Don Silvestro continua la sua spiegazione sul Purgatorio addentrandosi sempre più nella pena del senso
Abbiamo visto nelle volte scorse, la pena del danno e la pena del senso consiste nel fuoco. Preghiamo per l'anima del purgatorio più devota al Sacratissimo Cuore di Gesù, che ci ottenga in punto di morte, una fruttuosa ricezione del Viatico.
La pena del senso in Purgatorio è unica. Brevi considerazioni su questo fuoco: Fra Modestino da Pietralcina racconta che stava vicino a Padre Pio anche per trarre vantaggio dalle sue parole. Una sera Padre Pio uscì dal coro dopo la benedizione eucaristica e gli domandò: cosa ne pensate della fiamme del Purgatorio? E il frate rispose: se il Signore permettesse di passare dalle fiamme del Purgatorio a quelle più ardenti in terra, sarebbe come passare dall'acqua bollente all'acqua fresca.
Dante scrisse del Purgatorio (versione tradotta in italiano): non appena fui dentro, mi sarei buttato in un vetro ardente per rinfrescarmi tanto era il calore che era senza paragone. Sant'Agostino diceva: quel fuoco che di tal natura supera tutto ciò che si può vedere o immaginare.
Il don inizia ed elencare vari eventi mistici che hanno illuminato varie persone.
Com'è possibile che l'anima spirituale patisca la pena del senso? Lo abbiamo già visto per l'inferno. Ma se l'anima fosse non capace di provare sensazioni potremmo dire che non può essere anche beati. Quando si tratta di essere spirituale - l'anima per vivere non necessita del corpo ma semmai il contrario. L'anima è tanto più perfetta rispetto al corpo e questa perfezione non si riferisce solo al suo essere ma anche ai suoi sensi. La vista quando è corporale non è capace di contemplare Dio, ma gli occhi dell'anima sono capaci di fissarsi in Dio. Così dovremmo dire anche di tutti gli altri sensi. Quindi l'anima - separata dal corpo - non è insensibile, e come è capace di essere beata, è capace di anche di patire. Cosa dice don Dolindo Ruotolo? Le pene del purgatorio sono pene di un'altra vita completamente diversa da quella terrena, le pene nell'aldilà le soffre intensamente, le pene corporali o spirituali in questa vita rifluiscono nell'anima ma in modo imperfetto perché passano attraverso i sensi, quando superano la possibilità di soffrire dei sensi questi vengono meno. Il cervello e i sensi non lo percepiscono più e l'anima esce dal corpo. L'anestesia totale o parziale, rende i sensi addormentati ed incapaci di trasmettere i dolori all'anima. Nel Purgatorio è l'anima che percepisce direttamente e totalmente il dolore della Purificazione. E questo dolore non è attenuato da nessuna anestesia. Non ci sono paragoni tra le pene di un'anima Purgante e le pene temporali. Il tormento del Purgatorio che più facilmente possiamo considerare è quello del fuoco, perché ci sono innumerevoli apparizioni di anime Purganti che hanno lasciato visibile traccia del fuoco che le tormenta. // Esiste anche un Museo delle anime del Purgatorio, dove sono state raccolte tutte le impronte e segni che le anime del Purgatorio hanno lasciato ai vivi. E lo si vede anche su YouTube.
Don Dolindo Ruotolo: noi sappiamo scientificamente che la percezione del dolore passa per i sensi, arriva al cervello e poi va all'anima. E per l'anima che percepisce il dolore, un morto non sente dolore perché gli manca l'anima. Un'addormentato anestetizzato non sente i dolori. L'anestesia è come una morte temporanea, il corpo vive quasi meccanicamente. L'anima non ha nessuna attenuazione dei dolori. Ecco perché le anime del Purgatorio chiamano aura freschissima il fuoco corporale al paragone del fuoco che le purifica. //
Il dolore percepito su questa terra è filtrato dai sensi che quando è troppo alto, i sensi vengono meno e il cervello tende a svenire. Stessa cosa accade nel momento dell'anestesia. I filtri vengono meno e i dolori non vengono sentiti. Quando l'anima è staccata dal corpo, il corpo non sente alcun dolore. I sensi corporali fanno da filtro all'anima - ma quando verrà a mancare questi filtri, l'anima percepirà il dolore nella sua completezza. Quindi è sbagliato considerare che l'anima è come l'aria che non sente nulla. La beatitudine non riguarda solo la visione ma anche i sensi dell'anima. L'immagine che noi abbiamo dell'anima è da rivedere.
MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO ZAMMARELLI
Abbiamo visto nelle volte scorse, la pena del danno e la pena del senso consiste nel fuoco. Preghiamo per l'anima del purgatorio più devota al Sacratissimo Cuore di Gesù, che ci ottenga in punto di morte, una fruttuosa ricezione del Viatico.
La pena del senso in Purgatorio è unica. Brevi considerazioni su questo fuoco: Fra Modestino da Pietralcina racconta che stava vicino a Padre Pio anche per trarre vantaggio dalle sue parole. Una sera Padre Pio uscì dal coro dopo la benedizione eucaristica e gli domandò: cosa ne pensate della fiamme del Purgatorio? E il frate rispose: se il Signore permettesse di passare dalle fiamme del Purgatorio a quelle più ardenti in terra, sarebbe come passare dall'acqua bollente all'acqua fresca.
Dante scrisse del Purgatorio (versione tradotta in italiano): non appena fui dentro, mi sarei buttato in un vetro ardente per rinfrescarmi tanto era il calore che era senza paragone. Sant'Agostino diceva: quel fuoco che di tal natura supera tutto ciò che si può vedere o immaginare.
Il don inizia ed elencare vari eventi mistici che hanno illuminato varie persone.
Com'è possibile che l'anima spirituale patisca la pena del senso? Lo abbiamo già visto per l'inferno. Ma se l'anima fosse non capace di provare sensazioni potremmo dire che non può essere anche beati. Quando si tratta di essere spirituale - l'anima per vivere non necessita del corpo ma semmai il contrario. L'anima è tanto più perfetta rispetto al corpo e questa perfezione non si riferisce solo al suo essere ma anche ai suoi sensi. La vista quando è corporale non è capace di contemplare Dio, ma gli occhi dell'anima sono capaci di fissarsi in Dio. Così dovremmo dire anche di tutti gli altri sensi. Quindi l'anima - separata dal corpo - non è insensibile, e come è capace di essere beata, è capace di anche di patire. Cosa dice don Dolindo Ruotolo? Le pene del purgatorio sono pene di un'altra vita completamente diversa da quella terrena, le pene nell'aldilà le soffre intensamente, le pene corporali o spirituali in questa vita rifluiscono nell'anima ma in modo imperfetto perché passano attraverso i sensi, quando superano la possibilità di soffrire dei sensi questi vengono meno. Il cervello e i sensi non lo percepiscono più e l'anima esce dal corpo. L'anestesia totale o parziale, rende i sensi addormentati ed incapaci di trasmettere i dolori all'anima. Nel Purgatorio è l'anima che percepisce direttamente e totalmente il dolore della Purificazione. E questo dolore non è attenuato da nessuna anestesia. Non ci sono paragoni tra le pene di un'anima Purgante e le pene temporali. Il tormento del Purgatorio che più facilmente possiamo considerare è quello del fuoco, perché ci sono innumerevoli apparizioni di anime Purganti che hanno lasciato visibile traccia del fuoco che le tormenta. // Esiste anche un Museo delle anime del Purgatorio, dove sono state raccolte tutte le impronte e segni che le anime del Purgatorio hanno lasciato ai vivi. E lo si vede anche su YouTube.
Don Dolindo Ruotolo: noi sappiamo scientificamente che la percezione del dolore passa per i sensi, arriva al cervello e poi va all'anima. E per l'anima che percepisce il dolore, un morto non sente dolore perché gli manca l'anima. Un'addormentato anestetizzato non sente i dolori. L'anestesia è come una morte temporanea, il corpo vive quasi meccanicamente. L'anima non ha nessuna attenuazione dei dolori. Ecco perché le anime del Purgatorio chiamano aura freschissima il fuoco corporale al paragone del fuoco che le purifica. //
Il dolore percepito su questa terra è filtrato dai sensi che quando è troppo alto, i sensi vengono meno e il cervello tende a svenire. Stessa cosa accade nel momento dell'anestesia. I filtri vengono meno e i dolori non vengono sentiti. Quando l'anima è staccata dal corpo, il corpo non sente alcun dolore. I sensi corporali fanno da filtro all'anima - ma quando verrà a mancare questi filtri, l'anima percepirà il dolore nella sua completezza. Quindi è sbagliato considerare che l'anima è come l'aria che non sente nulla. La beatitudine non riguarda solo la visione ma anche i sensi dell'anima. L'immagine che noi abbiamo dell'anima è da rivedere.
MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO ZAMMARELLI
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