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Sono fiamme d'amore

Don Silvestro continua la sua spiegazione sul Purgatorio addentrandosi sempre di più nella pena del senso di cui oggi ne descrive l'essenza

Preghiamo per l'anima più devota alla Madonna, faremmo cosa gradita alla Santissima Vergine che ci otterrà una devozione al Sacro Cuore, sorgente di ogni bene.

Tante volte quando si parla del Fuoco del Purgatorio ci si appella alla giustizia di Dio, ma se fosse la sua Misericordia? Queste anime (purganti) essendo in grazia di Dio e confermate in grazia per tutta l'eternità sono amate da Dio con un'amore eterno e lo ricambiamo. Ma questa situazione le mette in profondo disagio, l'anima infatti sperimenta alla luce di questo amore, quanto malamente vi abbia corrisposto. Questa consapevolezza le rende impossibile gustare altro amore divino senza provarne un profondo disagio. Dio potrebbe cancellare quei residui di peccato senza farle patire nulla, ma l'anima che ha conosciuto l'amore di cui è stata oggetto nella sua vita eterna e quello che sarà nell'eternità, ora non riesce più ad approfittarne, le pare che Dio abbia esagerato nell'amarla. L'amore gli appare immensamente immeritato rispetto al suo. L'anima non riuscirebbe proprio a sopportarlo. L'anima si sente ladra di questo amore a cui a così malamente risposto nella sua vita e non sopporterebbe un'ulteriore furto rivolto a quel Dio che così immensamente l'ama. Riconosce che l'esternazione più vera è patire per l'amato e così le è data l'ultima possibilità di patire per Colui che per lei ha patito sulla Croce. Se prima l'anima non ha dato, questo continuo ricevere le sembrerà un continuo furto, ecco perché l'anima vede nel Purgatorio l'unico mezzo datogli per purificarsi dalle scorie dei suoi peccati già rimessi in quanto alla colpa e presto vi si getta dentro e volentieri. Il tormento delle anime del Purgatorio è un tormento d'amore - santa Caterina da Genova -, la pena del Purgatorio (dice la santa) è aver fatto una cosa che dispiace a Dio e che è stata commessa volontariamente. La Santa dice che se le anime potessero purgarsi in un'istante pagherebbero tutto il debito. Fiamme d'amore e non fiamme della punizione divina o della giustizia di Dio.

Considerare queste fiamme ci aiuta a percepire il Purgatorio più come uno stadio che come luogo. Le fiamme del Purgatorio sono fiamme d'amore, suona strano, ci sentiremmo meglio se le considerassimo fiamme di divina giustizia. Vuol dire che quelle fiamme più dalla giustizia di Dio sono fiamme d'amore perché le anime Purganti sono salvate e quindi oggetto dell'amore. Noi non siamo abituati a dare un peso ai nostri peccati, tante volte addirittura siamo capaci di giustificarci nei peccati anche mortali, ma le anime del Purgatorio sono pervase dall'amore di cui sono soggetto ed oggetto. L'amore non può vedere alcuna benché minima imperfezione. Sia da parte di Dio che da parte dell'anima, in una comunione di volontà. L'anima non è capace di sminuire anche il più piccolo dei peccati, perché conoscendo la bontà di Dio, questo le risulta impossibile.

Santa Caterina da Genova ha già vissuto la sua esperienza nel Purgatorio, vedendosi dei peccati addosso ha detto che avrebbe scelto tutti gli inferni immaginabili piuttosto che vedersi una macchia di peccato addosso. Per minima che fosse stata. L'anima del Purgatorio conosce l'amore di Dio che non può essere compreso in questa vita. Dio ama tutte le creature che ha creato e nemmeno l'intelletto angelico potrebbe capirlo. L'anima morirebbe d'amore se conoscesse l'amore di Dio. L'anima amata tende irresistibilmente verso l'unione, ma quel Dio che ama ogni cosa, odia il peccato il quale è tanto contrario a Lui tanto da non potersi stimare ed immaginare e di conseguenza è impossibile pensare che Dio e il minimo dei peccati possano stare assieme. Nasce nelle anime del Purgatorio un'estremo fuoco. Nella santa, c'era un fuoco ardente e che ella stessa chiese che dopo morta, gli aprissero il petto perché tutti potessero vedere il suo amore per Dio. Cosa che non fu fatta per timore di profanare il suo corpo.

Le anime del purgatorio ardono di incontrarsi con Dio ma non possono perché ci sono ancora alcuni impedimenti. O di peccato veniale o di peccato mortale confessato ma non ancora del tutto riparato.

MEDITAZIONE DI DON SILVESTRO ZAMMARELLI

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