voi, cosa che voi non avreste mai immaginato. Vi accorgete che Egli ha un grande desiderio di attirarvi a sé ed abbracciarlo. A questo punto la persona cercherà di corrergli incontro ma solo in quel momento vi renderete conto che non vi siete lavati da mesi e mesi, che emanate cattivo odoro e vi sentite orribilmente brutti, sporchi, in disordine, ecc.. e voi dite: non è possibile che io mi presenti in questo stato. Bisogna che prima mi vada a lavare, mi faccia una doccia e poi vada a vederlo. Ma l'amore che è nato in voi vi renda assolutamente insopportabile questo ritardo, è il dolore stesso dell'assenza anche se dura pochi minuti è un dolore atroce nel cuore e questo bruciore è proporzionato all'intensità dell'amore. Ebbene il Purgatorio è esattamente questo. E' un ritardo impostaci dalla nostra impurità, una fiamma d'amore che fa terribilmente soffrire e un'attesa e nostalgia dell'amore ed è precisamente questa fiamma che ci purifica da ciò che è ancora impuro in noi. Il purgatorio è il luogo di desiderio folle di Dio al quale l'anima non è ancora unita.
Dio sta a braccia aperte per riceverci nella sua Gloria, ma c'è una purezza tale che l'anima si getterebbe in mille inferni anziché entrare sporca alla presenza di Dio (Suor Emmanuel). Santa Gertrude ha avuto una consorella, famosa per le sue grandi virtù, era morta con i più bei sentimenti di pietà. La santa ebbe una visione: vide la defunta di fronte al trono di Dio circondata da una brillante aureola e coperta di ricche vesti però era triste e preoccupata, i suoi occhi erano abbassati come se si vergognasse di apparire alla presenza di Dio. Si sarebbe detto che volesse nascondersi da Dio. Santa Gertrude domandò a Gesù come mai quell'imbarazzo nell'anima santa. Risposta di Gesù: allora Gesù fece segno a quest'anima di avvicinarsi e poi questa anima profondamente si inchinò e si allontanò. Poi Santa Gertrude dicendo all'anima disse: perché figlia mia vi allontanate quando il Signore vi chiama quando nella vostra vita avete sospirato a Gesù? Risposta della defunta: non sono ancora degna di apparire di fronte all'Agnello Immacolato. Ho ancora delle macchie, per avvicinarsi al Sole di giustizia bisogna essere più puri della luce. Io non ho ancora quella perfetta purità dei Santi. Eppure - rispose Gertrude - vi vedo circondata di luce e di gloria. Risposta: quanto vedete non è che la frangia del vestito della gloria, per indossare quella veste bisogna non aver nessuna ombra. // Commento del don: quell'anima ha la chiara cognizione della Santità di Dio e questo le fa ricercare quella purificazione della quale ha bisogno per essere degna degli sguardi di quel Dio tre volte Santo.
San Tommaso d'Aquino dice che una cosa può dirsi volontaria in due diverse maniere: primo modo: volontà assoluta, in tal senso nessuna pena è volontaria perché la nozione stessa di pena indica un contrasto con la volontà. L'anima in Purgatorio non vi è per volontà assoluta, perché la pena stessa implica un contrasto con la volontà. Una cosa è tanto più penosa quanto più contrasta la volontà. L'anima in Purgatorio è per volontà condizionata, una cosa può essere volontaria come la cura per riacquistare la salute. Non in vista della pena ma in vista della salute, quindi la mia volontà non è nella pena ma nell'effetto della pena. E' l'anima che vuole per sé il Purgatorio o è Dio? L'anima vuole la purificazione e sa che questa purificazione la può ottenere solo nel Purgatorio voluto da Dio per purificarla.
Volontà condizionata: io voglio per me il Purgatorio perché è l'unica condizione che mi è rimasta per poter essere purificate. L'unico modo che ho adesso per essere purificato. L'anima trova il Purgatorio come unico modo per poter essere purificata.
MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO ZAMMARELLI
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